lunedì 19 giugno 2023

Piaceri minimi

La Grande Dubitosa ne conosceva di cose sull’argomento, molte, moltissime. Una di queste era la sensazione impagabile che si provava dopo ore al sole in spiaggia, nella visita di un centro storico in luglio o un centinaio di chilometri sotto il Sole estivo, quando finalmente si trovava un tratto protetto dall’ombra di una pineta o nel viale in un parco ed arrivava un senso antico di benessere. E la granita col ghiaccio tritato al momento e sciroppo di amarena generosamente versato solo dopo fa parte di questa serie che potrebbe essere molto lunga avendo desiderio di completarla. Ma non so farlo, cioè non so arrivare a terminare nulla, non sarebbe possibile neppure se lo volessi. Appoggiarsi ad un cuscino, aprire un libro e iniziare a sognare entrando nell’avventura al posto di uno dei personaggi. Un sorso di acqua fresca. I calzini caldi nelle scarpe asciutte mentre piove e fa freddo. L’incontro dopo aver temuto che non avvenisse. La soddisfazione di aver avuto ragione, non per vantarsene ma come conferma di aver mantenuto il cervello in funzione. Essere ancora vivi, come se fosse poco. Ecco, su questo pensiero la Grande Dubitosa frena e m’invita a lasciar perdere per non farmi male. Ciao Viz.

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domenica 18 giugno 2023

La Grande Dubitosa

Descrizione minima: 904 centimetri cubici di cilindrata, colore grigio topo muschiato anziano, posti a sedere ufficialmente 4, velocità massima notevole e consumo oltre ogni ragionevole speranza o timore. Caratteristica principale: sempre presente nei momenti delle decisioni difficili o quando serviva un aiuto. Situazione attuale: perduta nelle anse del tempo, a volte riaffiorante quando il suo aiuto viene esplicitamente richiesto ma da anni invisibile a chiunque. Il suo vero nome non sarebbe questo, anzi, lei non aveva dubbi né incertezze ma se lo tenne con orgoglio o per un vezzo di civetteria. Sorrideva, se la si sapeva osservare nel giusto modo, certo che sorrideva. A lei era sufficiente avere il serbatoio pieno e olio quanto basta, poi era disposta ad andare ovunque a lei fosse gradito. Sino all’ultimo non ha mai portato nessuno verso una destinazione sbagliata. Ora, dopo anni, lo so, non ha mai percorso neppure un solo chilometro che non approvasse, anche quando fu il suo ultimo viaggio; non le andava di vedere correre di fianco a lei modelli con la puzza sotto il naso e con mille inutilità come cinture (non credeva alla castità) e cuscini ad aria. Quando non gradiva la scelta della strada dopo un bivio lo faceva capire con qualche segnale esplicito, come ad esempio l’acqua del radiatore che entrava in ebollizione. Era disposta ad andare a sbattere contro una parete di roccia per farti sfogare durante un tuo momento di nervoso, e allora si procurava danni che ti obbligavano a rientrare in te, a guidare con maggior prudenza. Ripararla costava, non poco, ed era la sua vendetta esplicita in risposta al tuo comportamento irresponsabile. E poi ti accompagnava nei tuoi sogni, ti induceva a vedere la strada come un’opportunità e occasione d’incontri. Rimaneva tranquilla quando sapeva che eri in buona compagnia e stavi con chi ti piaceva. Usava quelli che erroneamente si chiamano guasti, forature o lampadine fulminate per dialogare silenziosamente e riportarti al buon senso e all’ordine. La Grande Dubitosa sapeva anche adattarsi e cambiare pelle, ma questa è un’altra storia, non è che si possa dire tutto subito, no? Ciao Viz.

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sabato 17 giugno 2023

alla ricerca

Qui i giorni s’inseguono e qualcuno fatalmente arriva primo. Avvicinandosi al passaggio dal vecchio ieri al nuovo domani si fermano un attimo, oggi ad esempio è avvenuto. Qualcuno non accetta di confondersi nella massa, tra tutti, e allora tesse la sua tela e cattura invariabilmente qualcuno che ricorda. Qualsiasi cosa, non è che sia determinante al collegamento il fatto specifico, purché abbia colpito e lasciato il segno in qualcuno. Potrei fare un elenco come la prima volta che, il matrimonio o la morte di, la partenza per e l’arrivo a, la laurea, la nascita, la macchina nuova o la casa nuova… ma quest’elenco è soggettivo e non è così che funziona. In tutto questo lo specchio assolve ad una funzione speciale, permette di capire che ieri è effettivamente passato. Non pensare sia automatico, lo specchio lo sa fare bene. E si fa aiutare anche dai piccoli e grandi dolori fisici e non solo, ovviamente da ciò che abbiamo perduto, dalle mode e dalla musica, a volte pure dai libri e dai film. Vedi cosa sono costretto ad ammettere, te ne rendi conto? Io spero ancora. Ciao Viz.

