sabato 13 gennaio 2024

Dormire e no

Cerco tranquillità nel sonno, che solitamente arriva giusto se la giornata è stata spesa bene, con un po' di fatica e dedicandomi a cose utili. Non penso di meritare molta pietà per le volte che per me dormire non è come vorrei, forse me lo merito e non è colpa di nessun altro se non del sottoscritto. Talvolta il sonno mi porta benessere, ma in altre occasioni il risveglio mi salva da una vita che non voglio neppure immaginare in un sogno. Col tempo peggioro, tu mi manchi e io peggioro. Mi manchi tu col tuo consiglio, non solo col tuo sorriso. So di sbagliare e insisto. Quindi quando dormo a volte cerco istintivamente salvezza nel risveglio. E da sveglio non è raro che cerchi fuga e salvezza nel sonno. Dov’è la strada che l’ho perduta? Io m’immagino diverso, mi racconto diverso, e tu come mi vedi, come mi racconti, come mi ricordi? So che hai accettato e criticato, sapevi usare le parole adatte, e io che pensavo a volte di essere il più furbo. Ora le 24 ore si succedono e me le confondo, anche se tento di tenerle in ordine con le abitudini e gli impegni che voglio mantenere, sai quali. E ti parlo mentre tu ascolti e aspetti il momento giusto, passato il temporale, per farmi ragionare e riportarmi coi piedi a terra. E anch’io aspetto. Ciao Viz, mi manchi.

                                                                                                            Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 12 gennaio 2024

tra giusto e ingiusto

Che non sia un pranzo di gala è evidente, e se in qualche momento appare così poi a sanare lo squilibrio arriva il conto da pagare. A quello nessuno sfugge, neppure chi non ha i contanti, non ha bancomat o carta di credito, oppure ha solo banconote di grosso taglio e fa capire che non ha intenzione di farsele cambiare. Non c’è braccino corto che tenga, la vita sa come farsi pagare quello che concede. La vita non si paga col denaro, se bastasse quello alcuni sarebbero praticamente eterni, e in questo almeno ci pone tutti quasi allo stesso livello. Si pagano gli errori e le ingiustizie regalate agli altri a volte con rimorsi tardivi e inutili, altre volte con analoghe ritorsioni o comunque in qualche modo. Magari non è esattamente sempre così, lo so. Mi sono solo un pò sfogato pensando a qualcuno. La giustizia non è di questo mondo anche se m’illudo possa in qualche modo realizzarsi. Ora ripenso ad uno stinco di maiale, esattamente a quello, sai a cosa mi riferisco. Non eravamo neppure in Italia, se ricordi, o magari sono io che adesso mi confondo. Non fa nulla, è andata così. Però mi chiedo, e veramente questo rimette in discussione tutto, ma cosa dovevi mai pagare tu? Non c’è risposta che mi soddisfi, nessuna. E, lo ammetto, per una volta non mi viene da sorridere. Ciao Viz, mi manchi.

                                                                                                            Silvano C.©

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giovedì 11 gennaio 2024

Il bello e il meno bello della vita, specialmente il secondo

Non troppi anni fa ho trasportato una piccola gatta in auto. Lei non amava questa cosa, era spaventata, miagolava come una disperata e scoreggiava. Per quasi tutto il viaggio rese irrespirabile l’aria nell’abitacolo, dovetti tenere i finestrini spesso aperti, ed era inverno.

So di un ragazzo che disse ad una ragazza: non ho mai parlato di scoregge con una donna. Lei fece la faccia imbarazzata e non disse nulla. L’amico che stava con loro iniziò a ridere senza poter fermarsi.

Tra le cose schifose della vecchiaia c’è l’odore di merda che accompagna alcune fasi finali della vita.

Non tutti gli odori emessi dal corpo umano sono afrodisiaci per l’altro sesso. La biancheria sporca, i piedi non lavati, le ascelle sudate in estate, le puzze varie prodotte in tanti momenti sono parte del nostro vivere che ci tocca tutti più o meno direttamente. Non sono piacevoli, ma ci sono.

A proposito di sesso, forse è vero che sesso e amore sono cose diverse, che l’amore puro e ideale vede il sesso con occhi diversi, eppure anche quello, visto e provato il sesso volgare o autoerotico, perde parte della sua innocenza, sa che esiste una faccia nascosta, non può ignorarlo.

Tra i peccati veniali in una coppia c’è quello di appoggiare i propri piedi gelati sull’altro/a, e poi viene il resto.

