mercoledì 29 gennaio 2025

Chiedo scusa

Sono uscito e sono andato nel posto dove da più di otto anni, quando sono a Rovereto, vado tutti i giorni, esattamente dove tu non sei. Ho visto una persona con la quale, pochi anni fa, discussi troppo animatamente. Non avevo del tutto torto ma il tono usato fu eccessivo, sbagliato. E quella persona di tanto in tanto la incontravo, anche con conoscenze comuni. Oggi, dopo tempo, ho deciso che volevo chiudere, per quanto mi era possibile, quell’incidente. Ho cercato di reincontrarla, per strada, mi sono avvicinato ed ho detto poche parole, iniziando con Le chiedo scusa… Lei ha allentato la tensione che inizialmente aveva sul viso, in qualche modo e con una breve risposta ha accettato la cosa, e io a quel punto mi sono allontanato. Dovevo farlo prima, meglio comunque averlo fatto. Di tanto in tanto mi viene in mente che avrei dovuto chiedere scusa in tante altre occasioni. Le volte che l’ho fatto, e l’ho fatto, sono state troppo poche. Oppure sono state troppe, perché se avevo motivo per farlo in precedenza avevo sbagliato. Ecco, solo questo. E chiedo scusa anche se, da ora in poi e per un po' di tempo, non sarò tanto puntuale nel pubblicare ogni giorno un mio pensiero o altre cose. Ci sono momenti nei quali forse è meglio tacere, almeno in certe forme.  Ciao, Viz.

                                                                                          Silvano C.©

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martedì 28 gennaio 2025

Felicità e assenza

Quando non si hanno problemi di alcun tipo è difficile capire che si sta vivendo un momento di felicità. Si vive e basta, non è necessario esserne consapevoli, non serve neppure raccontarlo, e ci si può dedicare a progetti, a sogni, si possono aiutare gli altri senza avvertire fatica. La felicità poi naturalmente subisce modifiche, sembra venire a mancare e se ne diventa consapevoli. Non posso generalizzare e pensare che per tutti avvenga così anche se le premesse sembrano queste. Ciò che diventa evidente è l’assenza, molto più della presenza. Però dovrebbe essere il contrario, cioè dovremmo essere consapevoli di quello che abbiamo, anche senza sicurezze del futuro, e neppure prendere in considerazione quello che manca. Le persone che se ne sono andare meritano ogni forma di ricordo ma, se ci hanno amato, non avrebbero mai voluto che il nostro dolore diventasse pesante e che la loro assenza fosse per noi un limite in più. Non so neppure come essere più chiaro, Viz. Certamente siamo stati felici, ma non sempre. Ciao, vedremo cosa succederà e intanto ho alcuni impegni che spero di poter onorare.

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lunedì 27 gennaio 2025

vedremo…

Succede un po' come quando si viene messi in attesa con una musica in sottofondo, oppure come quando si entra al cinema o a teatro e si pregusta quello che si vedrà senza ancora aver assistito allo spettacolo. E questo per restare ad attese neutre o piacevoli, perché a volerla vedere negativamente non si starebbe allegri. Quindi resto in attesa, mi distraggo, telefono poco e cerco gli altri ancor meno per evitare di mentire oppure di scavare dove non vorrei. So che è tutto sbagliato, che non è così che si dovrebbe fare, lo so, eppure rientra nella natura di ognuno la libertà di una certa variabilità di comportamenti, non tutti facilmente comprensibili. E così anche oggi ho ben poco da aggiungere. Ciao Viz. Vedremo cosa succederà.

