domenica 28 giugno 2026

Un’estate in Algarve

Fummo giovani e arrivammo ai confini del mondo, il mondo raggiungibile in auto affacciato sull’Atlantico, e a Lisbona attraversammo il ponte 25 aprile perché quello intitolato a Vasco da Gama ancora non era stato costruito. Avemmo l’impressione che il Portogallo fosse un paese povero ma chissà se oggi, se potessimo tornare, avremmo ancora questa opinione. Ricordo vagamente le spiagge dell’Algarve, e quando sento dire che occorre fare alcune esperienze prima di morire continuo a chiedermi che senso abbia, in particolare quando si tratta di viaggi e luoghi lontani da vedere. Noi un’estate del 1980 andammo in Algarve ed ora, per te, cosa cambia? Per me cosa cambia? Posso dire per me, ché tu adesso non hai la possibilità di farlo: non cambia nulla, l’Algarve non conta e non conta neppure che io abbia conservato quel galletto portoghese, conta solo che facemmo assieme quel viaggio, non la meta e cosa vedemmo, ma che lo vedemmo assieme. La meta è un riempitivo intercambiabile, un po' come i gusti degli sciroppi per preparare granite. Chissà se saresti d’accordo con me, magari ti potrei convincere se potessimo parlarne, oppure saresti tu a farlo. Ciao, Viz.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti offensivi o spam saranno cancellati. Grazie della comprensione.

Post più popolari di sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana