Per me, che allora avevo poco più di vent’anni, le domeniche a piedi furono una breve e strana stagione. In seguito alla guerra arabo-israeliana e al blocco del canale di Suez la crisi energetica obbligò a una stretta sui consumi petroliferi e per tutti i privati fu vietato l’utilizzo dell’auto personale nelle giornate di domenica. Anche il riscaldamento domestico venne ridotto, gli orari degli spettacoli televisivi, cinematografici e teatrali furono anticipati. La cosa che ricordo bene, visto che allora abitavo a Ferrara, furono gli spostamenti in bicicletta al centro della carreggiata delle strade solitamente occupata dalle auto. Con gli amici di allora andavamo in bicicletta dal centro a Pontelagoscuro, oppure a Borgo Scoline, dopo Porotto. Vedevamo passare solo taxi e autobus, per il resto fu quasi una festa, che durò sino alla primavera del 1974. Senz'auto la domenica si sopravvive, se a questo utilizzo non è legato il proprio lavoro. Con temperatura più bassa in casa si sopravvive. E si sopravvive pure se i cinema chiudono con l’ultimo spettacolo alle 22. Da allora molto è cambiato ma se finalmente si tornasse a una programmazione televisiva con le trasmissioni di prima serata che iniziano alle 20.30 al massimo e non quasi alle 22 come recentemente non mi spiacerebbe, ma questa è un’altra storia. A quel tempo, Viz, ancora non ci conoscevamo, nessuno dei due sapeva cosa ci stava preparando il futuro.
Silvano C.©
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