Se non sono morto prima è solo questione di culo. Adesso, coi miei anni, sono certamente più prudente alla guida e so contenermi maggiormente entro i limiti delle mie capacità e del buonsenso quando vado in montagna o al mare, ma non è sempre stato così. Ho voluto per certi aspetti una vita spericolata, ho tentato anche di guidare a fari spenti nella notte oppure di far decollare la Seicento di allora, che apparteneva a mio padre, immaginandomi come Campbell alla guida del Bluebird. Pazzia, non so definirla in modo diverso adesso. Quando di recente ho raccontato a mia zia gli innumerevoli piccoli incidenti avuti in auto in età giovanile, coi danni sempre pagati da mio padre senza farmi pesare mai troppo la cosa, lei è rimasta stupita, mi pensava diverso. Ho rischiato nuotando in mare aperto senza valutare o conoscere le correnti marine oppure scalando in ciabatte e in costume da bagno scogliere ripide e instabili, ho fatto tutto questo e ne sono uscito vivo, senza un graffio. Ma non ho imparato veramente dalle esperienze, anzi, mi sembrava di essere immortale, ero stupidamente fatalista. Solo molti anni dopo ho iniziato ad aver paura mentre guidavo in auto nella nebbia fittissima, eppure ho visto incidenti e morti sulle strade, ma capitava sempre agli altri. Ciao, Viz, mi conoscevi bene ma forse non ti ho sempre raccontato tutto, anche se molto. Poi sapevo essere veloce nel traffico, mi sentivo un pilota e qualcuno mi diceva che ero bravo mentre altri invece un po' avevano paura. Questo è successo.
Silvano C.©
(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)
Nessun commento:
Posta un commento
I commenti offensivi o spam saranno cancellati. Grazie della comprensione.