C’era un periodo durante il quale il martedì restavo fuori casa tutto il giorno e tornare per mangiare, da solo, non mi andava granché. Abitavo a Levico, lavoravo a Borgo Valsugana e in una piccola frazione vicina, ancora più a est. Andavo a farmi un panino o due alla drogheria, l’acqua la portavo con una borraccia e un frutto non mi mancava. Mi serviva il droghiere, che aveva la BMW parcheggiata poco lontano mentre io, il signor professore, giravo con una Fiat 850 usata e pranzavo fuori, spesso accanto a un torrente che immetteva e immette nel Brenta. Dopo pranzo lavoravo spostando massi e sassi, divertendomi a realizzare piccole dighe che costringevano l’acqua a deviazioni, manco fossi stato un castoro con i tronchi. Costruivo gratuitamente e così miglioravo l’ossigenazione dell’acqua. Nessuno mi ha mai pagato per questo, né ringraziato. Questo lo facevo prima di conoscerti, e cose simili le avevo già fatte in spiaggia, al mare. Con te, più tardi, non persi quest’abitudine di piccole modifiche ambientali in zone dove non creavo danni. Cose che sono successe, cose belle se le ricordo così, adesso. Ciao, Viz.
Silvano C.©
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