mercoledì 31 dicembre 2025

Nessuna novità

Se lascio decidere al personaggio la via da prendere mi sollevo da ogni responsabilità, sembra non sia io a scrivere come chi può farlo. Se però anche il personaggio si nasconde sorge il problema su chi sia effettivamente l’autore. 

Aggiungo che i fatti che accadono sono reali come le persone che li vivono mentre le fantasie che mi affollano la mente sono ombre distorte difficilmente riconducibili a storie accadute, se non in parte. 

In un dialogo telefonico di alcuni giorni fa un amico che recentemente sono solo io a chiamare mentre lui ha smesso di farlo mi ha detto che per noi, quando non ci sono novità, significa che va bene. Lui deve sottoporsi a controlli semestrali per una sua patologia seria e ad altri controlli trimestrali per una sua seconda patologia. Se gli esami sono negativi va tutto bene sino al controllo successivo, sperando non ci siano novità. Adesso è chiaro che il personaggio sono io che scrivo, che le mie fantasie a volte vanno dove pare a loro ma che le persone che mi parlano non sono fantasie, sono reali, con problemi reali, grandi almeno come i miei. Quest’anno che si conclude mi ha portato via conoscenti e amici, mi ha messo alla prova e mi offre la possibilità di arrivare a un nuovo anno. Quello che accadrà non lo so. Se torno indietro nel tempo vedo solo che sono trascorsi troppi anni. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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martedì 30 dicembre 2025

Scommettiamo ogni giorno.

C’è il tempo per partire, e c’è il tempo per tornare. Sono partito molte volte, siamo partiti molte volte, assieme o separati. Le partenze hanno di brutto i saluti, il distacco, e a volte le ho anticipate per non dilungare questa sensazione. Qualcuno ha pensato che sia stato un po' brusco, forse, me ne rendo conto. Sono poi tornato molte volte, siamo tornati molte volte. Sempre la paura di qualche sorpresa sgradita, quasi sempre per nulla. Tanta paura dell’imprevisto sprecata. Nel ritorno però c’è anche il piacere di ritrovare persone e luoghi, un po' cambiati ma sempre uguali dopo pochi minuti. Adesso le partenze e i ritorni si sono fatti meno frequenti, senza di te ho perduto alcune motivazioni fondamentali. Avremmo potuto andare assieme a Ferrara a rivedere amici o anche solo per stare per conto nostro, a ritrovare vecchi posti e a scoprirne nuovi. Avremmo potuto, ma non è più possibile. E anche alcune persone se ne sono andate. Fa parte della vita, è naturale, e quando dico a qualcuno ci vediamo o ci sentiamo domani è sempre una scommessa. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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lunedì 29 dicembre 2025

L’illusione di Orione

Un aereo si muove verso la Luna e se non cambia rotta la scia che produce nel cielo indica che vi si schianterà tra pochi secondi. Poi non accade; l’aereo nelle ultime luci del giorno prosegue diretto verso sud, e arriverà dove non so ma non sulla Luna. Quindi Astolfo, se non è ancora tornato, non sarà disturbato. Intanto scende la sera, il cielo diventa sempre più scuro, appaiono le prime stelle e poco alla volta, verso sud-est, appare Orione. Tu sai che è un’illusione, una delle tante. Eppure, tra le illusioni alle quali talvolta cedo, c’è anche quella di immaginarti sulla Luna quando la vedo ed è piena. Quindi per adesso, visto che la fase è crescente, devo aspettare ancora un po', poi, quando sarà piena, ti penserò ancora. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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domenica 28 dicembre 2025

Un risotto al Teroldego

Nelle giornate pigre e dispersive, durante le quali dedico poco tempo all’indispensabile e indifferibile e molto di più alla lettura, al riposo, alle brevi passeggiate e a pochi incontri, capita che di tanto in tanto mi ritorni il desiderio di cucinare come si deve, rinunciando ai comodi surgelati o ai piatti pronti, mio errore sempre più frequente. Non ho mai avuto ambizioni culinarie ma me la so cavare abbastanza bene coi primi, così così coi secondi e meno ancora coi dolci, troppo difficili per me quando è necessario seguire alla lettera alcune ricette. Le regole troppo rigide non mi sono mai piaciute, le ho rispettate e anche fatte rispettare ma un sottofondo anarchico e/o individualista mi ha sempre fatto compagnia. Oggi, per farla breve, ho preparato un risotto utilizzando quello strumento costoso e comodo che mi regalasti molti anni fa, perfetto per i risotti, il purè, la besciamella e anche per preparare l’impasto per pane, pasta all’uovo e pizza. Avevo aperto un paio di giorni fa un’ottima bottiglia di Teroldego, vino non propriamente leggero, e anche bevendone un solo bicchiere al giorno ne sentivo gli effetti dopo pranzo. Ho deciso che potevo utilizzarlo per un risotto, e così ho fatto. È risultato perfetto, per i miei gusti e anche per quelli di nostro figlio. Ne ho preparato 4 porzioni, due le ho surgelate. Se torni di nascosto sai bene dove si trovano, e puoi usare anche il microonde. Frigorifero e forno sono sempre gli stessi, nulla è cambiato in questo caso da quando sei partita. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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sabato 27 dicembre 2025

Sull’amicizia

Stamattina riflettevo sulle rotture non riparabili, ad esempio quelle tra amici. Ero convinto. Poi mi ha telefonato l’amico storico che non sentivo da mesi e mesi, colpa sicuramente mia. E ho dovuto ricredermi. L’amicizia esiste. Tra le altre cose gli ho raccontato di quest’anno per me difficile per tutte le questioni di salute che mi hanno visto spesso in ospedale, anche troppo. Gli ho spiegato che è stato un anno pessimo, ma non come quello vissuto con te alla fine, quello no. Tra le altre cose gli ho detto che è stato il mio amico migliore. Ricordo tuttavia quando tu mi spiegavi che lui non mi aveva capito, mi sottostimava, che avevo torto a dargli tanta importanza. E gli ho anche raccontato della perdita, abbastanza recente, della mia amica migliore, quella che non mi ha mai dato alcun motivo per dubitare, che era anche tua amica e spesso nostra complice. Fu lei, del resto, a rimproverarmi perché le dicevo di non credere nell’amicizia. Ecco, oggi è questo che è successo, molto per me. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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venerdì 26 dicembre 2025

