domenica 29 marzo 2026

Perdersi e ritrovarsi

Perdersi significa arrivare diversamente e, da un apparente errore, può nascere una scoperta o arrivare la risposta alla domanda mai fatta, solo in attesa di essere formulata. Adesso potrei elencare alcune volte che mi sono perduto, viaggiando in auto o nella vita, ma ne scorderei troppe. Ho rimosso alcuni errori fatti perché giudicati insignificanti e non meritevoli di attenzione, mentre altri episodi, magari più stupidi, li ho messi da parte e pronti ad essere ripresi all’occorrenza. La memoria stratificata funziona così, e neppure ne so il motivo. Perché c’incontrammo? Cosa avvenne la primissima volta che ci vedemmo? Alcuni particolari non li posso più recuperare, qualcuno potrebbe aiutarmi in questo se non fosse partito anzitempo, lasciando un altro vuoto. I vuoti arrivano a occupare spazi prima pieni di vita. Il nulla si sostituisce al senso che giustifica le azioni, sino a quando non avrò più motivi, o saranno divenuti decisamente pochi. Cosa avviene nella mente di chi si perde e non sa più chi è, chi è suo marito o suo figlio, come si chiama la via, dove si trova il tegame e come si accende la luce? Ti ho perduta in un giorno di dicembre, mancava poco a Natale. E ti ritrovo ogni giorno, casualmente o volutamente. Sino a quando scorderò ogni cosa. Ciao Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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