Quando una cosa non mi riesce spesso me ne rendo conto e l’abbandono prima di insistere troppo. In passato, anche molti anni fa, ho capito perfettamente che come pittore non valgo nulla. Ho consumato inutilmente tubetti di colore, pennelli e tavole, che alla fine ho buttato. Come imbianchino però me la cavo. Non mi sono mai azzardato a comprare tele e conservo i miei pochi dipinti (due) per ricordarmi di non riprovarci. Tuo padre, pur senza essere un vero pittore, ci sapeva fare e conservo diversi dei suoi lavori. Piaceva pure a te vederli appesi alle pareti di casa. Anche Roberta, pure lei non pittrice, sapeva realizzare opere degne di nota, e ne conservo un paio. Altre cose che non mi riescono o non fanno per me? Troppe, ma ne tento un elenco brevissimo. Non sono adatto ad andare in montagna su ferrate, troppo rischio e troppo vuoto sotto. Non so cucinare dolci elaborati, al massimo budini e crostate. Non sono uno scrittore anche se continuo a scrivere. Non so comandare, preferisco eseguire anche se a modo mio. Non so giudicare, e se in passato sono stato costretto a farlo senza poterlo evitare, ho tentato di fare meno danni possibili, tranne in un caso del quale mi vergogno ancora adesso, decenni dopo. Ciao, Viz. Quest’ultima mia debolezza-cattiveria non te l’ho mai confessata, ma è avvenuta anni prima che ci incontrassimo. Fingi che l’abbia dimenticata.
Silvano C.©
(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)
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