Come si sopravvive al diluvio

Quando le persone affondano una dopo l’altra quasi sempre c'è chi resiste più a lungo, non affoga mentre l’acqua si alza e trova il modo di restare a galla. A volte è semplice casualità, non mi piace definirla fortuna, altre volte è frutto di una volontà precisa che non tutti manifestano. Uno dei fattori determinanti per restare in vita credo sia proprio la voglia di non morire malgrado tutto, una voglia speciale, superiore alla media. Tra questi pochi che resistono poi alcuni dimostrano, coi fatti e col comportamento, di non accontentarsi mai, qualunque cosa succeda. Altri, dopo un periodo più o meno lungo, cambiano opinione, perdono la spinta che li teneva aggrappati alla vita. Questi ultimi si rendono conto che, uno dopo l’altro, hanno perduto tutti gli amici, le persone importanti, i riferimenti e i motivi. Capiscono che non siamo nati per l’eternità e che è proprio il tempo limitato a rendere prezioso il nostro essere. Quando arriva questa consapevolezza la morte può finalmente essere accettata come una vecchia amica a lungo evitata. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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mercoledì 24 dicembre 2025

Meistersänger oder einfache Sänger

I cantori portano magia, richiamano l’atmosfera tipica di queste sere di attesa. Dicono sia festa, e festa sarà, anche se non tutti saranno più buoni, non tutti smetteranno di sparare o di farsi ammazzare anche per Natale. I miei desideri contano poco, esistono ma non sono importanti come quelli di altri, magari più giovani di me. A me la vita ha già dato molto, non a tutti ha dato in egual misura. Io vorrei ancora quelle sere coi cantori che passavano vicino alla casa dei tuoi, nella notte di vigilia, con te a guardare dal cortile. Quello non posso averlo ma posso solo evocarlo. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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martedì 23 dicembre 2025

neve

La neve arriva, leggera. Si appoggia sulla memoria, poi scompare. Ma è nevicato? Non ricordo. Non ho visto fiocchi, da un po', ma so che ti piaceva quando vedevi nevicare se non dovevi guidare. A me invece piaceva anche guidare sulle strade imbiancate, ora meno, ora ho più paure di un tempo. Sulle strade gelate ho avuto incidenti e un po' me li sono cercati, lo ammetto. La neve arrivava leggera, metteva allegria e soffocava ogni rumore. Le luci delle feste risaltavano se la neve faceva da sfondo, queste le feste di anni fa, di moli anni fa, di troppi anni fa. Meglio ricordarle belle, anche se sempre belle non erano. Le peggiori feste per me? Quelle di Natale del 2016. Ora neppure ricordo se c’era la neve, non mi sembra ma probabilmente sbaglio. Ciao Viz.

                                                                  Silvano C.©

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lunedì 22 dicembre 2025

arriveranno

Poco da dire, poco da fare, perdonare magari, ricordare chi lo merita e rimuovere gli altri, trovare il modo migliore per festeggiare senza strafare. Non lasciare l’occasione per sorridere, almeno un po'. Scordare le giornate tristi, le inutili attese, le delusioni e i piccoli tradimenti. Perdonarsi senza assolversi perché non esiste prescrizione in certi casi. Guardare avanti anche se dietro le spalle è avvenuto molto. Mantenere curiosità e ancora desiderio di imparare, visto che qualcuno ha detto che gli esami non finiscono mai. Sperare un po' nella fortuna senza contarci troppo e, con tale spirito, comprare uno o due biglietti della lotteria nazionale. Aspettare anche giorni migliori assieme a quelli meno belli che arriveranno, e arriveranno.

                                                                  Silvano C.©

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domenica 21 dicembre 2025

Sogni impossibili da realizzare

Cosa mi aspetto? Cosa immagino o sogno di avere? Nello scorrere del tempo a queste domande ho risposto o avrei potuto rispondere diversamente. Se ritorno alla prima infanzia e al tempo che precede il Natale e l’Epifania potrei dire che pensavo a cose, cioè a giocattoli, tutto il resto lo avevo quindi non lo desideravo. Poi, con gli anni, ho capito meglio l’importanza delle persone e dei rapporti umani, travisando tuttavia e non dando importanza ad alcune persone vicine, sempre considerate presenti e quindi non oggetto di desiderio. Questi errori di valutazione li ho realizzati come meritavano solo più tardi, poco alla volta. Adesso quello che mi aspetto o m’immagino non saprei ancora dirlo ma quello che sogno di avere è qualcosa che è impossibile, e riguarda alcune persone che ho perduto, tu per prima. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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sabato 20 dicembre 2025

un regalo

Ho ricevuto un regalo e, come capita, è stato un corriere a portarmelo. Ha suonato di sabato pomeriggio, cosa che anni fa non avveniva, e dopo che mio figlio ha aperto il portoncino condominiale lo ha lasciato ed è scappato per continuare con le altre consegne e non perdere tempo col mio caso. Mi ha fatto piacere anche perché sono quasi sempre un paio di vicini che ricevono pacchi e spesso, quando loro non sono in casa, suonano il mio campanello. Oggi hanno suonato per me. Si tratta di un regalo di Natale che sarebbe stato giusto mettere sotto l’albero e aprirlo soltanto la sera del 24 o il mattino del 25. Ma non ho resistito, ho aperto il pacchetto, ho letto gli auguri indirizzati anche a mio figlio, poi ho slacciato anche il nastro del sacchetto ed ho estratto il regalo. Ero curioso. Poi mi sono pentito. Ho rimesso tutto nel sacchetto, molto bello, e l’ho messo sotto l’albero. Fingerò di non sapere che dopo potrò accendere una piccola fiammella, o aspettare magari un altro giorno per farlo. Cose che succedono, in questo periodo.