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venerdì 16 giugno 2023

C’è vita

E così trovo vita dove vita non c’è, senza bisogno di esplorare pianeti. E ricevo conferma immediata che la Signora arriva seguendo la sua indiscutibile puntualità. Non ne conosco le regole quindi non posso discuterla oggettivamente, solo fare supposizioni. La certezza che tutti hanno, non solo io quindi, è che arriva. Perché ti dico questo? Ma lo sai, da molto tempo lo sai. Vengo puntualmente dove non sei, nel luogo dove si pensa non ci sia vita, e dico vengo invece di vado. E poi esattamente lì vedo un piccolo e tipico manifesto a fondo bianco con una foto, qualche parola alcune date. Ci siamo incontrati molte volte, dopo un po' abbiamo anche iniziato a scambiarci un cenno di saluto e dette poche frasi. Era un professore di liceo, ma questo lo sapevo. Ciao Viz.

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giovedì 15 giugno 2023

fidarsi

Come ormai ho capito da anni, e malgrado questo ci ricasco sempre, bisogna saperla raccontare e tutto il resto non conta. Altolà, non esageriamo, le stupidaggini vengono sempre a galla. Certo, ma non è detto che succeda subito e neppure che qualcuno se ne renda conto. La soluzione che ho visto adottare più volte quando si viene scoperti è quella di rilanciare come nei giochi d’azzardo, alzare la posta raccontandola più grossa, a volte alzando la voce, altre volte puntando sull’empatia o la capacità di affascinare chi ascolta oppure fingendo di non capire e spostando l’attenzione su temi che aiutano a depistare, e comunque continuare a ripetere la stessa storia. Tu mi parli di fiducia insomma. Certo, non si era capito? Ma sulla fiducia si regge il mondo intero. Pensa alle banche. Se un istituto di credito, anche il più solido, perde la fiducia dei clienti in poco tempo fallisce, la banca fa bancarotta. E nel rapporto tra persone non è così? Se un amico tradisce l’altro come potrà durare l’amicizia, se chi ama finge di farlo e viene scoperto l’incantesimo si rompe, non finisce l’amore? E come si fa a capire? Impossibile. Semplicemente devi fidarti di quanto ti dico. Ciao, Viz, vorrei partire con te, andare lontano dove nessuno capisce una sola parola di italiano, magari solo ciao.

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mercoledì 14 giugno 2023

Dov’è il fondo?

Buttarsi anche se non si sa come andrà a finire, farlo senza paura perché la fine non è nota, evitare l’incertezza e il dubbio di sbagliare, ignorare quanto è lontano il fondo e malgrado questo camminare sull’orlo, vicino all’abisso che s’immagina ma non si vede. Che razza di consigli sarebbero, di grazia? Non sono consigli ma semplici osservazioni libere e neppure tanto campate in aria. A me sembrano piuttosto incitazione al suicidio, la paura va sempre rispettata perché salva la vita. Non ne sono convinto; quanti possono dire come andrà veramente a finire con prove certe e illudendosi di non commettere errori o fingendo che il nulla non esista? Non so neppure esattamente che parte ho in questa discussione assurda, lo vedi benissimo, lo si capisce. Inutile volere un ruolo e pensare sia la salvezza o la corazza. La merda accompagna l'esistenza di re e imperatori, di presidenti e grandi dignitari, di autorità religiose e sapienti riveriti. La merda accompagna allegramente i nostri primi anni di vita e poi ritorna vittoriosamente negli ultimi. E dov’è allora il fondo che sfugge alla vista ma esiste, perché deve esistere da qualche parte? Mai stato in un reparto lungodegenti o in una casa di cura o in un ospizio dove i pannoloni si consumano a scatoloni? Ecco la regina merda, quella che si fugge tuttavia e che distoglie i pensieri da tutto il resto. Vorrei che questo si convertisse in amore, anche se non so definirlo, vorrei che ogni cosa bella finisse per avere la meglio e permettesse di nuotare in superficie senza troppa paura se, in basso, si scorgono ombre in movimento. E cosa ci potrà mai essere di bello, in fondo, senza l’amore? Ciao Viz.

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martedì 13 giugno 2023

Chi è l’ultima, o l’ultimo?

Si presentano in tanti, molti più del previsto dagli organizzatori. Vi sono italiani, francesi, tailandesi, cinesi e kenioti, e poi russi, albanesi, australiani, cileni e curdi. E ancora molte altre nazionalità, sembra una plenaria delle Nazioni Unite che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere solo un rinfresco in piedi. Il motivo? Accogliere una nuova famiglia in società, nulla di eccezionale, ordinaria amministrazione che si ripete più volte ogni settimana. I gruppi sono eterogenei e chi sta da solo lo rimane per poco. Un po' distaccato osservo tentando di non farmi notare né di farmi coinvolgere, anche se la vedo difficile. Se il Paradiso esiste, o i Campi Elisi o l’Aldilà, lo immagino simile. Tanti e diversi che si presentano ed entrano, come se ogni cosa fosse stata decisa dall’inizio di Tutto. Ammesso ovviamente che sia iniziato anche il Tutto, non si è concordi su quest’ipotesi. Il Paradiso, dicevo, non come premio futuro ma semplicemente come meta finale dopo un’altra esistenza. In effetti iniziamo ad essere tanti, non troppi mi pare, ma tanti. Si respira un’aria strana, di eccitazione e attesa di novità. Ma è girata qualche voce strana, qualcuno sa qualcosa, perché sono venuto anch’io? Non ho risposte, e continuo a restare a guardare. Ho la strana sensazione, non so spiegarlo diversamente, che qualcosa stia per finire. Chi è o chi sarà l’ultimo, o l’ultima? Sarà una ragazza, un vecchio, un bambino, sarà alto o basso, pieno di vita e speranze o cosa? Non ci capisco nulla, ma questo, come sai benissimo, non è una novità. Ciao Viz.

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lunedì 12 giugno 2023

Prove generali

Dopo le interminabili ricerche per procurarsi ogni cosa necessaria ed esattamente con le precise caratteristiche richieste si è cominciato a guardarsi attorno per trovare gli interpreti. Qui sono nati i problemi, è logico, ognuno immagina i personaggi a modo suo perché sono un’estensione del pensiero personale, della fantasia, delle esperienze vissute. Dopo estenuanti discussioni, anche con gli interpreti che intanto cominciavano a partecipare al progetto e dopo l’espulsione di due di loro, oltre all’abbandono di uno storico ideatore dell’intera impresa, sono iniziate le prove partendo da un copione in costruzione, aggiornato dopo ogni incontro, limato e sviluppato, corretto appena era necessario. Ora non so esattamente per quanto è durato il periodo delle prove, molto se non mi sbaglio, tanto da esaurire quasi completamente i fondi a disposizione, il tempo concesso dal teatro per le prove e la pazienza di tutti. È arrivata finalmente la sera della prova generale. Sembrava perfetta, sembrava, poi si è deciso di ripeterla subito dopo per mettere a punto alcuni particolari apparentemente secondari. Le prove sono proseguite per tutta la notte. Il giorno successivo tutti hanno riposato come meglio potevano e, finalmente, il dramma è andato in scena davanti al pubblico della prima, tutto esaurito. Sembra sia stato un successo assoluto, irripetibile, unico. Nessuno degli attori ha rispettato le proprie battute, ognuno ha seguito il disegno che si era costruito, parallelo al dramma ufficiale. Il regista è impazzito ed è andato via prima che finisse il primo atto. Dopo che il sipario è calato alla fine dell’ultima scena, mentre il pubblico in sala applaudiva e chiedeva il bis, mentre rumoreggiava per rivedere gli attori e voleva che il sipario si rialzasse, loro, gli attori, si stavano insultando e aggredendo reciprocamente e non solo verbalmente. Un successo unico, letteralmente, mai più visto su nessun palcoscenico.

Ecco, Viz. Credo che la vita in fondo sia anche questo.

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domenica 11 giugno 2023

Fiori, semplicemente fiori

Non solo fiori di cappero, e neppure solo rose. Anche l’Aspidistra in certe condizioni produce suoi fiori, ma non ne ho mai visti. Fiori continuo a portartene, oppure li annaffio ogni giorno per evitare che si secchino. A volte sono le piante trapiantate più di un anno fa, altre volte piccoli fiorellini che raccolgo venendo. Fanno un profumo intenso, in questi giorni, i fiori di Tiglio che mi ricordano un viale di Berlino, ne sai qualcosa. I fiori più belli sono quelli di campo, selvatici, raccolti a piccoli mazzetti e disposti in ordine. Durano pochissimo, i fiori, in particolare quelli recisi. Probabilmente è questo che li rende ancora più preziosi. Ciao, Viz.

