lunedì 6 febbraio 2023

Quel che resterà di noi

Potrebbe essere per un po' di tempo una semplice lapide, non troppo tempo perché altri vorranno il loro spazio e la loro memoria e a reclamarlo non saranno loro stessi. 

Nei sogni talvolta, a volte tanti anni dopo, forse per caso o dopo una cena pesante. E non si sa se noi ne saremo consapevoli, quello ci è oscuro. 

Resteranno cose scritte, qualche immagine, il ricordo di bassezze e generosità, spero di più le seconde. I brandelli sono destinati a perdersi e raccoglierli sarà un’impresa inutile contro l’eternità. 

Non so neppure se mi interessa in generale per un qualche dubbio malato o se in fondo penso solo a qualcuno, a te in particolare. 

Di me non immagino nulla, mi auguro solo di restare per qualcosa di positivo e che tutto il resto venga dimenticato. 

Di te però la cosa non mi va giù, mi irrita e non ho alcuna arma. Quello che scrivo o dico conta poco o nulla, non sarò mai un poeta o uno che fa la storia e quindi letto per tanto tempo. Noi due non abbiamo meriti che ci distinguano dalla massa, scompariremo senza danni. Dopo di noi il tempo e lo spazio saranno di altri, che ne disporranno a loro piacimento e provvisoriamente. 

A volte penso che sia quasi più reale il personaggio protagonista del romanzo che sto leggendo. Ciao Viz.

                                                                                                     Silvano C.© 
                   (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 5 febbraio 2023

Parallelismi

In una delle possibili vite parallele, quelle che non esistono e sarebbero state possibili solo se fossero avvenuti alcuni fatti o si fossero compiute scelte diverse, noi avremmo vinto in un modo strano 9 miliardi, suppongo di Lire o forse anche di Euro. Se vuoi ti spiego che in una fermata sotterranea della ferrovia ho saputo che la nostra 126 era stata estratta a sorte perché i proprietari ricevessero un premio di 9 miliardi. All’inizio ovviamente sono stato molto soddisfatto della cosa, ho subito pensato che avremmo potuto immediatamente smettere di lavorare e festeggiare il giorno stesso con un ottimo pranzo nel miglior ristorante vicino a casa nostra. Ho pure pensato che avremmo potuto curarci meglio e avere i migliori specialisti sul mercato, quelli che non sono accessibili con l’assistenza sanitaria pubblica e che ci avrebbero dedicato tutte le loro interessate attenzioni. Così sarebbero forse cambiate alcune cose, forse. Quando ho avuto modo di riflettere meglio ho realizzato che in effetti la 126 non era intestata a noi ma a mio padre. La cosa andava capita meglio e dovevo andare a chiedere informazioni. Un ulteriore problema era che la suddetta 126 ormai era stata demolita, non era più un’auto in circolazione. Per farla breve mi sono recato nell’ufficio che gestiva la gestione del premio e mi sono ritrovato alcuni conoscenti e amici pure loro in quel posto per l’identico motivo e per la stessa 126. Ma come poteva essere possibile? Quella 126 bianca e comprata usata praticamente l’avevi guidata quasi sempre tu e non altre persone, che sicuramente non l’avevano mai avuta intestata a loro nome. 

Niente da fare. Anche in ogni possibile e diversa vita alternativa alcune cose restano immutabili anche se apparentemente le possibilità sembrano aperte anche all’incredibile. Il tragitto dal punto di partenza al punto di arrivo può essere diverso, più o meno lungo, più o meno facile, ma i due punti alle estremità restano quelli. Per cosa allora cercare altre vite, ne basta una. Ciao Viz.

                                                                                                     Silvano C.© 
                   (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 4 febbraio 2023

Troppi posti

Penso che se avessi visto il doppio dei posti che ho visitato durante la vita questi non sarebbero tanti rispetto a quelli visti da altre persone che hanno letteralmente girato tra i continenti del mondo in aereo mentre io ho viaggiato solo per terra e per mare, mai per aria. Tuttavia sarebbero troppi se penso che ad ogni luogo dove sono arrivato ho associato un’idea, un ricordo, un oggetto, una piccola mania o qualcosa di irrinunciabile. Un vino, una ceramica, un soprammobile, un piatto, una cartolina, un’emozione, una litigata o la perfezione. Semplicemente non mi accontento, è un termine sbagliato, piuttosto mi ritengo vicino alla sazietà. Non ho esaurito la curiosità ma lo spazio per immagazzinare si è fatto col tempo sempre più ridotto. Posso fantasticare ancora o sognare di chissà quali novità, quello è umano, ma poi la pigrizia prende il sopravvento e la spinta a fare o a scoprire non riesce a spuntarla. Capito mi hai? Ciao Viz.