                                                                  Silvano C.©

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venerdì 19 dicembre 2025

scelte intelligenti

Si è dimostrata intelligente, più degli umani che l’anno pensata e costruita. Robusta, apparentemente semplice e senz’anima, con un unico scopo, lo scoppio. È stata caricata su un aereo e stipata tra altre sorelle con lo stesso destino scritto. Quell’aereo non era da crociera o pensato per viaggi di piacere ma una macchina da guerra volante, un bombardiere, come tanti ne volavano durante la seconda guerra mondiale. Le nazioni in guerra, se potevano, ne impiegavano tanti per portare morte e distruzione agli altri, i nemici, quelli stessi che pochi anni dopo diventavano amici. Quella bomba è stata intelligente più di quelle definite tali in tempi recenti. Arrivata al momento decisivo ha deciso di non scoppiare e si è infilata nel terreno senza portare danni. Solo da poco, scavando, è stata trovata, intatta, inesplosa. E ancora ha fatto allarmare perché, dopotutto, lei è nata come strumento di morte. Spero che decida di mantenere fede alla sua scelta, si faccia disinnescare e poi si lasci finalmente esplodere senza far danni a nessuno, in un posto controllato, come un enorme fuoco artificiale.

                                                                  Silvano C.©

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giovedì 18 dicembre 2025

Nulla è come ieri

La strada non è più la stessa, in un solo giorno qualcosa è cambiato. Immagina come sarà tra una settimana, tra un mese, tra un anno, tra dieci anni. Tu torni e immagini di ritrovare quel nome sul campanello accanto al portone della palazzina a destra, dopo l’incrocio, e non lo trovi più. Quella coppia di anziani che ti riceveva sempre con un sorriso da un po' non vive più nell’appartamento al secondo piano. Lei è morta cinque anni fa e lui, dopo due anni, è stato accolto in una RSA, sigla che indica quelle strutture che un tempo si chiamavano ricoveri. Con la testa, per fortuna, non c’è più molto, e questo crea problemi a chi deve assisterlo ma lui non prova dolore legato al ricordo della vita passata. E poi non crea neppure troppi problemi a chi lo assiste, è tranquillo, e non riceve praticamente visite da nessuno. Nella strada i mutamenti riguardano un paio di ristrutturazioni, le decine di traslochi, i pochi nuovi nati, la chiusura di una latteria con rivendita di pane, il rifacimento di una parte del manto stradale, l’insegna eccessivamente luminosa nelle ore notturne di un nuovo piccolo ristorante da asporto etnico, gli infissi cadenti della casa a mezza via chiusa da tanto tempo e...

                                                                  Silvano C.©

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martedì 16 dicembre 2025

sull'amore

Il libro è voluminoso, con un numero enorme di pagine. La prefazione ha i fogli con numerazione romana. Il testo è diviso in tanti capitoli, forse troppi o non abbastanza, dipende dai punti di vista. Poi ci sono i ringraziamenti, l’indice e, in fondo a tutto, forse impaginata non correttamente, una bibliografia essenziale con oltre diecimila volumi, e pure questi non sufficienti. La prefazione è formata da XVIII fogli completamente bianchi. I tanti capitoli del testo hanno pure loro fogli bianchi, identici a quelli della prefazione salvo per il particolare di per essere numerati col sistema arabo. L’indice è preciso, ma non riporta i titoli dei capitoli. I ringraziamenti sono righe da completare, ognuno sa chi deve ringraziare e l’autore non se ne attribuisce la scelta. La bibliografia invece è densa, sovraccarica, massiccia e tuttavia incompleta, consapevole colpevolmente di non poter riportare tutto. L’autore, che si firma con uno pseudonimo, ha lasciato in bianco ogni sua considerazione, non cita alcun ricordo, non fa menzione di persone o di esperienze. Solo il titolo sulla copertina in brossura del volume è netto e chiaro, sintetico come non potrebbe essere altrimenti: L’amore.

Amori eterni e provvisori, carnali e spirituali, estivi e per mille stagioni, finiti o mai iniziati, attesi per una vita intera e arrivati un secondo prima della fine, a tradimento e pieni di tradimenti, mai cercati eppure arrivati, aspettati inutilmente, ricordati con riconoscenza o con dolore, tra amanti e tra genitori e figli, tra persone che non immaginavano che sarebbe mai avvenuto, con le persone sbagliate che hanno solo fatto soffrire, mille amori e mille ancora, poi mille e ancora mille, tutti gli amori del mondo, anche di quello che verrà.

                                                                  Silvano C.©

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lunedì 15 dicembre 2025

Punti di vista

Vedi, ero bravo un tempo a costruire oggetti in legno, anche col tornio. Avevo una buona resistenza a nuoto e ho sfidato la sorte da incosciente con una lunga nuotata in mare aperto. Ho cucinato molto e ho sperimentato. Ad esempio ho preparato uno spezzatino con le mele al posto delle patate, visto che le patate le avevo finite. Come fotografo dilettante ho avuto diverse soddisfazioni e per alcuni anni ho stampato da solo le mie foto in bianco e nero. Mi sono sentito poeta, affabulatore, cercatore di funghi e di castagne, pilota e anche un po' giornalista. Sono stato bravo, un tempo, ma in realtà so che racconto storie e un po' ricordo quello che mi fa piacere omettendo insuccessi clamorosi o azioni delle quali mi vergogno. Non so trarre conclusioni, non mi so leggere dentro come sanno fare alcuni che mi conoscono andando alla sostanza di certi miei atteggiamenti che neppure io mi rendo conto di avere. Mi racconto ma pure gli altri raccontano di me in mia presenza o assenza. Ora, vedi, credi più a me o a quello che pensano o dicono gli altri? E di te cosa mi vorresti dire o vorresti che dicessi?

                                                                  Silvano C.©

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domenica 14 dicembre 2025

ombre

Cucù, non sono qui, non sono su, non sono giù.

Cercami dietro, ma se ti giri scompaio.

Cercami davanti, perduta tra le persone che camminano e vanno di fretta, ma neppure lì ci sono.

Se c’è nebbia allora puoi immaginare che in effetti non sia lontana.

In pieno sole, senza possibilità di ombre, serve molta immaginazione.

Puoi inventare, puoi leggere e trovarmi tra le righe, a volte.

Ci sono mille modi, molti più di mille, ma nessuno può farmi tornare, neppure a Natale.

                                                                  Silvano C.©

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sabato 13 dicembre 2025

Il non problema

La curiosità di capire anche una banalità, di localizzare un punto preciso, di chiarire un dubbio nasce in modo casuale. A volte si smarrisce presto perché si dimentica o non è tanto importante ma, se lo stimolo rimane a mantenerla viva, prima o poi si decide di risolvere il piccolo problema. Desideravo capire quale albero addobbato con luci natalizie vedo la sera quando guardo fuori dalla finestra e non mi riusciva di individuarne la posizione. Dopo vari giorni ho deciso di muovermi, a piedi, sperando di arrivare in zona quando le luci dell’albero si accendono, non prima, perché probabilmente lo avrei confuso con altri simili non lontani. Ora so che albero è, dove si trova, esattamente dove sono passato migliaia di volte a piedi, in bicicletta o in auto, spesso da solo ma pure con qualcun altro. Facile ora, ma prima, per diversi giorni, questa curiosità non mi riusciva di soddisfarla. Eppure ho guardato pure col binocolo. Ciao Viz, questo significa che, per ora, grossi problemi non ne ho.

                                                                  Silvano C.©

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venerdì 12 dicembre 2025

Prima di sbarcare il lunario

Prima di sbarcare occorre imbarcarsi. Bisogna partire prima di arrivare. Quando l’anno sta per finire, tradizionalmente, mi procuro i calendari che userò nell’anno nuovo. Alcuni li compro, so già quali e come, altri invece li trovo come omaggio in negozi o esercizi commerciali diversi. Questi ultimi non sempre posso recuperarli anno dopo anno, perché a volte cambiano formato oppure non vengono più distribuiti. Con oggi, dodici dicembre, posso dire di aver trovato tutti quelli che mi serviranno, e così dal prossimo gennaio potrò dedicarmi al tentativo di sbarcare il lunario anche nel 2026. 

Stanotte per qualcuno arriverà Santa Lucia e domattina i suoi doni faranno piacere. In diversi paesi del Trentino è tradizione che i bambini vadano in giro questa sera facendo rumore per ricevere piccoli dolcetti oppure che si aggiri tra le vie la Santa con un somarello accanto che l'aiuta a trasportare i doni che intende consegnare. 

Alcuni doni che vorrei nessuno me li può portare, quindi mi accontento dei calendari che ormai ho recuperato. Va bene anche così, non benissimo ma non si può avere l’impossibile. Ciao Viz, mi manchi.

                                                                  Silvano C.©

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giovedì 11 dicembre 2025

Compleanno

Una torta Sacher, qualche candelina da spegnere, calici di bollicine trentine, un pranzo particolare, un pacchettino da scartare, spesso più di uno, auguri, telefonate ricevute, parole scambiate in un giorno diverso dagli altri. Ecco cosa rimane per me l’undici dicembre, e cos’era sino ad alcuni anni fa. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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mercoledì 10 dicembre 2025

Date da non scordare

Rimuovere un po', solo un po', per sopravvivere. Ci sono date scolpite nella vita di ognuno, per ognuno diverse, che non si possono dimenticare. Gli anni passano, ormai sono quasi nove, ma quel giorno sul calendario rimane. Cambia tra quelli della settimana, ma la data no. Ormai so che non ritorni, non com’era un tempo almeno, ma il tuo nome ancora risulta negli elenchi di un patronato ed oggi hai ricevuto una lettera. Ne conosco il contenuto, e so anche che rispetterò l’impegno che il bollettino mi suggerisce. È una cosa piccola ora per me, ma per te è stata enorme quell’anno. Ciao, Viz. Salutami chi in questi anni, anche recentemente, è venuto a trovarti.

                                                                  Silvano C.©

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martedì 9 dicembre 2025

Luci per le feste

Penso sia una gara, incruenta e senza un vero vincitore. Uscendo quando inizia a scendere la sera vedo che i giochi iniziano, diventano evidenti. Non so cosa succederà poi nelle ore notturne, da tempo non esco dopo una certa ora e in questo assomiglio alle galline, nel mio caso a un pollo. Non c’è un vincitore perché ognuno ha una sua idea sulle luci che si espongono nel periodo delle feste natalizie spesso anticipandolo anche troppo. Alcune luminarie sono violente, aggressive e seguono un ritmo frenetico. Personalmente non le sopporto. Poi ci sono quelle particolari, che si adattano alle architetture delle porte, dei davanzali, delle cornici sporgenti degli edifici. In questo caso alcune sono veramente belle. Certe luci poi vanno a disporsi sugli alberi, non necessariamente abeti, e pure quelle sono eleganti, a loro modo tradizionali. Poi ci sono le bugie, le luci che fingono di decorare un albero a cono che in realtà non esiste; sotto le luci niente. Le più discrete sono quelle che vincono, se devo giudicare io, e sono caratterizzate da luci calde, non multicolori, non invasive, non apparenza ma delicatezza. Quest’anno il nostro albero ha solo queste lucette discrete, le altre, di mille colori, non le accendo. Ciao, Viz, credo che ti piacerebbe.

                                                                  Silvano C.©

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lunedì 8 dicembre 2025

Nessuna novità

Nulla di nuovo

Nessuno è morto

Nessuno ha avuto incidenti

Nessuno ha perduto il lavoro o ci ha rimesso denaro in un investimento sbagliato

Nessuno è stato ricoverato

Nessuno è caduto o inciampato

Nessun nuovo dolore, nulla di nuovo, niente di niente

Forse è meglio così, in certe giornate.

Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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domenica 7 dicembre 2025

Un modo per salutare

Quello che sapevo, che avevo studiato, che mi aveva permesso di superare esami universitari e prove della vita, che mi dava un’illusoria identità sicura, credo di averlo in parte o completamente dimenticato. Non sono più quello che ero, non ricordo più ciò che da anni non utilizzo perché ormai non mi serve giornalmente e, recentemente, ho l’impressione di vivere alla giornata, con umore mutevole e volubile, instabile e destabilizzante. Con eleganza potrei definire questo fenomeno come una naturale regressione dovuta a cause naturali e fisiologiche, ma rimane pur sempre un vero rincoglionimento. Abbandonare le zavorre inutili, aggiungere tempo per sottrazione, rivedere gli armadi e le librerie, rovistare in vecchi scatoloni e buttare o riciclare, senza pietà. Il tempo del resto non ha avuto pietà per quello che ho amato, in particolare per le persone che mi sono state vicine e le ha fatte morire con la scusa che era arrivato il loro momento. Con questo cosa vorrebbe comunicarmi il signor Tempo, cosa sottintende, suggerisce, mormora e non vuole che capisca sino in fondo? Non sono stupido, o almeno credo, ma non capisco il senso di ciò che avviene. Le risposte alle mie domande resteranno lontane, incomprensibili, e non è detto che sia un male. Tutto fugge, pure io sin da giovane ho manifestato in varie occasioni istinti di fuga, quindi sarà quel che sarà, con me o senza di me, ma io mai senza di te. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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sabato 6 dicembre 2025

Quello che non ho e quello che ho

Non sopporto i vecchi, in particolare certi vecchi, uomini o donne che siano. Provo una preventiva antipatia nei loro confronti, solo con alcune eccezioni. Dei vecchi non sopporto la loro vecchiaia esibita o, ne è un difetto speculare, la loro immagine camuffata a voler sembrare più giovani. Certi occhiali, certe acconciature, certi modi di fare.

Analogamente non digerisco chi si lamenta di tutto, anche di ciò che altri invidiano. Chi critica ogni cosa, chi trova gli altri tutti sbagliati, chi non vede oltre il proprio naso.

Allo stesso modo tento di evitare gli invidiosi, o cerco di non dar corda alle invidie altrui. Ci sarà sempre qualcuno che avrà di più: una casa più bella, una famiglia migliore, più soldi in banca, più fortuna in amore, più capacità di mantenere le amicizie, maggiore salute, di più, sempre di più.

Alla fine, lo ammetto, sopporto poco me stesso. Ciò che non mi piace fa parte di me, e non amo specchiarmi. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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domenica 30 novembre 2025

Il suo nome è Matisse

È un cane, quando è nato non sapeva che avrebbe avuto questo nome, che avrebbe cominciato a riconoscerne il suono. È stato adottato a Capitignano e dall’Abruzzo è arrivato sino a Rimini. Poi è tornato varie volte in Abruzzo, e nuovamente a Rimini. Ora non sa ancora che lei non c’è più, lo scoprirà a modo suo tra poco. A dire il vero aveva iniziato a capire che alcune cose non andavano bene come in precedenza, aveva visto che lei aveva bisogno di essere aiutata, ma tutto il resto che posso aggiungere sarebbe solo una mia supposizione, devo tacere. Matisse ora è senza di lei, gli resta la sorella, ma ugualmente la casa sarà più vuota quando ci tornerà. La vita finisce non solo per i cani, arriva alla fine anche per gli umani. Così succede.

                                                                  Silvano C.©

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sabato 29 novembre 2025

pulizia

Occorre far defluire evitando ogni innaturale ristagno. So che in tal modo a volte si formano grandi laghi, aperti a sembrare il mare; questi tuttavia sono pochi rispetto agli acquitrini che portano decomposizione e ambiente malsano. Anche gli abiti passano di moda e attraggono tarme e altri insetti, negli armadi, e vanno svuotati destinando a un destino migliore maglioni, giacconi e pantaloni. Allo stesso modo le amicizie che portano danno, ché amicizie non sono o sono finite da tempo. Ripulire, scordare, sanificare, ridipingere magari ma con animo leggero. Più di ogni altro peso andrebbero rimossi gli antichi odi, andrebbero sciolti i nodi alle dita, dimenticate le antipatie e le persone ad esse legate, spazzati via gli inutili desideri di vendetta, velenosi peggio di alcuni funghi, in grado di ridurre la vita invece di migliorarla. Questo penso recentemente, incapace di realizzarlo. Dovrei farlo ma non mi viene naturale. So di persone che non conservano tali tare, ma sono rare, molto rare. Ciao, Viz. Una di queste persone l’ho persa da poco, ed è arrivata dove tu non sei. Accoglila, salutala, pensatemi.

                                                                  Silvano C.©

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venerdì 28 novembre 2025

La cena

Tutto potrebbe riassumersi nel brindisi iniziale. Io ho proposto, alzando il calice di Marzemino, di brindare agli assenti. Lei, di fianco a me, ha detto che era meglio brindare a chi era presente. Tutto quello che ne è seguito, una piccola cena tra otto sole persone, è derivato da questa diversa attesa/impostazione iniziale, ed entrambe le dediche hanno avuto soddisfazione. Rivedere qualcuno dopo mesi e anni è stato importante per me, specialmente dopo aver mancato un incontro precedente per mia scelta. E si è parlato di progetti attuali, di figli e di vicende recenti che ci hanno riguardato, ma una parte dei nostri discorsi ha riportato alcuni assenti, persone lontane che non avrebbero potuto arrivare neppure volendolo e, purtroppo, persone che non ci sono più. Ho scoperto così, e non lo sapevo ancora, chi è morto dopo che mi ero congedato dal lavoro, e ho avuto particolari riguardanti le vicende di chi sapevo che era morto. Tutto in modo naturale, come se tutti fossero ancora con noi o magari solo a casa loro, come ogni sera. Mi è rimasta addosso una tristezza di fondo che non so definire meglio, un bisogno di impossibile e la nostalgia. Ho evitato di toccare alcuni nervi scoperti e nessuno mi ha chiesto nulla che potesse ferirmi, ogni cosa in fondo è andata come potevo immaginare. Non eravamo solo in otto, ieri sera alla cena, ma non saprei dire quanti eravamo veramente. A ognuno di loro ho regalato una piccola cosa, rigorosamente scelta in modo casuale, un modo per mantenere vivo un certo mio modo di essere. La vita è strana, ma è così. Ogni scelta ha le sue conseguenze e il caso, di suo, ci aggiunge il jolly. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 26 novembre 2025