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domenica 26 gennaio 2025

Leggerezza

Cerco leggerezza e la trovo con difficoltà

Mi distraggo, certo, ma col pensiero fisso che non mi molla

Mille domande, risposte poche

Nulla di nuovo tuttavia, nulla di mai visto, solo attesa

So che le cose succedono, belle o brutte che siano

So molte cose eppure a volte sono di un’ignoranza abissale

Non trovo parole migliori

Mi manchi, quello lo so

Ciao Viz. Vedremo cosa succederà

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sabato 25 gennaio 2025

Pianificazione

Toglietelo dalla testa. Prima di tutto nessuna compagnia seria ti assicurerà mai contro tutto, che tu ne sia o meno il beneficiario finale. Ci sono due aspetti che devi valutare a tal proposito. Il primo è che ogni contratto, assolutamente ogni contratto, prevede una serie enorme di postille, precisazioni, clausole, prese di distanza e forme di disimpegno che si potrebbero giudicare vergognose salvo il fatto che alla fine, se vogliamo assicurarci, tutti le sottofirmiamo. Il secondo aspetto è che sicuramente qualcosa succederà e modificherà le attese, facendoti stramazzare sotto un vaso caduto da un davanzale mentre tu, cardiopatico e con mille patologie, tentavi di curarti seguendo le indicazioni di medici e specialisti. Il senso vero del discorso però è che non esiste pianificazione che non sia modificabile in corso d’opera. Ad esempio nessun piano di lavoro di un insegnante presentato all’inizio dell’anno potrà prevedere tutto quello che effettivamente verrà svolto con la classe nei mesi che verranno. Allo stesso modo il progetto di una casa verrà modificato molte volte, i preventivi per la costruzione di un ponte subiranno ritardi e aumento di prezzo e le vacanze prenotate con la migliore agenzia di viaggi non si svolgeranno esattamente come avevi previsto. Resta l’onere dell’attesa, la consapevolezza che ogni risultato potrebbe essere peggiore delle aspettative o migliore anche delle temute complicazioni. Non avrai mai una certezza, e sino alla fine potrebbe aiutarti la speranza, la distrazione e, magari, un sorriso. Un sorriso aiuta, aiuta sempre. Ciao Viz. Vedremo cosa succederà.

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venerdì 24 gennaio 2025

Variabilità

Michele si lamenta che la vecchiaia è un peso insostenibile, che ogni piccola cosa costa enorme fatica, che si perde l’autonomia. È l’ombra dell’uomo forte che è stato.

Anna ha appena compiuto sei anni, vuole crescere in fretta, vuole fare quello che fanno i suoi fratelli maggiori e che a lei ancora non è concesso.

Luke si trova bene in Olanda, la comunità nella quale vive lo soddisfa e intanto sogna viaggi in tutto il mondo, magari cambierà attività per muoversi di più. Cerca luoghi o cerca amore?

Una coppia si reca in vacanza in Bretagna, intende staccare dal lavoro e non pensare per due settimane ai problemi che solitamente deve affrontare. Si può permettere un albergo di ottimo livello, trattamenti costosi e ristoranti che offrono menù ricercati.

Alle tante persone che incontro e sanno poco o nulla di me rispondo con un sorriso se posso, e a volte il sorriso è tirato. Tendo a dar peso a mille paure e preoccupazioni. Se non ne ho le invento.

Un sorriso aiuta, aiuta sempre.

Ciao Viz. Vedremo cosa succederà. Un sorriso.

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giovedì 23 gennaio 2025

Normale solitudine

Dormire senza sognare, o quantomeno dormire senza avere l’impressione di continuare a vedere e fare e muoversi, come se si avessero gli occhi aperti e come se tutto fosse reale. Dormendo si sa che il cervello lavora comunque ma non sempre i sogni si ricordano o danno così tanto l’impressione di essere in sequenza precisa con gli eventi, come se si sognasse di non poter prendere sonno. Stranezze, fatti che avvengono, e la vita è strana a indagare quanto succede di tanto in tanto. Vorrei addormentarmi, seriamente, e svegliarmi solo per momenti belli, per incontri pieni di amicizia e condivisione, per l’amore o per volare sopra le difficoltà e le paure. Non ha senso condividere queste ultime, le paure, anche se è evidente che nessun altro le vivrà mai come si vivono in prima persona se non si sono avute in precedenza esperienze uguali. Si può condividere, certo, ma per alcune cose si è soli. Ciao Viz. Vedremo cosa succederà.

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mercoledì 22 gennaio 2025

Non so a chi chiedere

Chiedi al vento, ma quello si allontana veloce e tu non riesci a sentire la sua risposta.

Chiedi all’eco, ma ricevi solo la tua domanda ripetuta.

Chiedi alle carte, all’oroscopo, alle stelle, ai dadi, ma la risposta è casuale.

Chiedi a chi conosce la risposta, ma non so chi possa essere.

Alla fine si tratta di probabilità e, in ultima analisi, anche di fortuna.

Perché so che vorresti sapere, ma ancora nessuno può dirti nulla di preciso.

Un tempo avevo certezze e mi prendevano in giro per questo, ora le ho perdute quasi tutte.

Quello che mi dispiace però è che ho perduto persone, e anche se so che è la vita è questo il suo aspetto che mi piace meno. Ciao Viz. Vedremo cosa succederà.

