giovedì 31 luglio 2025

Ombre vive?

Le ombre di vite passate si accavallano, in alcuni casi non so neppure se alcune di queste corrispondano a qualcuno ancora con noi, e se c’è come stia, adesso. Mi capita di ripensare a momenti di decenni fa, rivedo qualcuno che per qualche motivo ho incontrato. Spesso non si tratta di amici ma di conoscenti occasionali o di persone che avrebbero potuto divenire amiche, ma poi non è avvenuto. Succede, è naturale, la vita porta a strade che si avvicinano e si allontanano. Non c’è posto per tutti. Eppure tutti, in qualche modo, hanno lasciato una traccia. Molti se ne sono andati, e la cosa l’ho saputa. Limitandomi a chi è più o meno mio coetaneo, visto che di anni ne ho accumulati diversi, è anche un fatto statistico. Alcune ombre ormai sono solo ombre, spazzate via anche dai ricordi se non occasionali, richiamate dai discorsi di chi le ha incontrate. E così tornano brevemente. Sembra siano ancora qui. Si tratta di una folla capace di riempire una piazza, forse, sicuramente un grande salone. Come si vive tra le ombre? Ma si vive? Ciao, Viz.

                                                                                                        Silvano C.©

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mercoledì 30 luglio 2025

Sapere, almeno un po'

In certe giornate, attese da tempo, arrivano decisioni. Mi è successo oggi. Sapevo più o meno tutto già da prima, e non sapevo ancora nulla. Chi mi ha spiegato ha usato parole stanche, non so neppure definire se dure o cordiali. È evidente che aveva fretta, all’inizio una telefonata l’ha distratta, poi si è dedicata a me. La burocrazia un po' l’ha rallentata. Per lei è tutto abbastanza chiaro, il mio è un caso tra le centinaia, mi ha consegnato anche un piccolo plico, mi ha spiegato che avrò tempo per leggerlo e poi per fare le domande, a tempo debito. Nessuna fretta, nessuna urgenza, devo stare tranquillo, ci saranno difficoltà, ma sono affrontabili. Oggi va così, Viz. Sai di cosa parlo. Lo sai benissimo.                                                                                                       Silvano C.©

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martedì 29 luglio 2025

Immagino che tu sorrida

Ammettere di non sapere non è un inno all’ignoranza, cosa credi? Il destino comune è scoprire il mondo, trovare vie già sperimentate e, all’occorrenza, tentarne di nuove. Non ho inventato l’acqua calda, lo so, tutti lo sappiamo se ci pensiamo. In un labirinto, come scrissi tempo fa, se è costruito su un solo piano, non mi perdo. Però devo ragionare, non usare solo le gambe per muovermi. Dicono poi che la vita sia una sola, e prove contrarie non se ne trovano; chi le ha me le fornisca, cortesemente, avrà la mia gratitudine e potrò avere un diverso atteggiamento di fronte alle cose, un'altra consapevolezza. Sino a quel momento non posso che contare sulla fantasia, sul buonsenso e sulla praticità delle scelte qui ed ora, senza mai scordare qualcuno che potrebbe aver bisogno, magari anche uno solo, anche uno solo cambia il panorama. E allora cosa concludere? Non lo so, io ti parlo e tu sorridi, immagino che tu sorrida. Ciao, Viz.

                                                                                                       Silvano C.©

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lunedì 28 luglio 2025

mare

Guccini e Saramago hanno usato alcune parole simili, e io le ho rubate a entrambi. Neppure loro penso le abbiano usate per primi, improbabile nell’infinita variabilità dei pensieri comunicati agli altri. Le emozioni, i sentimenti, le cose che veramente contano ci rendono simili quindi mai del tutto originali, e dialogare tra noi sarebbe impensabile se non condividessimo un vocabolario comune. La torre di Babele, se mai è esistita, ha spiegato che occorre capirsi, o almeno tentare in buona fede di farlo. Io mi accontento di parole, e so che in tal modo sbaglio perché mi affido a una visione egoistica. Altri invece sanno fare, dimostrando vicinanza in modo concreto, e questo fa la differenza. Del resto amo il mare, anche se da anni non lo vedo. E il mare, notoriamente, sta tra il dire e il fare. Ciao, Viz.