Un dono

Alcune cose che regalai mi sono ritornate indietro. In un caso un amico mi restituì una foto che gli avevo donato e, quando avvenne, mi sentii offeso, non so se a torto o a ragione. Personalmente ricevetti regali che all’inizio non apprezzai, e questo per colpa mia anche perché in seguito mi resi conto sia della loro utilità sia del fatto che rappresentavano una cosa sincera, un atto di vera amicizia e anche di amore. Altri regali che feci io mi ritornarono e mi sono rimasti in eredità. Le piccole cornici in argento che regalai ai miei con le foto di nostro figlio piccolo sono tornate a casa mia. E con loro anche altri oggetti, come ad esempio una bella scatola che comprammo a Ferrara in una gioielleria per il loro anniversario. E poi tutte le cose che ti regalai, le piccole e grandi cose di ogni genere, ora sono solo mie. E arriveranno a nostro figlio, prima o poi. Solo i regali da consumare come generi alimentari e simili sono stati alla fine esclusivamente dei destinatari, il resto può aver subito altri destini. La cosa che mi addolora veramente però non è il destino delle cose, quelle sono nulla, ma è quello delle persone. Ho avuto in regalo amore e amicizia, in parte immeritati. Molti di questi mi sono stati tolti, uno dopo l’altro, lasciando solo il vuoto al loro posto. La memoria non può colmare l’assenza di una persona. Voglio solo doni che siano per sempre. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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domenica 23 novembre 2025

Cose essenziali

La colonna sonora è tutta pronta, è nei miei progetti primari, devo soltanto realizzarla e decidere prima il giusto supporto. Non posso affidarmi a scelte valide sino a pochi anni fa, la tecnologia fa invecchiare anzitempo ogni sistema di archiviazione dati e di supporti necessari.

Il piano di viaggio è in evoluzione. Ogni giorno che passa aggiungo e tolgo, scelgo itinerari che tutti lodano ma poi, indagando meglio, li elimino e propendo per altre mete.

La biblioteca è il più possibile varia e completa, con guide e romanzi, con saggi e riviste, compatta e con sorprese da inserire in modo autonomo, non immaginabili prima di trovarle.

L’abbigliamento sarà adatto a ogni clima e a ogni condizione atmosferica. Come da nostro manuale condiviso e mai scritto. Ogni particolare curato come non mai.

La documentazione è rigorosamente cartacea, gli eventuali permessi, le assicurazioni, il tutto è  raggiungibile in una busta da conservare in un posto sicuro.

I contatti memorizzati, per chiamare in caso di bisogno o anche solo per un saluto.

I compagni di viaggio non sono necessari, bastiamo noi due. Poi, col tempo, si vedrà se qualcuno verrà inserito.

L’umore sempre positivo, non è concessa la tristezza, quella no.

I cibi da assaggiare: tutti i possibili. La spesa non sarà un fattore limitante. La curiosità avrà carta bianca.

Le scorte indispensabili di primo soccorso e i farmaci al completo, anche quelli che conosciamo bene.

Ciao, Viz. Si tratta di ipotesi, solo di ipotesi, ma mi servono per pensarti ancora qui a preparare la partenza.

                                                                  Silvano C.©

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sabato 22 novembre 2025

Scelte binarie e no

Sembra che alcuni animali scelgano, a seconda della situazione, se mordere o fuggire. Anche noi umani abbiamo la possibilità di tale scelta, anzi, abbiamo molte alternative a questa sola binarietà. Gli animali più complessi hanno pure loro varie scelte in più, meno delle nostre però, perché noi umani siamo creativi, decisamente molto creativi. A questo proposito talvolta mi ritengo limitato e assomiglio alla coda di un maiale (i ferraresi potrebbero dirlo in un modo più diretto è colorito) eppure il mondo è grande, le opportunità sono quasi infinite. Basterebbe buttarsi e ridurre il peso della memoria, lasciare alcune parti del passato nel passato e andare oltre. I miei limiti mi fanno vedere solo le scelte tra un sì e un no, tra il mordere e il fuggire, e recentemente ho la sensazione di fuggire. Magari esagero, non lo so, è che malgrado il rispetto dei miei impegni potrei ben andare altrove, in luoghi ancora per me sconosciuti, senza esagerare ma potrei. Domani vedrò se avrò idee nuove, se la notte me le porterà o se semplicemente rimuoverò questo pensiero. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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venerdì 21 novembre 2025

Ogni errore ha un motivo

A volte un errore, col tempo, si rivela per la sua vera natura e diviene solo un tassello del percorso, necessario e utile.

Personalmente tuttavia di errori ne ho commessi talmente tanti che è impossibile abbiano tutti una valenza positiva, che la loro natura propenda verso il bene, che mi siano stati utili o che lo siano stati per gli altri, ma ne devo prendere atto.

La nuvola di prima si è rivelata passeggera, la resa incondizionata l’ho rimandata, l’attesa continua ma la neve caduta poco più in alto ammanta di bianco parte del mondo vicino, e questo, uscendo, mi ha sollevato il morale.

Le luci iniziano ad accendersi, le feste si avvicinano giorno dopo giorno, devo capire che non saranno per tutti motivo di serenità. Nel 2016 le feste di fine anno furono per me le peggiori di sempre, e tu ne conosci il motivo. Per altri succederà lo stesso.

Con te errori ne facevo tanti, ma quando te ne accorgevi mi davi consigli adatti. Adesso è diverso, negli errori ci resto e rimangono miei. Il vero motivo però mi sfugge, cioè non capisco ancora perché l’età non mi abbia portato saggezza. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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Mi arrendo

Nessuno mi ha attaccato, almeno di recente, mi arrendo solo per stanchezza. Non so se è onorevole o se dovrei evitarlo, magari è solo la nuvola che passa e che quando se ne andrà mi farà scordare l’intento. Mi stanca discutere anche se un tempo la consideravo una questione irrinunciabile. E tendo a non ascoltare più alcuna discussione altrui, in nessun campo. Brutto segno, non saprei dire. Vorrei evadere e ritrovarmi altrove, su una spiaggia soleggiata e col mare azzurro davanti senza nessuno che parli la mia lingua, e avvertire come suoni le parole attorno, provando solo grande calma e tranquillità. Se penso a litigate memorabili tra me a altri, se ci penso, immagino che alcune avrei potuto risparmiarmele. Altre hanno dato frutti, non lo nego, ma sono state difficili, mi hanno assorbito energie, e adesso non ne ho più. Sono stato aggressivo inutilmente e a sproposito, anche con chi amavo, magari non fosse stato così. E lo sono stato anche con chi mi ha risposto con lo stesso tono, sbagliando entrambi e offrendo un’immagine della quale poco dopo mi sono vergognato. E così la mia resa, forse temporanea, ha lo scopo di fuggire attriti e rimandare impegni. E, cosa della quale sono consapevole, penso di passare da un errore all’altro.

