giovedì 25 agosto 2011

Astensionismo? Alle politiche preferisco perdere ma votare


Un astensionismo alto, ad esempio al 20%, riduce di molto il numero di persone che votano per l'elezione del Parlamento che poi dovrà sostenere il Governo, indicato dal Capo dello Stato dopo aver sentito le forze politiche.

Se la coalizione vincente ottiene ad esempio il 47 % dei voti significa che solo il 38 % degli italiani la sostiene, ben lontana dalla metà degli aventi diritto.
Chi appartenere al 62 % di italiani che vota i partiti di opposizione o che non vota si ritrova unito in un gruppo innaturale, formato da persone che credono nel diritto di voto e da altre che non ci credono, per vari motivi.
Quindi gli astenuti che criticano il governo non hanno diritto di farlo, perchè se avessero votato probabilmente avrebbero cambiato la situazione. 

Un discorso diverso, sempre sul tema astensionismo, si deve fare per i referendum. In questo caso infatti il voto riguarda un quesito specifico, e l'astenersi equivale, di fatto, al votare No. Molti infatti scelgono di non votare esattamente per opporsi alla vittoria dei Sì non facendo raggiungere così il quorum. Se votassero No probabilmente contribuirebbero solo a far vincere la posizione opposta alle loro idee.
                                                                               Silvano C.©


( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

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