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domenica 27 luglio 2025

Piaceri stupidi

Il sottile piacere che personalmente trovo legato a un ricovero ospedaliero è forse spiegabile in vari modi, tutti soggettivi ovviamente, perché sarebbe preferibile parlare di vacanze in posti belli piuttosto che di malattie. Uno degli aspetti positivi è che si tratta di un momento di cura, nel quale la struttura sanitaria opera per far recuperare una condizione di salute e benessere, o per migliorare comunque la situazione. La cosa che personalmente trovo più importante è la cura che si può ricevere da chi si ama o è vicino, anche semplicemente con una visita negli orari consentiti. Pure non essere ricoverati ma stare vicino a chi lo è diventa importante e positivo. Rimpiango stupidamente alcuni momenti che abbiamo vissuto assieme, quando c’era preoccupazione ma anche speranza. Sono stupido, lo so, ma è in quei momenti che ti penso adesso, e adesso mi servirebbe la tua vicinanza. So che ci sei, spero nel modo più giusto per te. Ciao, Viz.

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venerdì 25 luglio 2025

Cosa sarà?

Quest’avventura è iniziata nel 2011, il 25 di agosto, con un post sulla prima casa e sulle relative tasse. Da tempo non mi interessano più questi temi, o meglio, m’interessano, ma non ho la spinta per scriverne pareri, non ne ho le competenze necessarie. Su molto altro non ho le conoscenze sufficienti, e da sempre mi astengo. Ho perso anche le sicurezze che pensavo di avere, tutto passa. Nel 2011 mia madre era già andata via e mio padre era rimasto da solo per diversi anni, assistito da una badante. Io e mio fratello eravamo ormai lontani. Io tornavo più spesso di lui a Ferrara a trovarlo, in particolare quando gli capitava di essere ricoverato o durante le feste. Prima del 2011 era mancato anche tuo padre, e i tuoi zii. Poi nel 2012 il terremoto di Ferrara, e la ristrutturazione del condominio dove avevano un appartamento. Hai avuto il tempo per vedere come andavano le cose, per fare alcune scelte, per accompagnarmi un’ultima volta a Ferrara con nostro figlio e vedere il cantiere. Ma non c’eri più quando finalmente, nel 2017, l’appartamento era pronto e abbiamo riportato i mobili. Non c’eri. E c’eri. Già dal 2016 avevo iniziato un dialogo a distanza con te, e per farlo ho usato questo blog. Sono successe tante cose intanto. A volte mi guardo indietro, mi stupisco di cosa ho fatto senza di te ma con te a consigliarmi. E quanti errori ancora, che avrei potuto evitare. Ora lo scopo essenziale è sopravvivere per nostro figlio, per quanto ancora non lo so, nulla dipende da me se non per aspetti marginali. Alcune situazioni recenti mi stanno togliendo un po' di tranquillità, ho perso la spinta, potrei ritrovarla, non lo so, o forse cambierà qualcosa. In futuro non so neppure se il blog resterà, ci sto pensando. Non so nemmeno se disattiverò i miei account sui social, è probabile. Non ho molto altro da dire, lo confesso, quello che volevo sintetizzare oggi l’ho appena fatto. Mi manchi. Ciao, Viz.