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martedì 21 gennaio 2025

vedremo

Lascia che ogni cosa trovi il suo posto nel tempo giusto. Non aspettarti che qualcosa torni dopo essere partita, anche se è consolatorio pensarlo. Il mutamento è una certezza, ma pure questa è provvisoria. Cosa ci sarà dopo il nulla, forse il nulla che ci ha preceduti? Da anni scrivo e immagino e proietto speranze e sogno soluzioni. Piedi ben fissati a terra mai, è più forte di me. Magari sarà debolezza, forse forza, vado a giorni alterni e, nello stesso giorno, cambio facilmente dal segno più al segno meno, tentando di non fermarmi sullo zero. Mi dico cose, me le faccio dire, evito di dirlo e mi nascondo come gli animali. Ciao Viz. Vedremo cosa succederà. Tu sai cosa mi passa per la testa, e forse passerà.

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lunedì 20 gennaio 2025

L’orologio ha deciso che non misura solo il tempo

Anche gli oggetti sanno capire le emozioni, colgono le paure, si fanno carico di mostrare uno stato d’animo nel modo che viene loro più congeniale. Alcuni strumenti sono costruiti appositamente per misurare la temperatura, la pressione, l’umidità. L’orologio, in particolare, è nato per misurare il trascorrere del tempo. Il mio orologio da polso, meccanico e automatico, che un tempo era anche subacqueo e mi ha seguito in alcune immersioni memorabili in acque limpide e meno limpide, ormai è invecchiato con me e, pur continuando a misurare il tempo, è meglio non immergerlo in acqua perché non è più a tenuta stagna, come mi ha spiegato un orologiaio anni fa. Ora questo mio orologio, da sempre, si è assunto anche il compito di farmi sapere quando qualcosa non va, quando non sto bene o quando qualche pensiero mi turba. Lo fa come sa fare solo lui, accelerando o rallentando leggermente l'avanzare delle sue lancette. È analogico, ai suoi tempi il digitale ancora era il futuro. Ecco come alcuni oggetti, che dovrebbero avere una certa funzione, decidono autonomamente di fare anche altro. Ciao Viz. Vedremo cosa succederà.

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domenica 19 gennaio 2025

Poi ti racconterò

Se non sai cosa dire, taci.

Se i pensieri che ti frullano in testa un po' ti spaventano, distraiti anche con stupidaggini.

Non iniziare mai discussioni se poi non ti va di portarle avanti o se ti pesa ricevere critiche o sentire opinioni diverse dalle tue.

Nel dubbio leggi un libro, magari trovi la risposta, non si sa mai.

Il futuro si può sempre cambiare, nessuno ancora lo ha visto quindi, quando succederà, potrai sostenere che lo hai cambiato rispetto a quello che non è mai stato.

In Sardegna ci tornerei con te, e anche altrove.

Cose senza senso, immagini slegate, foto dimenticate e diapositive scolorite. Sai cosa intendo.

Mi riempio da solo di consigli a me medesimo, che contano nulla, hanno solo lo scopo di non pensare, come forse si è intuito.

Ciao Viz. Arrivati a superare la metà di gennaio la primavera si avvicina. Poi ti racconterò.

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sabato 18 gennaio 2025

Scatoloni

Io mi adeguo a lei, lei si adegua a me. Nessuno dei due può dire (dire?) o pensare di averla vinta su ogni cosa e, anche se io sono più grande e grosso, lei si difende con unghie e con denti, oltre che col suo carattere.

Parentesi. Quando faccio spesa e mi capita di trovare qualche scatolone che andrebbe buttato e che, per qualche motivo, a me torna utile, lo prendo. È una mia vecchia abitudine, gli scatoloni mi servono in casa per mille utilizzi. Ad esempio per la raccolta condominiale di carta e cartone mi permettono di raccogliere tutta la carta da buttare già confezionata per il bidone della differenziata

Negli ultimi tempi gli scatoloni sono diventati un’occasione di gioco e di tana più o meno provvisoria per lei. Lei, la gatta di casa, ama gli scatoloni nei quali può infilarsi specialmente se vi ho praticato fori adatti o per farla passare o anche solo per guardare fuori o tentare di artigliare qualche oggetto che le mostro e che le sembra possa sfuggirle.

È così, alla fine. Ognuno di noi, gatti compresi, ha come scopo quello di aiutare gli altri, secondo proprie facoltà e capacità. Ciao, Viz.

