sabato 29 agosto 2026

era il 30 luglio

Il giorno lo ricordo bene, era il 30 luglio. Pure l’ora, più o meno, erano circa le tre del pomeriggio. Stavo guidando l’auto in corso della Giovecca, a Ferrara. Il traffico non era eccessivo ma, anche per i semafori, non si poteva procedere a una velocità media superiore a quella delle biciclette. Me la sono trovata davanti già dalle parti della vecchia sede del Sant’Anna e poi, visto che tendeva a stare un po' troppo verso il centro della carreggiata, l’ho superata con difficoltà. Ovviamente, al primo semaforo rosso mi ha raggiunto e superato a sua volta. Questo si è ripetuto sino all’incrocio col teatro comunale e il Castello Estense, dove lei ha proseguito e l’ho persa di vista. Perché la ricordo? Già, perché? Mi sembrava elegante, vestita di bianco, non l’ho vista bene in viso e sull’età quindi non saprei cosa dire, attorno alla trentina forse o poco di più. Non ricordo neppure se avesse una gonna o i pantaloni, ma era magra, una bella donna, sicuramente. Eppure ne ho viste tante di donne belle in giro, più di lei, a piedi o in bicicletta. Lei mi ha colpito però, pedalava eretta, alta, dritta come un fuso, come se le avessero messo un bastone su per il culo. Ecco, queste parole esatte ho detto a mio figlio, quando le siamo passati accanto una delle tante volte.

                                                                                                                            Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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