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giovedì 24 luglio 2025

Non so mica se è tutto vero, ma quello che scrivo in fondo lo è

L’elenco dei nomi femminili è lungo, più di quello dei nomi maschili. Cosa possa significare forse è intuibile e le spiegazioni servono a poco. Se vado indietro nel tempo tutto sembra essere stato più veloce, ma non è vero, è una percezione che mi arriva solo dopo. Il presente invece è di una lentezza stordente, sfiancante, che toglie energie per il domani, che arriverà con le sue novità e le decisioni prese. E se torno indietro, quando mi ritrovo in quel cortile dove le mie coetanee erano soltanto femmine, mentre i maschi non li vedevo e loro non vedeva me, i loro nomi li ho scordati, solo uno vagamente credo di ricordare, ma non ne ho certezza. Gli anni maschili sono stati una parentesi, poi sono venuti con prepotenza quelli femminili. Da un po' resto fermo in un universo femminile, coi maschi, coi pochi coi quali mi capita di parlare, spesso arrivo alla noia. Non so dove ho sbagliato, se ho sbagliato, o dove tutto è iniziato. Era solo destino, immagino, una sorta di predestinazione e limitazione, un senso che mi ha marchiato. Di alcune cose mi pento, lo ammetto, ma non mi interesserebbe cambiare nulla di questo, anche se lo potessi, quello che fui e sono è fermato in una fotografia. Solo la fotografia sembra dire il vero mentre racconta il passato. Non solo, probabilmente, ma quella in particolare. Da anni fotografare le persone mi riesce più difficile, e a volte cerco nei miei archivi più recenti le persone, e non le trovo. Eppure c’erano. Solo nei vecchi album le ritrovo, in quelli sono tante. Ma non so perché ti dico tutto questo, forse perché vorrei dirti delle mie paure, so che potresti farmi stare più tranquillo con qualche tua parola. Ora sono solo a parlarti, in realtà parlo da solo quando parlo con te. E mi manchi. Ciao, Viz.

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mercoledì 23 luglio 2025

Confusamente

Nella mente altrui, non per rubare ma per capire, per curiosità non morbosa e per aiutare. Non è possibile come immagino ma si può imitare, e l’abilità conquistata forse si può affinare. Empatia e disponibilità ad ascoltare. In realtà si possono vivere anni con decine e decine di persone che gravitano attorno, alcune molto importanti e altre di completamento. Con alcune persone chissà come avrebbe potuto andare se fosse scattata una certa scintilla, se si fosse fatta una telefonata o se si fosse avuta una risposta. Linee divergenti che solo la memoria riporta ma lo fa confusamente, selettivamente, inutilmente. Come compenso possono seguire anni con rapporti sempre meno numerosi, superficiali, durante i quali forse si cerca o forse no. Questi anni possono arrivare in ordine inverso, perché nulla è stabilito con certezza prima che sia avvenuto, e dopo immagino che interesserà sempre meno. Ricordi i nostri nomi? Io ti parlo ora che tu non ci sei più, e non puoi rispondere. Le pietre del resto non lo fanno mai e solo le pietre durano più lungo di noi e s’intestardiscono a non dir nulla. Mi sono perso in un libro che non so se hai letto, e non posso più chiedertelo. Alcune cose avvengono senza pietà. Ciao, Viz.

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lunedì 21 luglio 2025

Tempo asimmetrico

Perdonare per essere perdonati. Non credo funzioni così, in certe cose la simmetria non è implicita. Neppure in amore del resto avviene così. Chi ama viene riamato, se è fortunato, ma mai nello stesso identico modo, con la stessa intensità, con le identiche motivazioni. Però funziona lo stesso, il perdono mantiene una sua funzione anche esemplare, può generare imitazione e diffondersi, anche a distanza di tempo, come un contagio che prima di manifestarsi ha il suo tempo di incubazione. Anche l'amore funziona, e non so come. L’asimmetria è tutta nell'unicità personale, che sfugge alle classificazioni troppo pedanti e si nutre di risorse legate a troppe variabili. Perché sono nato io e non lui, in quel momento? In fondo non sono figlio unico, anche se tale lo sono stato per anni. E tu come mai sei capitata a Riva del Garda in quella finestra temporale precisa? Non avendo alcuna possibilità di avere una risposta definitiva o logica mi attengo ai fatti che posso verificare e alle fantasie senza le quali l’insieme crolla. Se disegno un cerchio col gesso sull’asfalto con uno di quei gessi che conservo dai tempi della scuola, posso dirmi che dentro sono al sicuro, e che posso restarci tutto il tempo che desidero. Lo ha pensato Tabucchi, non è una mia idea. Ma questa regola vale solo sinché lo voglio. La posso far sparire, e nessuno avrà da ridire. Tu intanto a Riva del Garda sei arrivata, mentre io ci stavo, e alla fine ci siamo incontrati. I fatti sono questi, sono avvenuti. Nell’asimmetria delle vite precedenti qualcosa si è incastrato e i denti degli ingranaggi hanno iniziato a prendersi reciprocamente le misure. Pensavo che non siamo mai andati a Venezia in occasione della festa del Redentore, magari non ci sarebbe dispiaciuto. E neppure alloggiare in un albergo stellato del centro ci sarebbe dispiaciuto. Niente da fare, alcune cose succedono, altre invece no. Quelle successe non sono poche, potrei anche dirmi soddisfatto, e ancor più se tu fossi ora con me, ma in questo caso è l’asimmetria dei tempi a colpire duro, senza pietà. Ciao, Viz.