Per amore si può pulire il culo altrui.

La vita non è una passeggiata, è piuttosto una successione di cadute, più o meno eleganti e raccontate con furbizia e non sempre con sincerità.

Ciao Viz, il tuo sorriso mi manca. Non dovrebbe servire ripeterlo, ma ne ho bisogno.

                                                                                                            Silvano C.©

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andavamo, sì, andavamo

Andavamo a Bolzano tradizionalmente nel periodo delle feste natalizie scegliendo con cura un giorno feriale e con i negozi aperti, magari con i mercatini ancora attivi anche se questo non era essenziale. Importante era trovare i nostri negozi in via dei Portici, sempre quelli, a partire dalle due grandi cartolibrerie ai due estremi quasi della via. Capitava spesso che uno dei due fosse chiuso per inventario, e allora ci consolavamo con l’altro. Poi, poco alla volta, le cose sono cambiate sempre di più.

Quando rivedo mia zia sembra che il tempo non sia cambiato, ma so che non è così e non può durare. Non ci voglio pensare.

Andavamo in Puglia, sul Gargano, in un campeggio tra Peschici e Vieste. Ad ogni ritorno una novità. Spazi disposti diversamente. Ospiti a volte più rumorosi con i televisori che sino all’anno prima non erano raggiungibili dal segnale. Spiaggia libera sempre più ridotta.

Rivedo un’amica di tanti anni fa, ci siamo conosciuti da giovani, poi ognuno si è costruito la propria vita. Ora la vedo invecchiata, alcuni suoi difetti mi sembrano più evidenti, immagino che lo stesso valga per me ai suoi occhi.

Ecco, non mi va di continuare, il mutamento non lo posso fermare. Vedo persone che sembrano avere una vita che si mantiene al solito, con grandi famiglie e tantissimi amici. In realtà anche per loro tutto cambia, ma in particolare sono alcuni tasselli che spariscono e nuovi si aggiungono e sembra che l’insieme resti lo stesso. Nel mio caso i mutamenti sono molto più determinanti, i miei punti di riferimento sono minori, ogni perdita è insostituibile, ogni confronto è, oltre che inutile, impietoso. Ciao Viz, il tuo sorriso mi manca.

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mercoledì 10 gennaio 2024

forse è inutile, non lo so

Se le parole nuove non esistono rimane possibile disporre le stesse in sequenze diverse, e allora forse sì che può nascere la novità. Tuttavia, a scanso di equivoci, quello che si può dire, leggere o scrivere, banale o geniale che sia, poetico o volgare, brevissimo o prolisso in modo insopportabile, magari ripetuto e ancora ripetuto sino a perdere quasi il suo senso originale, non può cambiare la realtà, non modifica la sequenza degli eventi, non permette di andare avanti o indietro nel tempo. Ad esempio io posso parlare di Praga, leggere una guida della città, immaginare di andarci o andarci veramente in un prossimo futuro, sicuramente non ci siamo stati assieme quando, partendo, sembrava che quella città fosse la nostra meta. Questo dimostra una volta in più che quello che conta è il viaggio, quello che rimane nella mia memoria è quel viaggio, non Praga. E, per quanto io ci provi ormai da più di sette anni, le mie parole si rivelano del tutto inutili, insufficienti, inadatte al fine desiderato. Forse che anche in questo caso quello che conta è il viaggio? Non mi convince per nulla, ma ugualmente continuo. Ciao Viz, sorridi.

                                                                                                            Silvano C.©

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martedì 9 gennaio 2024

Prima

Ne sono sicuro. Avevo capito tutto. I fatti in sintesi sono questi: per una frazione di tempo sapevo esattamente quello che sapevo, avevo chiari i miei limiti e le mie certezze. Avevo associato le parole scritte alla mia esperienza, ero consapevole di una verità che sicuramente mi era nota da sempre. Non sono stato abbastanza veloce da cogliere quel momento, ho commesso l’errore di pensarmi capace di ricordare la perfezione. Ora non vorrei fare la parte dell’ubriaco che si crede un vecchio pirata che vaneggia di un tesoro nascosto e che, però, non sa esattamente dove si trova. O meglio, lo sa benissimo, ma non conosce la via per arrivarci. Noi che vivemmo lo sappiamo tutte, così mi dicono un po' sorridendo di me le Ombre. Certo, penso io, se non lo sapete voi chi dovrebbe saperlo? Il fatto è che in realtà lo sapevo anch’io. E inizio a non credere neppure a quello che dico. Adesso, lo ammetto, non ci provo più, è passato quel momento. Quello era prima. Ora è adesso. Ciao Viz, sorridi.

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lunedì 8 gennaio 2024

Cucù

Non mi vedi eppur son qua. Pur se invisibile sono ovunque. Ti disperi? Ma perché? Forse vorresti tornare con me in Normandia, a quella cena di Capodanno, a quel primo incontro, sulla spiaggia di Creta o in una delle tante riunioni in famiglia? Ma ci sei già, ora, e neppure te ne accorgi. E sei anche a Livorno, a Venezia, in Danimarca e ovunque ti viene da pensare. Anzi, sei anche altrove, dove non sei mai stato e dove non stai neppure pensando di poter essere. Non te lo dico dove altrimenti poi ci pensi. Sai vero che se ti dico di non pensare a un limone tu al limone ci pensi per forza, funziona così, è nella natura delle cose, della logica e anche della fantasia. Non è che ami particolarmente il gioco del nascondino, però…

Forse volevi dirmi questo? È possibile. Ciao Viz, sorridi.

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domenica 7 gennaio 2024

A debito

Posso dire di non amare i compleanni dopo una certa età. Tradizionalmente faccio gli auguri alle persone vicine e mi fa piacere essere ricordato in quel momento, lo ammetto, e mi contraddico con un comportamento contrario a quello che mi piacerebbe fare, e cioè dimenticare. La realtà è che neppure fare lo struzzo e nascondere la testa serve a rimuovere la realtà, o giocare come fa il bambino che gira la testa e non guarda, pensando così di non essere visto. Il Tempo mi conosce da tempo, non si scorda di me e di farmi notare che lui c’è. Quindi abbozzo. Mi distraggo e faccio altro in attesa del prossimo compleanno, mio o di qualcun altro. Appartengo a questo mondo non ad uno ideale ed eterno. Accettare di essere mortali è un’impresa che riesce compiutamente solo ai grandi mentre i comuni mortali si limitano a morire quando la Signora chiama, la temono, la riveriscono, la esorcizzano, vivono come se non ci fosse e la rimuovono. Penso non sia possibile vivere a credito, e il debito prima o poi lo dobbiamo restituire. Ma guarda cosa mi viene alla mente pensando al compleanno di un’amica. Ciao Viz, sorridi. Tu puoi farlo di questo ed altro.

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sabato 6 gennaio 2024

Ogni cosa a tempo debito

Oggi sono venuto per togliere le lucette messe per il periodo delle feste. Con l’Epifania queste piccole luci vanno spente, staccate e riposte in attesa del prossimo anno, cioè, per essere più precisi, in attesa della fine di quest’anno appena iniziato. Ma avevano già pensato tutto da sole. Le due batterie che le alimentavano si sono esaurite esattamente oggi, o ieri notte, prima che io togliessi tutto. Solo questo, so che lo sai già ma lo faccio anche per me, per non scordare quello che è successo. Ciao Viz, sorridi.

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In viaggio, sei domande e sei risposte

Per dove esattamente?

In che senso? È da tempo che ho smesso di cercare mete, quelle raggiunte mi bastano, e se non bastano ne ho mille e mille altre di riserva, pronte per i sogni anche ad occhi aperti.

Vuoi dire che ti sei fermato?

Maddai, sai con chi parli? Quando mai so restare fermo. Se mi succede intristisco, e anche da triste mi agito e voglio arrivare. Non è un posto fisico che m’interessa però, è altro, è uno scopo, un obiettivo da raggiungere. E a volte da sublimare.

E non vorresti tornare… ?

Ti fermo prima che finisci la domanda. Ho capito che non posso tornare in nessun luogo senza sentirmi un po' estraneo e senza desiderare di essere altrove. Ho il cuore diviso tra troppe case, città tramonti e albe, amici e speranze. E l’amore, quello per il quale ho vissuto, l’ho cercato spesso da alcuni anni, incontrando immancabilmente delusioni e conferme. Mi guardava, sorrideva di me senza prendermi in giro ma si nascondeva. Si nascondeva ma non mancava di farmi capire che c’era. Dove dovrei tornare allora?

Non so se ho capito. Non è che sei già morto?

Mi ci avvicino, certo, ma per ora ancora no. E su questo preferisco non dire altro.

Parlavi di uno scopo, del senso, questo dovresti spiegarmelo. Vuoi?

