Non
sono impazzito, applico una legge della fisica, ma emotivamente.
Perderti
non posso, prima mi perdo io.
E
posso fare altro, distrarmi trovando notizie su luoghi che dovrei conoscere e
non conosco ancora, o abbastanza.
E
posso anche immaginare un tempo futuro, come la prossima primavera.
Posso
certamente continuare a parlare con te, citarti, ricordare i tuoi momenti che
altri hanno condiviso con me.
Se
mi allontano ti ritrovo, tu sei presente, e non solo come chi si chiama al
telefono da un’altra città e che non è accanto a noi ma immediatamente diventa vicino.
No,
io pensavo alla nebbia ed al sole visto attraverso la foschia che, in parte
offuscato, mostra una luce sostenibile e che non acceca.
E
pensavo, ancora di più, alle stelle. Se ora alzo lo sguardo verso il cielo
gelido e nero di dicembre vedo luci di stelle ormai morte, ma ancora presenti
nel mio universo visibile.
E tu vuoi essere da meno?
E tu vuoi essere da meno?
Ciao, Viz.
Silvano C.©
(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)
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