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domenica 20 luglio 2025

Dove vanno, forse dove andavamo noi?

Nei periodi di vacanze invernali ed estive vedo, sulla statale, un traffico notevole di turisti. Stamattina passavano a decine i motociclsti, spesso in gruppi numerosi e quasi tutti diretti a nord, verso l’Alto Adige, verso il Brennero o chi lo sa. E vedo camperisti, oltre ad auto che a volte trainano improbabili roulotte. Dove andranno tutti in questi giorni di caldo e viaggi faticosi, perché non stanno tranquilli a casa, loro che probabilmente hanno la possibilità di una casa accogliente visto che si possono permettere il viaggio? Andranno esattamente dove andavamo noi, non nel luogo preciso, ovviamente, ma verso la stessa nostra idea. E qualcuno forse è anche in fuga da una situazione che, a casa, è pesante, e ha bisogno di pensare ad altro, di vedere altro, di vivere giorni di distacco. E poi il viaggio merita sempre e comunque, il viaggio è una condizione dell’animo. A volte, anzi spesso, io viaggio senza muovermi fisicamente. Arrivo in piccoli paesi inglesi che non ho mai visto né vedrò mai. Però viaggiare veramente, in auto, come facemmo noi, è stato perfetto, anche nei momenti di difficoltà, mentre eravamo in coda o il caldo ci stava sfinendo. Conservo quell’anfora spagnola in terracotta studiata per mantenere fresca l’acqua, non ci ha più lasciato da quel primo lunghissimo viaggio che facemmo in Spagna e Portogallo, quando ancora avevamo cambiato la nostra Lira nelle valute locali, Peseta ed Escudo, senza scordare il Franco. Molti di quelli che ho visto oggi probabilmente hanno con sé solo Euro. I tempi cambiano e sicuramente è stato bello anche prima. Ciao, Viz.

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sabato 19 luglio 2025

Qualcosa finirà

Per quanto presto tu ti alzi, ci sarà sempre qualcuno che si sarà alzato prima di te. E per quanto tu faccia tardi, anche in quel caso ci sarà sempre qualcuno che farà più tardi e ruberà altra veglia alla notte. Non sarai mai primo né ultimo, forse unico, quello potrebbe esserti concesso. Saresti l’unico a percorrere una linea retta, se quella esistesse davvero nel consolatorio infinito, ma avresti dovuto svegliarti prima di tutti gli altri in un giorno ormai trascorso da tempi mai misurati. A me manca l’ultimo pensiero prima della morte, quello ancora non lo conosco, e poi sarà tardi per dirlo qui. Tra me e te ci sono differenze che tutti possono notare ma non so chi tu sia, mi riferisco a qualcuno in generale, magari a un alter ego, spero più intelligente di me, comunque migliore. E per essere migliore, credimi, ti serve poco. Qualcuno parla di solitudine, pure io, e forse l’ultimo pensiero potrebbe essere riferito a questo senso di solitudine che tocca tutti, anche chi vive circondato dalle persone, anche chi è amato e ama, chi ha dato tanto, tutto. Riguardo all’infinito, se esiste, credo sia essenzialmente ignoranza, perché ogni passo avanti mi ritrovo nuove incognite. Ogni nuova risposta genera più domande e mi sembra di cadere in un vortice del quale non so scorgere il fondo. Non so quindi se finirà bene o male. Sicuramente qualcosa finirà. Ciao, Viz.

