martedì 28 settembre 2021

In trincea

Durante la guerra di trincea si attende l’assalto del nemico, nella speranza di saperlo contenere e di non essere colpiti dal fuoco delle artiglierie che di solito preparano questo assalto. Oppure si aspetta l’ordine di essere mandati all’assalto, in un gioco delle parti nelle quali i ruoli sembrano scambiarsi ma la morte arriva per tutti.

Non posso dirmi in trincea, è ovvio, ma la sensazione di essere sotto attacco non riesco a togliermela di dosso. Alcune residue certezze sembrano vacillare, inoltre avverto una sorta di aria di tradimento e di non riconoscimento da parte di chi invece avrebbe dovuto capire e non ribaltare la lettura della situazione.

Magari esagero, come spesso mi capita. Forse è solo normale dialettica relazionale nella quale sono coinvolto indirettamente ma pesantemente. Se tu ora fossi qui sapresti dirmi le cose giuste, lo sapresti fare. Tendo a drammatizzare e, al solito, aspetterò per vedere come andrà nei prossimi giorni. Non ho diritto di imporre una mia posizione e non saprei neppure che posizione prendere.  Del resto in trincea si devono solo eseguire gli ordini e aspettare. Magari poi il vero nemico non è chi indossa una divisa diversa, ma sono i topi, è il freddo, è la dissenteria, è il comandante pazzo o la pioggia che non smette. Ciao, Viz.

                                                                                   Silvano C.©  

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lunedì 27 settembre 2021

La domanda giusta

Mi sento tra due sponde, che magari sono anche più di due. Non so esattamente quale domanda fare e a chi farla, ma intanto vorrei avere risposte. Situazione al limite del ridicolo, così descritta, sicuramente assurda quindi reale come ogni cosa che mi riguarda. Pur non sapendo la domanda esatta ne ho immaginato alcune, me le sono pensate senza riuscire a capire dove volevo andare a parare. Malgrado questo ho chiesto, al limite della superstizione e senza neppure crederci troppo. Ovviamente non ho capito la risposta, e l’unica cosa di buon senso che credo mi riguardi è la famiglia. La famiglia è un valore. Tutto il resto è affidato alle ombre della nebbia, che fa il suo lavoro egregiamente, confondendomi ancor di più le idee. Forse è per questo che amo da sempre la nebbia, perché giustifica come causa esterna l’enorme confusione interna. Non ridere, Viz. Alcune cose le ho capite, ma sono una percentuale minima del tutto.

                                                                          Silvano C.©  

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sabato 25 settembre 2021

Schifanoia

Leggendo uno tra i tanti libri che possiedo che parlano della dinastia degli Este ho trovato alcune affermazioni che mi sento di condividere. I signori di Ferrara, sino al momento della devoluzione allo Stato Pontificio alla fine del XVI secolo, furono indubbiamente grandi, ma non in modo romantico come a volte vengono descritti. Probabilmente non amarono Ferrara come tale ma per il potere che comportava il governarla, non pensarono al bene del popolo ma ai loro interessi aristocratici, misero il loro mecenatismo al servizio della celebrazione della casata con giochi (come il palio di Ferrara e non solo) con rappresentazioni teatrali, con grandi ville che chiamarono Delizie. Furono intelligenti ed opportunisti nel combinare i loro matrimoni, mai per amore ma sempre per allacciare relazioni importanti, basti pensare che Alfonso I sposò Lucrezia, figlia del papa Borgia, e chi è interessato può approfondire il tema molto facilmente. Furono grandi egoisti, esattamente come credo di esserlo io per primo, degno (?) figlio di Ferrara che in effetti penso sempre cosa ci guadagno o ci rimetto con una certa scelta. E tradirono senza pietà anche i loro servi più fedeli, come Tommaso da Tortona, abbandonato al suo destino tremendo durante una rivolta che poi portò alla costruzione del Castello. Mi ci vedo con tutti i difetti estensi, e purtroppo non credo di potermi paragonare alla grandezza dei membri della casata. Mi consola sapere che anche il più potente tra gli uomini, alla fine, siede sempre sul suo culo. E la noia non la schifo perché solitamente non mi annoio. Se una cosa o un’attività o una persona mi stancano presto mi dedico ad altro. Questo è il vero e sano egoismo. Ciao Viz.

                                                                          Silvano C.©  

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venerdì 24 settembre 2021

Buon non compleanno

Ciao Viz. Non sono originale, lo so. Delle tante cose che potrei dire mi è venuta questa, a riprova che la mente segue le sue vie oscure, sottotraccia, e poi arriva a colpire. Anche un U-Boot, quand’era fortunato, arrivava inatteso a colpire chi era più sfortunato, durante il secondo conflitto mondiale. Il Terzo Reich non era riuscito a dominare la superficie dei mari, ma sotto il livello delle onde era divenuto temibile. Quella però era una guerra reale, combattuta, con morti ovunque. La vita che vivo è diversa, non sono coinvolto in guerre di alcun tipo, nessuno muore, ogni giorno è occasione di festa e di progetti nuovi per i giorni che verranno. La vita è questa, quindi buon non compleanno.

                                                                          Silvano C.©  

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