                                                                                                  Silvano C.©

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giovedì 20 novembre 2025

Non resta nessuno

Adesso a chi lo racconto di come è cambiato, negli anni, il Canarino a Riva del Garda? A chi lo dico che Da Settimo ha chiuso e che quella volta è stato bello? Vorrei commentare quell’uscita ad Anterselva e le due che seguirono, anni dopo. Mi pento di non aver accettato il suggerimento dei miei di andare tutti assieme in quel ristorante poco lontano dalla casa di Via Oroboni, ma è tardi, troppo tardi. E di quando mio nonno mi accompagnava al cinema Diana? È tutto sbagliato e non si può correggere, devo archiviare esattamente come ricordo e poi disfarmi anche dei ricordi, divenuti inutile fardello che mi rallenta la corsa. Dove sto correndo neppure lo so ma è sicuro che sto correndo anche se a giorni ho l’impressione di zoppicare, neppure di camminare. Dovrei cancellare dalla memoria dei telefoni diversi numeri ormai disattivati, prometto che per alcuni sicuramente mi darò da fare, ma non per tutti. Non serve a nulla, non danneggia nessuno o forse solo il sottoscritto. Ne prendo atto. Anche questo è uno dei sensi della vita. Ciao Viz. Devo accettare che tutto passi.

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mercoledì 19 novembre 2025

Inutile far resistenza

Passo in rassegna enormi archivi cartacei e raccolte di oggetti e scatole con ricordi sistemati confusamente, non in ordine di tempo né di analogia. Scelgo ciò che posso permettermi di smaltire, cioè buttare. La decisione ogni volta è difficile. Inizio con determinazione e pieno di forze ma queste iniziano subito a ridursi, come se fossi impegnato in una pesante prestazione sportiva. Non agonistica perché non faccio a gara con nessuno, ma sportiva certamente, e alcuni muscoli specializzati nel prendere e scartare non sono allenati, infatti dopo poco manifestano il bisogno di far sosta. Devo farmi violenza, lo so che è inutile mantenere ricordi dolorosi che hanno riguardato te o me, ed è ugualmente inutile conservare quello che interessava solo a noi due e a nessun altro. Posso vivere senza? Se mi rispondo sì devo buttare, sono in grado di combattere con la polvere che non approva e così lasciar andare ogni prova del passato personale che non interessa a nessuno. Pochi momenti ma con regolarità, senza esagerare. Così come è bene camminare ogni giorno più o meno a lungo, senza mai esagerare, così devo far spazio ogni giorno un po' di più, senza esagerare e senza far torti a nessuno. Tu non sei più legata ai tuoi impegni e appuntamenti di lavoro, alle visite mediche e alle riviste che un tempo ti interessavano. Io non sono più tenuto a conservare materiali di lavoro anche se a suo tempo mi costarono tempo e fatica, e che oltretutto giudico ancora molto ben fatti. Il tempo li ha resi obsoleti e nessun altro potrebbe usarli come li ho usati io perché il metodo di lavoro è per certi versi libero e si adatta ai nuovi paradigmi. Le tavolette di cera sono superate da secoli, e anche le mie fotocopie sono destinate a seguire la stessa sorte. Ciao, Viz. Devo accettare che tutto passa.

                                                                                                  Silvano C.©

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martedì 18 novembre 2025

Chissà se è vero

Åsa Larsson nelle sue osservazioni e ringraziamenti finali del poliziesco Il sangue versato scrive che, nelle sue storie, lei è dio. È lei insomma che decide il destino dei personaggi, che possono pure agire di loro volontà ma è lei che li ha inventati. Chissà se è vero e se questo è uno dei motivi che spinge gli scrittori a scrivere, uno tra i tanti almeno. Non ignoro che per alcuni si tratta di un lavoro a tempo pieno e che alla base vi possono essere motivazioni economiche, sociali, politiche o anche solo la volontà di comunicare. Chiunque scrive, anche un giornalista, intende comunicare, in questo caso notizie. Pure io, non essendo giornalista né scrittore, uso questo blog per esprimere i miei pensieri, comunicare le mie piccole emozioni. In qualche racconto di anni fa mi sono anche divertito a decidere come e perché alcuni dei miei personaggi inventati agissero in un certo modo. Chissà se è vero allora che tra le parole si nasconda il desiderio di una piccola onnipotenza, di un limitato assolutismo e, in definitiva, l’illusione di essere liberi di fare e far fare quello che si vuole. Ciao, Viz.

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lunedì 17 novembre 2025

Come un geco

In una foto che scattai a Riva del Garda nella cucina dell’appartamento che avemmo in affitto ci sei tu, mio padre, mia madre, mio fratello e Roberta. Era stata una bella giornata, a quanto ricordo, rimasta nella memoria anche fotografica e quindi patrimonio pure di nostro figlio perché le fotografie le conservo e sono documenti della storia della nostra famiglia. In un mondo ideale, pensavo, io avrei potuto arrivare prima della nascita di mia madre o di mio padre, magari prima della nascita dei miei nonni. Avrei potuto esserci prima della tua nascita e, a modo mio, intervenire con piccole modifiche nella successione degli eventi, poche ma tali da eliminare dolori inutili, morti inutili. Avrei cancellato chi non meritava e questo a mio giudizio insindacabile, avrei avuto un ruolo che nessun umano ha mai avuto, fantascientifico e impossibile, quasi da giudice supremo, da giustiziere che non necessita della spada. Nulla di tutto questo è mai avvenuto, e se questo fosse stato possibile magari non ci saremmo mai incontrati perché non sarei neppure nato. Ciao, Viz. Oggi mi sento un po' geco, mi arrampico sugli specchi.