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venerdì 18 luglio 2025

Una pizza e un film

In un film di qualche anno fa, che volutamente non cito perché ritengo una mia debolezza guardare certi film, uno dei protagonisti, durante un’azione dice, più o meno: Moriremo, certo, moriremo, è sicuro che moriremo, ma non oggi! So che quando guardavamo assieme questo genere di film tu li subivi. Non erano il tuo genere e non mancavi di farlo notare, ma poi cedevi e li guardavi con noi. Adesso non so perché mi tornano alla mente le serate durante le quali ci piazzavamo davanti al televisore e guardavamo un film registrato su VHS o in DVD. Sono passati troppi anni, decisamente troppi. Tu sicuramente non morirai oggi, questo è già successo il 17 dicembre del 2016. Per anni, quando si poteva, una nostra serata fuori consisteva prima in una cena in pizzeria e poi in un cinema. È successo a Rovereto, a Trento, a Carpi e a Ferrara. Anche durante momenti di vacanza, se potevamo, era un nostro modo di concludere la giornata, come una sera di fine anno a Firenze. In alcuni casi ricordo perfettamente dove e quale film abbiamo visto. Abbiamo lasciato ombre dietro di noi, invisibili a tutti, in certi posti dove siamo passati. Non interessa a nessuno ormai, solo a me. Non ho neppure una prova fotografica ma, probabilmente conservo ancora qualche scontrino o qualche biglietto perché, di tanto in tanto, mi capita di trovarne tra le pagine di un libro. La memoria comunque rimane anche senza prove tangibili. Secondo molti è bene lasciar perdere questi ricordi e andare avanti, solo questo. Ciao, Viz.

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giovedì 17 luglio 2025

diversità

Nella prevedibile variabilità delle nostre scelte ci sono gusti estetici e culinari, motivazioni che ci spingono a frequentare o no i cimiteri, decisione di mantenere il ricordo delle persone che sono mancate anche con comportamenti visibili, condivisione di paure nei momenti di difficoltà, disponibilità a nuove conoscenze e molto altro. In molti casi non esiste una regola codificata e accettata universalmente. Non si infrange alcuna legge scegliendo una cosa o il suo opposto e prevale la libertà personale, anche quella di discutere le opinioni altrui. Poi però ci si deve fermare, oltre un certo limite non sono ammesse critiche e forse neppure consigli, anche se dati in buona fede, e si deve prendere atto delle diversità che ci caratterizzano. Andare oltre non è corretto, e per fortuna la realtà si premura di metterci sempre davanti nuove situazioni che prima non avevamo previsto, che neppure sospettavamo o pensavamo diverse. Si potrà immaginare di non essere accettati perché non si rientra nei canoni più comuni, poi per fortuna ci sono anche persone che hanno una propria visione che si discosta da quei canoni. Chi cerca inutilmente qualcosa all’inizio forse immagina di essere destinato al fallimento, poi succede qualcosa, o qualcosa potrebbe succedere. Una disgrazia invalidante potrebbe essere la fine oppure l’inizio di un nuovo e bellissimo rapporto. Per nostra fortuna siamo diversi. Basta accettarlo. Ciao, Viz.

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mercoledì 16 luglio 2025

Gli esami non finiscono mai, anche quelli clinici

Preferisco la risonanza magnetica alla tomografia assiale computerizzata, che chiamano TAC forse perché richiama il tic-toc del tempo che passa sull’America. La preferisco perché, non soffrendo di claustrofobia, mi sembra di stare in una discoteca mentre le casse diffondono un particolare pezzo dei Queen che impedisce di scambiare parole ma solo sguardi e odori, oltre che sogni mai confessati. Il tempo, poi, se non passa sull’America passa suonando l’armonica, e allora mi viene da piangere. L’enteroscopia mi ricorda lo scarico del lavello intasato quando arrivò l’idraulico e calò nel tubo il suo endoscopio e ne vidi l’interno, con le incrostazioni e i residui che lo avevano bloccato. La medicina dell’idraulico che, alla fine, per fortuna, mandò la sua fattura al condominio mentre di solito per le spese mediche, salvo per le esenzioni che preferirei non avere, sono io che pago.

Una battuta che di recente mi è capitato di fare è che, nel caso dovessi sottopormi a chemioterapia, non avrei problemi per una possibile perdita di capelli. Chi sa capisce subito. Ma per finire non posso non spiegare che preferisco la biopsia all’autopsia. La prima è dolorosa, se effettuata in certe condizioni, mentre l’autopsia non lo è. Solo chi vi assiste, se è alle prime esperienze, può provare sensazioni difficili da descrivere e l’odore poi rimane addosso a lungo. Dentro, noi, siamo come i polli. Non so questo cosa possa significare. Ciao, Viz.