                                                                                                     Silvano C.© 
                   (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

 

venerdì 3 febbraio 2023

Uno dopo l’altro

Non serve prendere il numero per essere serviti, non è necessaria la prenotazione telefonica oppure on-line, nessuna fretta o salti di fila o corsia; saremo tutti, se non lo siamo già, morti. Sino alla chiamata possiamo programmare, fare alcune scelte, sperare o disperarci, vivere insomma. Dopo non ne ho la più pallida idea. Per il dopo ho qualche illusione, non so quanto realistica. Forse ci rivedremo, forse ci riconosceremo, forse alcune cose potremo riprenderle da dove sono state interrotte, forse, forse, forse… Continuo a sentire la tua assenza, alcuni giorni più di altri. Se mi giri attorno fai attenzione a non farti vedere, solo intuire o sospettare. E i giorni sembrano passare più in fretta. Un appuntamento fissato adesso per giugno mi sembra sia per domani, e poi ci sarò in giugno? Che domande inutili, quanta energia rinnovabile utilizzata a questo fine priva di un vero motivo e senza che molti capiscano la mia ottusa insistenza. Uno dopo l’altro, senza prenotazione ma solo pronti alla chiamata, obbligo assoluto di reperibilità perché con la Signora non si scherza. Ciao Viz.

                                                                                                     Silvano C.© 
                   (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 2 febbraio 2023

Il contrario

Mi sono svegliato allegro con la voglia di ridere. Mi sembra che ogni cosa vada per il verso giusto, che ogni persona che vedo o sento in questi giorni stia meglio di qualche tempo fa. Non è mancato nessuno, molti si sono ripresi da malattie anche gravi, hanno trovato un lavoro stabile o hanno risolto i problemi economici. Le guerre sono finite, finalmente, e gli sbarchi si sono praticamente azzerati. Anche gli ingressi di migranti a vario titolo sono spariti, non più necessari, il mondo è in pace più giusto rispetto a pochi anni fa. Le cure per ogni malattia o sono disponibili o si sa come poterle ottenere, e nessuno deve compiere viaggi lunghissimi per avere assistenza sanitaria. Tu sei qui con me, in casa, e ogni tanto mi chiami o mi chiedi perché trascorro tanto tempo al computer, se per caso non sto scrivendo un romanzo. I miei stanno nella casa comprata con tanti sacrifici e se la godono. Vedo gli amici di sempre e nuovi amici arrivano ogni giorno, riallaccio contatti che mi sembrava di aver perduto negli anni e scopro che una persona che credevo morta è viva e gode di ottima salute. Ecco la situazione, Viz, ma tu non ci sei più a dirmi quelle cose, la tua voce non mi arriva più direttamente, e io la cerco.

                                                                                                     Silvano C.© 
                   (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 1 febbraio 2023

Un gatto

Sono diventato gattaro perché sono riconoscente a chi ti tiene compagnia, estate e inverno, col sole e col gelo, sempre. So che tu non sei lì dove vengo a trovarti, lo so ma non mi importa. Tu diversamente da me non amavi questi luoghi, non li evitavi se era necessario ma non ci andavi come abitudine perché lo giudicavi non necessario. 

Sono stupido e gattaro. Il gatto al quale porto qualche cosa ogni giorno e che non si fa avvicinare più di tanto mi aspetta quasi sempre, quando vede che arrivo va a nascondersi per poi ricomparire quando ho deposto nel solito posto un po' di croccantini con qualche extra come il grasso del prosciutto o pezzetti di wurstel o quello che ho a disposizione. Evidentemente gradisce e io ne sono contento. So che non sei sola e che hai compagnia. Ciao Viz.

                                                                                                     Silvano C.© 
                   (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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