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venerdì 17 gennaio 2025

La nottata

Cerco scuse, mi giustifico mentalmente come se qualcuno mi potesse sentire. E poi mi dedico ad altro, mi distraggo. Esco un po' e le cose sembrano migliorare. Non tanto ma quanto basta per un’oretta. Anni fa era così? Stavo meglio allora o semplicemente è un vizio di tanti, quindi pure mio, di pensare che prima fosse diverso. Anche allora, anni fa, mi preoccupavo per cose serie e cose del tutto fantasticate. Solo in seguito capivo quanto ero stato realistico, ma prima quasi non riuscivo a coglierne la differenza. Mi servirebbe il sano pragmatismo che in certi periodi mi aiuta mentre in altri latita, e questo mi fa perdere tra fantasie e paure. Passerà la nottata, come diceva Eduardo, passerà. Ciao, Viz.

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giovedì 16 gennaio 2025

Treni

I treni li vedo, passano e il rumore del loro passaggio è attutito dalle finestre isolanti, quelle che non avevamo quando c’eri tu, qui, a vederli passare. Le finestre sono state uno dei tanti mutamenti avvenuti dopo, solo uno tra molte modifiche apportate dal tempo alla vita che mi sta accanto, ora. I treni vanno verso nord, in direzione Trento, Bolzano, Brennero. Sino a Bolzano andammo assieme, col treno, quando ancora i biglietti si facevano alla stazione, quando ancora non mi sembra ci fossero le Frecce. Oltre Bolzano, in treno, mai. I treni vanno verso sud, verso Verona, poi verso Modena e Bologna. Vanno anche verso Ferrara, ma con maggiori difficoltà e tempi non ottimali. Tu il treno, da sola, lo hai preso molte volte per andare a Carpi, e io ti accompagnavo in stazione. Che nostalgia per quegli anni lontanissimi ormai. Ora i treni passano in continuazione, treni merci e passeggeri, italiani e stranieri, carichi di persone e cose. La nostra economia nazionale si potrebbe dedurre facilmente se potessi avere la lista completa di quello che entra ed esce dall’Italia attraverso il Brennero, non sarebbe completa come stima ma ne darebbe un’idea. Ora, lo confesso, penso ad altro. Penso a te, come ogni giorno, penso a me, penso a nostro figlio e penso a una gatta. È così, penso anche a una gatta, che in treno non è andata mai. Ciao, Viz.

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mercoledì 15 gennaio 2025

Meglio non dire

Ti direi cose che ho paura anche solo a pensare

Meglio non dire

Sei stata maestra in questo

Il mio dialogo con te però non lo interrompo

Lo continuo a modo mio

Magari quando chiudo gli occhi

Ciao, Viz.

                                                                                          Silvano C.©

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martedì 14 gennaio 2025

Mutamenti

Mutamenti ce ne saranno

Presto o tardi

Piacevoli o spiacevoli

Alcuni sono già avventi e non me ne sono accorto

Altri neppure li ricordo più, dovrei tornare troppo indietro nel tempo

Questa è la vita.

Lo so, Viz, lo so.

                                                                                          Silvano C.©

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lunedì 13 gennaio 2025

Dialogo tra un pazzo e chi lo ascolta. In realtà parla solo il pazzo.

Avvicinati, non farti notare. Ti devo dire una cosa che è meglio non si sappia in giro. Non farlo così però. Aspetta che entriamo in quel bar, ci sediamo e fingiamo di conversare sul niente come tutti. Ecco, ci siamo quasi. Ascolta e non assumere strane espressioni, fai finta che ti parli del tempo. La cosa che voglio spiegarti sembra banale ma funziona. Ho scoperto come ingannare la morte. La Signora si fa prendere dall’abitudine, lo so. Il metodo perfetto per confonderla è quello di darsi una scaletta con poche cose da fare ogni giorno, in modo ripetitivo. L’abitudine crea assuefazione, crea attesa, e se ogni giorno fai quelle cose non muori mai. Lei suppongo veda solo alcune cose e non altre, come tutti noi del resto, che vediamo solo quello che vogliamo vedere. Non mi credi? Eppure io sono la prova vivente di quanto ti spiego. Non ti conviene prendermi per scemo o per pazzo. Vuoi morire forse? Io no! Sono assolutamente sicuro che se ogni giorno farò quello che ho programmato vivrò per quel giorno, e se il giorno dopo lo rifarò sarò ancora vivo pure il giorno dopo. È talmente banale che a nessuno è mai venuto in mente che potesse essere così semplice, neppure a chi da millenni cerca la vita eterna.