                                                                                                       Silvano C.©

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martedì 15 luglio 2025

Aperta parentesi

In matematica, affrontando un’espressione o altri calcoli, capita d’incontrare diverse parentesi. Nella vita reale le parentesi che si incontrano sono in un numero incredibilmente superiore, si aprono contemporaneamente, non è chiaro in quale ordine debbano essere affrontate e alcune restano aperte per anni. La nostra stessa vita in fondo è una parentesi che non abbiamo aperto noi e che non saremo noi a chiudere, semplicemente ci stiamo dentro. Mentre la matematica racconta, mentendo, di essere una scienza esatta, la vita non ci prova nemmeno e ci lascia con poche indicazioni elementari, alcune linee guida che si potrebbero probabilmente sintetizzare ma che non danno certezze. E in tutto questo succede di essere felici oppure no, di accusare gli altri per le proprie colpe oppure di attribuire a una sorta di giusta punizione i guai che ci capitano per qualcosa di sbagliato che abbiamo fatto. Mentre le motivazioni sono diverse, e magari non ci sono neppure. In questa fase della vita so di essere passato attraverso infinite parentesi aperte e poi chiuse, e le parentesi aperte nelle quali mi ritrovo adesso mi danno da pensare e da preoccupare, ma non posso fare altro che aspettare. Ciao, Viz.

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lunedì 14 luglio 2025

solo il caso, o forse l'amore

Avrebbe potuto succedere durante alcuni sorpassi azzardati che, da incosciente, effettuai mettendo a rischio non solo la mia vita. Avrebbe potuto succedere mentre nuotavo, in preda a vera pazzia, tra due isole delle Tremiti e vedevo sotto di me i raggi solari che si perdevano tra le oscurità del fondale. Avrebbe potuto succede al Conero o ancora alle Tremiti, quando da idiota scalai un paio di pareti friabili con le ciabatte. Magari anche quella volta che, a Porto Garibaldi, mangiai pesce avariato ma gratis in una festa d’estate e poi per fortuna lo vomitai, tornato a casa. Probabilmente me la sono cavata solo per caso, o per fortuna. Adesso mi permetto di criticare chi si lancia con una tuta alare dai monti trentini, chi commette imprudenze sui ghiacciai o in mille altri luoghi, ma non ne ho il diritto. La mia pazzia rimane scolpita, e se la rimuovo è solo per evitare sensi di colpa e darmi un contegno da persona saggia, quale non sono mai stato. Le apparenze non mi giustificano, lo ammetto. Ciao, Viz. Ma tu cosa vedevi in me, cosa ti ha spinto a salvarmi?

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domenica 13 luglio 2025

libertà

                    Mi ricorderò di te.

             Ti ricorderai di me.

 Basterà uno sguardo, una parola, una fotografia o una semplice ombra, e ci ricorderemo di quanto è avvento, di come abbiamo vissuto, degli errori e della bellezza avuta in regalo.

Resterò nel ricordo…

Non so se sarà così, la mia è solo emozione irrazionale, nulla d’importante. Sicuramente chi torna, in qualche modo, se torna, non è grazie alla nostra memoria che sceglie e dimentica, che si fa influenzare da ciò che siamo. Chi torna, se torna, lo fa liberamente, sceglie autonomamente, per noi è imprevedibile e incontrollabile. Magari a me capita semplicemente perché incontro qualcuno che ti assomiglia, e per una frazione di secondo sei qui. Arrivi in un sogno nella notte e magari al mattino neppure ti ricordo. Qualcuno mi parla di te, e mi dice qualcosa che ignoravo. Non è il mio ricordo che ti fa restare o tornare, quello è solo nostalgia. Serve altro, che io non posso controllare, che puoi gestire solo tu. Se questo è possibile, e non so se lo sia, tu sei libera di farlo o non farlo, decidi tu come e quando, forse mai, forse non solo per me. Io so semplicemente che ho doveri e che non so se potrò onorarli. Spero egoisticamente di sì. Ciao,Viz.

