È da tanto tempo che non preparo polpette, veramente tanto. Quando le preparavo per te riuscivo a metterci una quantità industriale di verdure, non solo la carne. E così farò anche oggi. Non seguirò alcuna ricetta, sono refrattario a seguire indicazioni codificate e, quando cedo a leggerne qualcuna so benissimo che, prima o poi abbandonerò la via indicata per seguire il mio istinto o, con nostalgia, i miei ricordi. Oltretutto, come principio basilare principe della mia cucina, tendo a utilizzare quello che ho già in frigo o in dispensa. Se avessi un orto partirei da quello che ottengo dall’orto. Un altro mio principio è quello di non usare certe dosi rigide o quantità consigliate quindi non sopporto l’obbligo di comprare quantità precise di un certo prodotto, visto che mi servo normalmente in supermercati dove alcune cose non sono in vendita a peso. E neppure mi adeguo ad usare solo il tuorlo dell’uovo, ad esempio. Dell’albume cosa dovrei farne, cucinare un altro piatto che non m’interessa o buttarlo? Quindi so già che alcune preparazioni mi sono precluse per mia precisa volontà e le polpette, per loro natura, rispettano le mie scelte. Poi ci sono altri motivi per preparare polpette: il loro nome è simpatico, Polpetta è un nome carino per una gatta e poi mi riportano altri tempi, mi riportano te. Ciao, Viz.
Silvano C.©
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