Lo so, Viz, è una stupidaggine enorme. Magari fosse tanto semplice distrarre la Signora. Del resto neppure è corretto darle un nome cose se fosse in qualche modo definibile come persona. Lo so, Viz, lo so.

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domenica 12 gennaio 2025

C’è qualcuno?

C’è qualcuno che ascolta in silenzio e fa in modo che le cose vadano comunque a finire nel modo giusto? Qualcuno che resta nell’ombra e che dona senza farsi scoprire, che ruba se necessario, che sposta una targa o un documento, che cancella un’immagine caricata ingenuamente in rete, che si fa notare in modo minaccioso solo da chi potrebbe fare del male ma che poi ritorna invisibile? Non lo so, non credo sia possibile se non occasionalmente. In molti è presente un senso di giustizia che diventa anche bisogno, ma la maggioranza resta ferma davanti a chi chiede, a chi ha veramente questa necessità. Sono tra gli ignavi, coraggioso raramente, generoso a gentile richiesta, non sono quel qualcuno. Ne conosco più generosi di me, più impegnati, più altruisti, più amici. All You Need Is Love. Ecco, alcuni ci sono, li ho visti, li conosco ancora. Altri li ho perduti per sempre. Magari anch’io fossi stato d’aiuto per altri, magari. Forse inconsapevolmente, magari egoisticamente anche io per bisogno di amore ho dato amore. Ciao, Viz. Qualcuno lo hai conosciuto pure tu, e in alcuni casi hai ridimensionato la mia opinione. Ora mi manca il tuo giudizio, la tua guida. Ma questo è noto.

                                                                                          Silvano C.©

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sabato 11 gennaio 2025

C’è nessuno?

La casa è fredda e vuota. La casa è gelida in tutti sensi. Da lontano non si vede alcuna luce accesa, mette tristezza solo ad avvicinarsi. Ritornando dopo essere stato invitato da qualcuno che lo ha fatto per darmi un aiuto mi ritrovo nelle condizioni precedenti la partenza, di nuovo. Eppure non era così poco tempo prima. Quella casa è stata ultimata su nostre precise indicazioni, modificando in parte e dove possibile il progetto originale. Poi tutto è sembrato crollarci addosso, non lo dimentico, abbiamo rischiato di rimetterci ogni cosa, e personalmente ho perso molta della mia tranquillità. In quegli anni qualcuno ha capito, qualcun altro no, ma per fortuna poi il tempo ha sanato le storture, quelle sono state superate, anche se abbiamo smarrito per sempre un periodo irripetibile. Anni dopo, per un po', ho capito che dovevo adattarmi alla tua assenza, farmene carico. L’ho capito ma non ci sono mai riuscito, mai. Anche oggi, passeggiando e rivendendo luoghi che conosco da tempo e che mi riportano episodi del nostro passato mi sei mancata. Ora, a essere sincero, la casa non è più fredda e vuota, si è rianimata, in parte. La cosa che mi manca ancora però è quando tornavi dal lavoro e entrando chiedevi: c’è nessuno? Ciao, Viz.

                                                                                          Silvano C.©

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venerdì 10 gennaio 2025

Assolutamente

Ci sono parole o modi di esprimersi destinati a essere superati dal tempo, come mode che nessuno ormai ricorda più. Un po' come certi costumi da bagno sfoggiati all’inizio del XX secolo dalle prime donne e dai primi uomini che si concedevano vacanze al mare. Restano tracce sempre più scolorite dell’espressione nella misura in cui, ma ormai chi l’utilizza si sente un po' isolato, e aggiunge qualcosa di più recente per non qualificarsi subito come superato. Mi sembra una forma di allungamento del brodo, che aggiunge parole ma non significato, nulla insomma. Faccio un altro esempio con una frase: ora vi mostro quella che è la porta d’ingresso del palazzo. Credo sia evidente che la parte in corsivo è inutile. E ancora, perché sui mezzi d'informazione si abusa assolutamente di assolutamente? Mistero glorioso, che trovo comunque molto legato ad una forma di pigrizia mentale ed espressiva. E io non sbaglio mai? Ma certo che sbaglio, assolutamente sì. Ciao, Viz. Mi manchi, eppure ti cerco.

                                                                                          Silvano C.©

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