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sabato 12 luglio 2025

La teoria del miraggio

Col passare degli anni ho mantenuto inalterati alcuni interessi, altri invece sono cambiati. Per certi ho perso ogni spinta, li ho rimossi quasi naturalmente. Qualcuno in passato si è pure offeso ma personalmente non ho perso nulla, probabilmente si è trattato di qualcosa di sbagliato sin da principio. Magari non è esattamente così, ma il mutamento esiste in ogni campo. A volte si tratta di evoluzione verso nuovi livelli, ma se succede che tutto finisca non è una tragedia. L’assetato tra la sabbia di un deserto vede una pozza d’acqua dove non c’è. I suoi occhi cercano e vedono solo quella, magari la sognano o la inventano. In tal modo, se l’acqua esiste ed è raggiungibile, la trova e si disseta, altrimenti niente. Tutto qui, banalmente semplice. Ti devo tante cose, Viz.

                                                                                                       Silvano C.©

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giovedì 10 luglio 2025

doni

Non credere sia quello che credi, quasi mai lo è. E anche se non sbagli troppo stai sicuro che vedrai qualche maschera, scambierai ombre per alberi, una frase non la capirai se non dopo aver vissuto, prima no. Solo l’irruenza inconsapevole dell’esordiente fa immaginare la sicurezza che, anno dopo anno, verrà perduta. Ne ho visto troppi così, pure io lo sono stato. Mi deridevano e pensavo di reagire nel modo giusto, avevo certezze irrevocabili e non trattabili che sono sparite nella nebbia che, solitamente, scende in certe giornate. A volte, durante alcune nevicate, ho avvertito il silenzio che dicono ovattato, forse perché i fiocchi ricordano l’ovatta che dovrebbe assorbire i rumori. Sia come sia le cose mutano. Ho indossato io stesso maschere che pensavo fossero quelle giuste per il momento e per il ruolo. Sono stato quello che dicevano di me. E intanto mentivo, raccontavo illusioni e non realtà. Ma ci credevo. Qualcuno ha iniziato a vedermi diverso, a leggermi come non mi piaceva. Mi ha fatto male, forse mi è servito ma intanto mi sono allontanato. Alcuni li ho perduti così. È inutile tentare di ritrovarli, non sono più quello che erano, e neppure io lo sono più. Una volta mi feci una maschera di cera, una cosa un po' macabra. Era il periodo nel quale, con la cera ammorbidita e colorata, costruivo candele e piccoli oggetti. Era la zia di mio padre che mi procurava grandi quantità di cera, che raccoglieva dove sapevo. Quella maschera e tutti quegli oggetti e le piccole candele li ho perduti da tanti anni. Ma la maschera virtuale non l’ho mai perduta, ha col tempo assunto forme diverse, alcune di queste ancora esistono, resistono. Tutto questo si potrebbe definire un dono, complesso e in parte falso, menzoniero. Di tanto in tanto qualcuno mi smaschera, io lascio passare il tempo e tento di far finta di nulla, pur accusando il colpo. Forse il mio solo vero dono è l’abilità artigianale che, in certe occasioni, ho saputo usare. Gli altri doni, quelli più importanti, li ho ricevuti da chi mi ha amato, perdonato, accettato e sopportato, e anche cercato. A tutti devo gratitudine, quella sì. Ciao, Viz.

                                                                                                       Silvano C.©

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mercoledì 9 luglio 2025

vita

Per apprezzare la tranquillità occorre aver avuto problemi, poi superati. È il contrasto che genera esperienza e conoscenza. Quando tutto nell’intero universo si sarà ridotto a particelle uguali, senza interazione tra loro, fredde e senza luce, la vita avrà fine. La natura è mutamento, continua evoluzione. Se questi cambiamenti finiscono tutto diventa inutile. Nulla deve andare da un luogo a un altro. Ogni interesse decade. Due che stanno litigando esistono. Chi ama e viene amato esiste. La guerra è tra vivi. Costruire è indice di attività vitale, sia si tratti di un palazzo sia si tratti di una tana. Soffrire è vivere, e anche stare bene lo è. Il bicchiere non sarà più mezzo vuoto o mezzo pieno alla fine di tutto, semplicemente non ci sarà più alcun bicchiere. Sino a quel momento molto potrà succedere, anche se tutti noi ci fermeremo prima e non lo vedremo. E poi non è neppure detto che tutto finisca, è solo una delle tante ipotesi. L’ignoranza esiste, viva l’ignoranza. Ciao, Viz.

                                                                                                       Silvano C.©

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