Ogni giorno dovrebbe essere sufficiente per la ripetizione di gesti consolatori, ma questa è la premessa, la cornice, lo scenario nel quale si svolge l’azione. Poi devo anche andare oltre. Ogni giorno una curiosità nuova, una scoperta. E poi intendo mantenere alcuni impegni presi in passato e non solo da me, e sai a chi mi riferisco. Credo sia sufficiente, non ho i mezzi né l’intelligenza per fare altro.

Eppure ricordi i viaggi fatti, li rimpiangi. Non li rifaresti?

A questo non so rispondere, non è che non voglia. Non conosco tutte le risposte, neppure quelle che mi riguardano più direttamente. So solo che, se capitasse l’impossibile e li rifacessi, tenterei col senno di poi di evitare gli errori. Se alla fine della vita potessi cancellare le cose sbagliate, eliminare da ogni tempo i dolori causati, l’ingordigia stupida, l’egoismo piccolo e le cattiverie potrei dirmi più soddisfatto. Non so se è una risposta, ma questo mi viene da dire.

 

Ciao Viz. A volte dialogo con chi neppure esiste, non deridermi per questo, ma sorridi, quello sì.

                                                                                                            Silvano C.©

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venerdì 5 gennaio 2024

sulla Befana

La Befana ogni settimana, se l’anno è bisestile lo spazio si troverà pure, o no? E parlo di spazio e non di tempo perché per i doni serve spazio, quello non basta mai, in particolare a me. Sul Tempo non posso nulla, assisto al suo lento passare, mi devo adeguare e fingere che tutto vada bene, altrimenti si offende. Ci conosciamo da anni, io e il Tempo. Per lui immagino di contare poco più di nulla mentre per me lui è in posizione dominante. È arrivata la Befana già, è arrivata e ha portato quello che ha voluto, anche il carbone è stato gradito malgrado si spinga per decarbonizzare ogni cosa, e neppure su quello posso far nulla. E intanto mi piove in casa dal tetto, per tre volte sono saliti e per tre volte non hanno sistemato, mi hanno detto che le tegole sono vecchie, come se fosse un motivo valido. E me lo hanno detto quasi stizziti, come se avessero fatto il possibile mentre evidentemente se mi piove in un punto particolare, con una goccia che a volte continua per ore, non sono le tegole vecchie il problema ma una qualche tegola in qualche punto particolare di, presumo, non più di un metro quadrato di superficie. Così va il mondo, chi prova a fare una cosa e non ci riesce trova sempre che la colpa sia altrui. La Befana in questi casi potrebbe portarmi una pezza, lei che sui tetti ci sa andare e non cerca scuse. Quello che vorrei da lei, veramente, non può darmelo perché non è di questo mondo. Posso solo giocare di fantasia, obbligarti con la fantasia o col sogno. Umberto Eco diceva che chi legge vive altre vite, magari all’indietro. Forse ha avuto ragione, non lo so. La mia opinione difficilmente smentibile è che anche il sogno permette altre vite oltre a quella reale ad occhi aperti. Ne ho continue conferme e anche la Befana approva. Ciao Viz. Sempre un sorriso.

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giovedì 4 gennaio 2024

il tempo del sorriso

C’è il tempo per ogni cosa anche se non equamente distribuito. Eulalia Torricelli da Forlì aveva tre castelli, uno di questi per amare, ma il tempo per amare non ha bisogno di castelli, e amare essendo amati ha il suo tempo.

Poi c’è il tempo per fare l’amore, o più prosaicamente fare sesso e non solo con sé stessi. 

Viene il tempo per soffrire, immancabilmente, anche se ognuno ne farebbe a meno. 

E c’è il tempo per morire. Roy Batty sente quando si avvicina capendo che molte cose andranno perse per sempre, e qualcun altro, mal accettando il destino comune, va nelle sere di novembre in mezzo ai camposanti a spiare la morte. 

È una successione interminabile nella quale si alternano gli attori ai quali viene affidata la stessa parte. E l’interpretazione conta, conta molto. In questo modo si nasce, si vive e si muore. E c’è il tempo di cucinare per gli altri, per trovare o farsi trovare, per rischiare di essere felici, per perdere e vincere provvisoriamente. 

Non possiedo castelli, non conosco chi ne possiede anche se ne ho visitati tanti. E pure per noi c’è stato il tempo per quello che abbiamo amato, desiderato, voluto, realizzato e perduto. Vorrei poter avere adesso il tuo sorriso, non solo nel ricordo. Ciao Viz. Sempre un sorriso.