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sabato 10 giugno 2023

Fiori di cappero

Le piante crescevano libere, ai bordi della strada. Probabilmente ancora adesso, se tornassi, le potrei vedere. E i loro fiori sono unici. Rimasi stupito dalla loro bellezza quando ne vidi uno la prima volta e impiegai tempo a capire che si trattava di capperi. Tutto il resto lo conservo nella mia memoria, non è che debba scrivere esplicitamente ogni cosa, no? Ciao, Viz.

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venerdì 9 giugno 2023

Parassitosimbionte

Non è una bella vita quella del parassita; deve sfruttare per poter vivere un ospite senza approfittarne troppo per non farlo morire morendo quindi a sua volta. Alcuni umani hanno parzialmente un atteggiamento da parassiti, è evidente, sfruttano gli altri e sembrano non dar nulla in cambio, magari differenziano i loro ospiti allargandone la platea per essere meno invasivi e non farsi notare, ma parassiti un po' lo restano. A qualcuno chiedono una sigaretta, ad altri di poter leggere un libro o di farsi invitare a pranzo o a cena, si fanno dare passaggi o piccoli prestiti, che puntualmente dimenticano di restituire. Forse non sono veramente parassiti perché ricambiano con qualche battuta, qualche attenzione, sono disposti ad ascoltare e questo è impagabile. Preferibile definirli simbionti allora, rende meglio il concetto. In fondo pure alcuni mestieri sono in parte parassitosimbionti, rubano o si cibano della gioventù altrui, come gli insegnanti ad esempio. Trascorrere coi giovani molto del proprio tempo permette a chi è avanti negli anni di restare aggrappati alla vita che cambia, si vampirizza la forza di altri e la si fa propria. Poi l’insegnante cerca di restituire col succo distillato della conoscenza o dell’esperienza, o almeno dovrebbe. Anche il benefattore vuole la riconoscenza o il senso di pienezza che altrimenti non saprebbe come ottenere. E chi si cerca l’amante giovane ha qualche attinenza, uomo o donna che sia? Forse si tratta solo di dare un giusto ruolo alle relazioni tra generazioni senza trarre conclusioni tanto strampalate. Ciao, Viz.

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giovedì 8 giugno 2023

Impossibile la fuga

Posso assicurarti che non si può fare. Per quanto t’impegni, ti aspetta senza darsi premura di anticipare nulla. E neppure di rimandare come potrebbe anche farti comodo o piacere. Dici che non ne ho alcuna prova? Allora come mai ci siamo incontrati, perché con mio fratello è andata così, come mai mi è caduto quel gelato pallido, come spieghi che con le case sia sempre la stessa storia, perché ho scelto quella facoltà, perché, perché…? È evidente, era destino, e la prova sta tutta nel fatto che è avvenuto esattamente com’è avvenuto, ogni particolare era già scritto. Non si può fuggire dal destino, nessuno può farlo, non mi risulta. Di tante persone incontrate conosco perfettamente, dopo, diverse cose. Ovviamente dopo, prima non si sa, ma dopo che un fatto è avvenuto diventa immutabile, impossibile la fuga dai suoi effetti. Non è come camminare all’indietro mettendo esattamente i piedi sulle proprie orme, non è come rileggere le pagine già lette, non è come riascoltare nell’altro verso un nastro magnetico perché io ti parlo di futuro. E quello che mi capiterà tra dieci minuti è esattamente quello che mi capiterà. Questo è certo. Ciao, Viz.

