domenica 4 settembre 2011

Delazioni o pasquinate?



Ho letto un articolo sulla cronaca provinciale di Trento di oggi, domenica 4 settembre 2011, dal titolo:  “Fisco, il no dei comuni - Non siamo delatori
Se ho capito bene si leggono le ragioni del rifiuto dei sindaci e di altre personalità, che tento di riassumere:
  1. I Comuni non si vogliono trasformare in delatori dei propri concittadini
  2. Tutti sono concordi sul fatto che occorre lottare contro l’evasione fiscale
  3. Non si vuole scaricare su Comuni e cittadini la lotta all’evasione. Non si vuole una caccia alle streghe di stampo medievale.
  4. Si suggeriscono altri metodi, informatici ad esempio.
  5. Qualcuno dice che è meglio ridurre le spese piuttosto che mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
  6. Si dice che è una soluzione che non funziona, in parte già provata, e che non produce effetti.
  7. Si suggerisce di migliorare il controllo del territorio e di pensare ad una leva patrimoniale.

 Se ho letto bene, non ho trovato nessuna obiezione seria alla possibilità, ventilata in queste ore, di rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi dei censiti, non una, con buona pace dei politici e dei sindaci, di vari colori politici.
I comuni non farebbero altro che rendere pubbliche le dichiarazioni dei redditi che, in ogni caso, ogni cittadino ha il diritto per legge di conoscere, quindi nessuna delazione, solo pubblicazione. E non si pensa sicuramente di bruciare nessuno sul rogo, mentre mettere le mani nelle tasche di chi non versa il suo contributo alla comunità mi sembra semplicemente un atto doveroso, non certo da evitare con uno slogan un po’ decrepito. E tutti gli altri strumenti antievasione sono sicuramente da usare, chi pensa il contrario?

Voglio aggiungere alcuni punti a favore della proposta invece, perché l’articolo, in modo un po’ distratto, non ne parla.
·        Il Comune, come ho scritto, non sarebbe in nessun caso un delatore. Potrebbero diventarlo cittadini rancorosi e invidiosi o con motivazioni poco nobili. Questo potrebbe capitare, è vero. Ma sarebbe sufficiente ricevere queste denunce in modo da non renderle mai pubbliche, e valutarle o passarle ad autorità in grado di verificare, con gli opportuni strumenti, se le accuse sono fondate. Se fossero fondate non mi sembra neppure il caso di perdere tempo nello spiegare che non sarebbero più delazioni, ma atti di giustizia. Le delazioni infondate non avrebbero seguito.
·        Rendere il cittadino responsabile dell’ambiente sociale e del rispetto delle regole da parte di tutti è un’idea che nei paesi nordici fa parte del DNA. Provate solo a salire senza biglietto su un tram di Vienna, ad esempio, o a vivere sopra i vostri mezzi in un paesino della Danimarca, e poi capite a cosa mi riferisco. Se abbiamo una cultura omertosa e mafiosa, non dobbiamo mantenerla nei secoli, ma modificarla.
·        Pensiamo sempre che chi non paga le tasse ruba a tutti gli onesti che le pagano. Se si pensa così, i disonesti ed evasori sono a tutti gli effetti dei ladri, cioè commettono un reato, devono essere assicurati alla giustizia, anche con la denuncia, e pagare per quanto hanno sottratto alla comunità.
·        I concittadini sono le persone più indicate per capire chi vive sopra i propri mezzi, perché chi vive a Bologna non sarà mai in grado di sapere se Mario Rossi, di Catania, che arriva nel porto di Rimini con una barca milionaria è un poveraccio nullatenente o un notaio che dichiara i suoi guadagni al fisco. Io conosco chi vive vino a me sicuramente più di chi arriva da altre città.

Che tristezza vedere che si vogliono difendere i diritti alla privacy degli evasori. Le persone oneste non hanno bisogno di essere difese su questo.
                                                                                                    Silvano C.©

 ( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

1 commento:

  1. un po' di tempo fa, tardi anni settanta, neo comuni c'erano le commissioni tributarie che avevano il compito di verificare che ci fosse coerenza tra le dichiarazioni dei cittadini e il loro tenore di vita, solo parametro utile ai tempi per capire sino a che punto fossero veritiere. si povevano vedere dichiarazioni di 3/4 anni prima, ma un'idea ci si poteva farla e anche intervenire. si tratterebbe di affinare gli strumenti, oggi. e magar incrociare anche le dichiarazioni con i residenti così da limitare l'area delle elusioni. non sarebbe difficilissimo. e considerata la dimensione dei nostri borghi dove, più o meno, ci si consoce tutti qualche buon frutto lo darebbe, sicurametne più di una campagna pubblicitaria come quella che sta girando ora sulle tv.

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