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domenica 16 novembre 2025

Le molte variabili senza equazione

Si aspetta una telefonata con un invito a uscire, a cena, a fare due passi, a vedersi.

Non si programma nulla a lungo termine perché si deve affrontare un intervento chirurgico.

Si spera che il grosso raffreddore passi presto e che poi non venga quella fastidiosa tosse.

Potrebbe arrivare l’amore della vita e magari non si riconoscerebbe subito, o forse sì.

C’è tempo per presentare la relazione o per mettere su carta il progetto, si può attendere ancora un po' senza arrivare tardi.

Capita anche di aver già cenato e di aver piacere ad uscire e cenare di nuovo. Confermo che capita.

Il bello e il brutto sono talmente aggrovigliati tra loro che si rischia di sorridere ad un funerale e di piangere a un matrimonio.

E poi, in alcuni giorni, si aspetta, si aspetta, semplicemente.

Ciao, Viz.

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sabato 15 novembre 2025

morire

Sino a quando non so

Magari domani

Magari anche dopodomani

Prima o poi finirà, come è destino per tutti

Ma non per tutti in identico modo

Qualcuno lo sa per tempo, non so se sia fortuna

Per altri è improvviso, alcuni dicono sia meglio

Chi parte e chi resta, in attesa di partire a sua volta

In attesa di rispettare impegni e fare le cose giuste

Per ricordare e andare avanti

Anche se, e lo penso da tempo, in alcuni casi sarebbe giusto andarsene assieme

La giustizia, tuttavia, non è di questo mondo, e del futuro non so nulla

                                                                                                  Silvano C.©

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venerdì 14 novembre 2025

Valvestino

Oggi ricordo una breve gita da Riva del Garda verso Valvestino. Avvenne tra settembre e ottobre del 1978, quasi cinquant’anni fa. La giornata era di sole, il prato dove ci stendemmo per poco a prendere il sole era in leggera discesa e gli insetti non mancavano. Avevo guidato io la 127 che in quel tempo mi permetteva di muovermi come mi è sempre piaciuto. Fu la sola e unica volta che andai in quel posto che, tuttavia, mi rimase impresso anche per il seno nudo di Tiziana, orgogliosamente desideroso di sfidare il vento che forse arrivava dal lago di Garda. Eravamo io, Roberta e Tiziana. Poi, sempre Roberta e io, andammo un paio di volte a casa di Tiziana, ad Arco, a due passi dal ponte sul Sarca. Fu una stagione brevissima. Di lì a poco Tiziana avrebbe iniziato a frequentare un amico comune, e poi credo che i due si sposarono. Ora i ricordi si presentano in modo confuso alla porta e desiderano uscire per testimoniare quello che conservano. Poi forse lasceranno spazio ad altri, un giorno dopo l’altro. Ciao Viz, noi ci saremmo incontrati solo alcuni mesi più tardi.

                                                                                                  Silvano C.©

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giovedì 13 novembre 2025

Un saluto

Sono speciale, lo so. Non è per falsa modestia che lo penso, piuttosto è che tutti lo siamo, a modo nostro e per qualcuno in particolare. In compenso nella mia iperselettività sono decisamente stronzo perché esagero e alla mia età, oltre al fatto che è difficile cambiare, non mi è possibile farlo retroattivamente. Ma non lo sono neppure troppo e ho ricevuto trattamenti ben peggiori di quelli che ho riservato ad altri. Ora sono in attesa, aspetto di avere notizie di lei ma non la chiamerò direttamente. Lei mi ha salutato in modo definitivo, aggiungere parole sensate mi sembra impossibile, e in quei minuti le ho detto solo poche cose. Le più importanti? Che le voglio bene e che ti saluti quando ti vede. Ciao, Viz.

                                                                                                  Silvano C.©

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mercoledì 12 novembre 2025

La parete

C’era una parete rivestita di piastrelle, in cucina. L’appartamento era, ed è ancora, al quarto piano in Via dei Disciplini, a Riva del Garda. Quella parete, in certe giornate invernali, era appannata per i vapori che si producevano all’interno e, non so esattamente come iniziò, ad un certo punto cominciarono ad apparire scritte, esattamente come avviene sui finestrini e sulla carrozzeria delle auto lasciate all’aperto che al mattino diventano a volte lavagne per parole o disegni di chi passa e col dito cede all’impulso di lasciare un pensiero. Fu una stagione breve, una sola stagione, ma quella parete ospitò filosofia e letteratura, algebra e malinconia. Fu un breve intervallo riempito dalla presenza di persone a volte importanti altre solo di passaggio, e alcune lasciarono qualche loro parola, per poche ore, su quella parete. Io fui tra quelli e non scattai mai alcuna foto di quelle scritte. È giusto così, quello che importa nella vita rimane nella memoria solo di coloro ai quali veramente interessa, che vi hanno dedicato un po' del loro tempo e poi hanno il dovere del ricordo. Non per le scritte, in questo caso, ma per le persone, molte delle quali pure tu hai poi conosciuto. Ciao, Viz.

                                                                                                  Silvano C.©

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martedì 11 novembre 2025

Errori possibili

Mi sento poco alla volta sempre più solo. Perdo lentamente le persone che non so e non posso e non voglio sostituire. Tu, invece, ritrovi chi avevi lasciato di qua dove resto e un po' t’invidio. Penso di essere malato gravemente nell’anima, non nel fisico, anche se è il fisico a sostenere la vita che conosco, l’unica della quale ho esperienza. L’altra vita è ipotetica, oggetto di fede e per alcuni di speranza, indimostrabile per via scientifica o con esperimenti ripetibili. Questa vita, mi dicono, è unica, e lo penso pure io. Tu, che da anni richiamo e interrogo, che mantengo a tua insaputa nel presente e che, nell’oggettivo, non mi rispondi mai, sei fortunata se le cose sono come qualcuno immagina. Cerca, se puoi, di parlar bene di me dove vale, e scorda le enormi stupidaggini che mi hai visto fare. Ho sbagliato, spero di non sbagliare anche su questo. Ciao, Viz.

                                                                                                                    Silvano C.©

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