giovedì 16 aprile 2026

Parole

Quello che si scrive muore e ciò che è scritto è già morto da tempo, solo la parola pronunciata e ascoltata è viva e mantiene la vita. Nessuna pietà per le favole che mio nonno mi raccontava quand’ero bambino, nessuno me le racconta più con la sua voce e con le sue espressioni del volto che non mi stancavo mai di risentire e rivedere. Nessuna pietà per le telefonate con Roberta, che mi ha salutato un’ultima volta lo scorso novembre e dopo non ho più potuto sentire. E ancora nessuna pietà per quando parlavamo assieme di mille cose diverse, discutendo su ciò che avremmo dovuto scegliere o non scegliere. Dovresti parlarmi ancora di te o di quello che ti passa per la mente, sfruttare ogni occasione reale o immaginaria e usare la tua voce, solo quello mi servirebbe.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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