giovedì 21 agosto 2025

Morti ovunque

Seguendo in leggerezza, e senza coinvolgere troppo la mente, l’ennesimo episodio di una serie televisiva che racconta di vacanze in giro per il mondo e che si conclude invariabilmente con la soluzione di tutti i problemi e col lieto fine generalizzato, mi sono stupidamente commosso, e ho pensato ai miei morti. Mi sfugge il collegamento, lo ammetto, ma così è successo. Molta della mia felicità vissuta la devo ai miei morti, e a chi mi dice che vivere nel passato non è vivere non posso che rispondere mentalmente e cordialmente: Vai a farti fottere, vivi pure nel tuo futuro, ma anche tu hai morti che ti stanno attorno, e se li vuoi scordare rinunci a parte della tua storia e della tua vita, di oggi e di domani. Ovunque ci sono morti, ovunque. Non c’è una sola cosa che io tocchi che non riguardi qualcuno che è partito prima di me, prima che parta pure io, o che non me lo ricordi, più o meno direttamente. Chi vuole andare solo avanti mette le basi per essere scordato in fretta, diffonde una strana concezione che nega, in sostanza, buona parte della letteratura, dell’arte, della musica e anche le basi della nostra democrazia, che si fonda su idee nate molto tempo fa. Alla mia età inizio ad avere troppi morti attorno, non solo te, partita ormai un dicembre di anni fa. Amici, parenti, colleghi, persone incontrate nel corso del tempo e che la vita ha fatto allontanare. I morti sono ovunque, e malgrado questo viva la vita. Perché la morte dovrebbe per forza far venire solo pensieri neri? Ciao, Viz.

                                                                                                    Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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