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mercoledì 7 giugno 2023

Confessione

Vedi, io invento storie, alcune più grandi di me, alcune originali e che nessuno ha mai scritto o detto a voce e moltissime solo ispirate da mie letture o esperienze. In tal modo ho conquistato l’attenzione di qualcuno, non ho guadagnato denaro ma molto di più, ciò che non ha prezzo e che non oso neppure definire. Nelle mie storie sono il giudice supremo, la voce fuori campo, il deus ex machina, la spada dell’arcangelo alato giustiziere e vendicatore che opera solo per volere di Dio. Mi sono messo al posto di Colui che può, mentre nella realtà non posso e non conto nulla, o poco più di nulla. M’immagino l’eternità come misura e sono vincolato dalle malattie legate al tempo che avanza. Nella mia storia mai scritta e che sarà la più bella e conclusiva tu sei la protagonista, ma non so da dove iniziare, ci penso ormai da anni ma non mi viene alcuna idea pratica e realistica. Magari questa storia, da quel 17 tragico dicembre che chiuse ogni speranza fuori dalla porta, in realtà la compongo giorno dopo giorno, con osservazioni futili, con ricordi rubati, con riflessioni personali e con tutto quello che ho scritto dopo di allora. Non sono il miglior giudice di me stesso, nessuno lo è mai e non sarò io l’eccezione. Vedi, io invento storie per interposta persona, scrivo di castelli e di chiese, di vie e palazzi, della mia famiglia e delle case dove ho vissuto, utilizzo diverse identità social e non solo per non mostrare in modo esplicito a tutti la realtà completa, sono attento alle immagini personali e so che questo viene percepito come limite. E chissenefrega, sinché non danneggio nessuno è nel mio diritto. Posso immaginare una storia che muta il vero nella sua finzione, dove posso darti appuntamento come la prima volta e aver paura, come la prima volta, che tu non ti presenti, oppure di venire a cercarti senza trovarti. Questo lo posso immaginare e scrivere, questo faccio. Ciao, Viz.

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martedì 6 giugno 2023

Libertà

Credo sia un sogno da trattenere contro ogni logica, ad occhi aperti o anche chiusi, nessuna differenza. Quando ho camminato per strade deserte di notte, confidando nella sicurezza del luogo e confondendomi con le ombre proiettate sui muri dalle poche luci, ho potuto dialogare con altre ombre. Con le mie fantasie represse che immaginano altre vite dense di sesso e grandi opportunità. Con le persone che ho perduto e mi aspettano, ombra tra loro. Con personaggi immaginari di libri letti e mai dimenticati. Con le curiosità vivide solo durante la notte perché il giorno le annebbia. Ho percepito un’altra libertà. Capisco che la libertà è un sogno, che si adatta e si trasforma. Ero più libero un tempo, quando avevo maggiori responsabilità quindi potevo decidere. Ora sono semplicemente confuso dai mutamenti e non so che effetti produrranno. Credo che tu sia stata la mia vera libertà, che tu lo sia tuttora, questo è quanto e senza perdere altro tempo in giri di parole. Ciao, Viz.

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lunedì 5 giugno 2023

Un altro mondo

Seguendo le indagini di un ispettore vedo una donna nell’ombra, poi mi trovo catapultato a Istanbul o nella ritirata di Russia dopo l’avanzata trionfale dell’Operazione Barbarossa. E leggo della bambina con una sorellina che sa suonare il pianoforte e la confondo con un’altra che vive su un’isola al nord con la nonna. Qualche volta visito senza uscire di casa moschee in Spagna o antiche chiese romaniche, castelli reali e immaginari, vivo qualche ora con principi estensi o sono in ansia per il mio mulino che, forse, non potrà superare la piena del Po. E poi anarchici idealisti, assassini senza scrupoli, persone che vivono in un grande condominio e intrecciano le loro esistenze. Non mi faccio mancare avventure erotiche e altre curiosità, a volte trovo ciò che non ho cercato mentre spesso non trovo quello che pensavo. Talvolta qualcuno mi annoia e decido di evitarlo per il futuro, altre volte invece, dopo aver letto l’ultima pagina, mi sento abbandonato da chi avevo iniziato a sentirmi vicino. È un altro mondo. Ciao, Viz.

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domenica 4 giugno 2023

pessimo il vincere

Pessimo il vincere.

Certo non è meglio perdere.

Ma perché?

Che bisogno esiste di vincere o perdere?

Nessun vanto nell’aver l’ultima parola con uno sconfitto dalla vita, dagli eventi, dalle nostre stesse azioni o dalla sfortuna.

E poi che soddisfazione si può lecitamente provare?

Ottenuto il giusto, la restituzione quando possibile, l’ammissione anche sottintesa cosa ci si dovrebbe aspettare in più?

Nulla, nulla di nulla. Ponti d’oro non solo al nemico che fugge ma anche parole gentili per chi ha perduto, quelle non costano nulla.

Non credendo nella giustizia terrena e neppure in quella divina, della quale non ho prove, non posso giudicare o decretare o condannare, non posso e non ne ho diritto. Se l’ho fatto ho sbagliato.

Ora potrei dire che avemmo ragione, ma non ne abbiamo avuto nulla in cambio, nulla di ciò che m’interesserebbe veramente, nulla.

Ciao, Viz. Sai a chi penso, e me ne dispiace, ma non posso più far nulla.

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