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mercoledì 3 gennaio 2024

Brindisi

Serve un motivo? Non necessariamente, ma io il motivo ce l’ho.

Interessa agli altri? A pochissimi altri, alla maggioranza no.

L’occasione? Alcune sono tradizionali, altre arrivano col tempo a diventarlo. Le peggiori sono quelle che si scontrano con l’assenza, e non ci sono rimedi se non quelli di richiamare con qualche trucco chi era partito.

Il luogo conta? Decisamente no, va bene sia Il Brindisi, noto locale in via degli Adelardi a Ferrara dove andammo tante volte ma sei mancata in un’occasione importantissima, seppur presente, ma vanno bene tutti gli altri posti, purché ci siano almeno due bicchieri che si toccano.

Tre sere fa è successo, anticipatamente rispetto ai tempi canonici, ma è successo. Tu c’eri e io un po' mi sono ubriacato, facendomi carico anche della tua parte. Tu c’eri e sorridevi, magari mi hai anche preso in giro ma da ubriaco non me ne sono reso conto. Per fortuna non dovevo guidare, quindi tutto perfetto. Un brindisi, Viz. E anche un sorriso. Sempre un sorriso.

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martedì 2 gennaio 2024

Una stella

Camminando è bene non scordare mai di guardare dove si appoggiano i piedi. Basta poco per farsi trarre in inganno da un marciapiedi all’apparenza curato e senza buche che, appena ci si distrae, fa arrivare il micidiale avvallamento sufficiente a sbilanciare e far cadere in modo rovinoso. Fu così che caddi, molti anni fa, lo ricordi, lo so. Un paio di pantaloni finirono tra i rifiuti e mi procurai una botta alla spalla che mi costrinse ad andare dal fisioterapista, dopo gli immancabili esami di controllo. So che occorre guardare a terra, ma anche alzare gli occhi al cielo non è sbagliato. Ci sono persone disposte a farsi lanciare in orbita su razzi che, di tanto in tanto, esplodono. Che io sappia nessuno si è mai diretto verso una stella, raggiungendola. Se fosse possibile realizzare un simile viaggio si finirebbe inceneriti molto prima di potersi avvicinare a qualsiasi stella, semplicemente non è realizzabile toccare un corpo celeste come quello. Però, e quello è nella mia possibilità, posso alzare gli occhi e sognare di viaggiare allontanandomi dalla Terra, stare nello spazio dove ci si avvicina al vuoto e muovermi verso qualcosa. Per questo non ho bisogno di razzi o missili o altri mezzi per staccarmi dal suolo. Basta la fantasia, basta cercare altro ed essere un po' insoddisfatti di quello che si può avere o essere tanto pazzi da illudersi di poter fare quello che non è concesso. E poi fu una stella. Ciao Viz. Un sorriso. Sempre un sorriso.

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lunedì 1 gennaio 2024

Prima e dopo

Prima non sai nulla. Immagini sicuramente, qualche idea te la fai, ma la realtà ti sfugge. Ti lasci andare a giudizi basati sull’inesperienza se vieni coinvolto sul tema, oppure glissi fingendo di essere chi non sei. Tacere sarebbe opportuno, ma non sempre lo fai.

Il durante è la novità che sembra vissuta sempre, è il naturale e l’ovvio, è la vita che si realizza e si compie come conviene e capita. A volte è il caso che fa iniziare il durante, altre volte una scelta consapevole della direzione ma non di quello che si sarebbe trovato. Il durante è l’essenza che non serve descrivere perché è completa a sé stessa e non ha bisogno di raccontarsi. Durante, se è il caso, ti compiaci senza neppure rendertene conto.

Dopo arriva tutto il resto. A cose fatte e concluse tiri le somme, racconti la verità di quanto è avvenuto ma quella, ostinatamente, non vuol essere oggettiva e la vedi in modo diverso ad ogni richiamo. La memoria, essenziale in questa fase, funziona in modo capriccioso e seleziona subdolamente fingendo però di ricordare tutto.

Questa potrebbe essere una sintesi, per oggi. Fatti potrei raccontarne, come quando a casa dei miei mia madre preparava gli gnocchi col ragù. Potrei anche dire di quel viaggio che facemmo a Malcesine o di quella nostra prima volta sul Monte Baldo. Conservo foto di quei giorni, ma cosa è successo veramente? Ciao Viz. Un sorriso. Sempre un sorriso.

                                                                                                            Silvano C.©

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