Ogni volta che da Verona iniziavamo a salire
lungo la valle dell’Adige diretti verso casa e si vedevano le nuvole portatrici
di pioggia tu iniziavi a cantarla, e a quel punto spesso la cantavo pure io,
che ovviamente sono sempre stato più intonato di te. Facci tornare ai nostri temporali…
Mi hai raccontato che una volta una maestra ti
aveva suggerito di fingere di cantare, quando stavi nel coro con gli altri
bambini, per non rovinare il pezzo assegnato a tutti. Che stronza quella
maestra, e come me lo dicevi divertita però, dopo tanti anni.
Ora mi manca la tua voce, ma ogni tanto, quando
inizia un temporale, come adesso, ti sento ancora, e ti rivedo come allora. Esattamente
come quando vedo passare una 600 metallizzata, o come quando…
Vabbè. Ciao Viz. Tanto non ti lascio andare.
Silvano C.©
(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte,
grazie)
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