venerdì 29 ottobre 2021

Un silenzioso fracasso


Silenziosamente scendo le scale e mi affaccio alla finestra. Non accendo le luci e mi accontento della poca luminosità che viene dall’esterno. Quello che mi ha spinto a muovermi più che un rumore è stata una sensazione, ma dirlo meglio non saprei. Nello stretto vicolo vedo una lunga processione di figure scure, incappucciate forse, e tutte con un piccolo lume in mano. Nessun altro oltre a loro, e non vedo né l’inizio né la fine. Camminano lentamente e guardano solo chi sta immediatamente davanti. Ho l’impressione che il loro pensiero produca un brusio di sottofondo e resto a vedere. Non succede nulla, solo il lento avanzare di un numero incredibile di figure, non uguali ma molto simili. Attorno il silenzio non è rotto né da uccelli notturni né da gatti solitari, tantomeno da auto o moto. Rimango per un tempo indefinito, e intanto loro continuano a passare. L’iniziale silenzio diventa quel brusio che avevo intuito e lentamente si trasforma in un vero e proprio fiume di parole. Sembra che ognuno parli, dica qualcosa. C’è chi discute con chi viene prima o dopo, chi chiaramente pensa soltanto a voce alta e non dialoga con nessuno. Ci capisco sempre meno e intanto sembra che la notte inizi ad avvicinarsi all’alba. Alcune luci si accendono nelle case vicine e nessuno si affaccia alle finestre anche se la processione prosegue e non è più silenziosa, anzi, il rumore delle voci e anche dei passi è sempre più avvertibile.

Sembra che sia il solo a sentire il fracasso crescente prodotto dalle infinite figure che continuano a camminare una dietro l’altra, incuranti anche del sottoscritto perché nessuna di loro alza mai lo sguardo nella mia direzione. Io resto a guardare, e aspetto…

Ciao Viz.

                                                                          Silvano C.©   


    (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 28 ottobre 2021

I santi e i morti

Che odore ha la santità? È simile a quello del pane appena sfornato, dei campi in estate con i fiori selvatici o della brezza di terra alla sera in riva al mare e che sembra portare nostalgia per chi è lontano o per il tempo fuggito? È i morti cosa pensano dei fiori ricevuti un giorno all’anno, al massimo due e poi lasciati a seccare? Anche le donne si arrabbiano per le mimose consegnate d’ufficio un giorno all’anno se sono ignorate o peggio per tutti gli altri giorni. Non sono ancora morto e non sarò mai santo, ma difendo le categorie. A volte mi chiedo se i santi non siano troppi, o se piuttosto non siano pochi. In fondo la morte è certa ma la santità deve essere provata con un processo condotto da uomini, e gli uomini sbagliano, tutti gli uomini, anche le donne. Magari qualcuno penserà diversamente, ma ci sono sicuramente tanti santi laici, silenziosi, peccatori ma profondamente umani e disponibili se qualcuno chiede loro un aiuto. E i dolci ossa di morto? Forse ha un senso festeggiare la morte con segni di vita perché trattiene chi è partito e concilia chi è rimasto con tutto quanto non ha potuto o voluto dire quando avrebbe potuto. Non so se parlo da solo o parlo con i morti, forse entrambe le cose. I giorni si avvicinano, i fioristi quest’anno sperano di poter fare gli affari che lo scorso anno sono stati loro vietati per il rischio di contagio. Erano giorni più difficili di oggi, speravamo tutti in un vaccino, ed ora che lo abbiamo…

Ciao Viz. Vengo a vederti sorridere…

                                                                          Silvano C.©  

    (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

 

mercoledì 27 ottobre 2021

Se non guardo non ci sei

Se guardo ci sei

Se guardo non ci sei

Se non guardo ci sei

Se non guardo non ci sei

Le quattro affermazioni sopra, in sequenza, non sono necessariamente vere o false, troppo dipende dalle premesse non espresse. Sono un semplice esercizio binario, un po' come la sequenza 00, 01, 10 e 11 che sviluppa le variabili che si possono ottenere con sole due cifre prese due volte. In realtà io mi illudo che allontanandomi da un luogo quello stesso luogo rimanga inalterato sino al mio successivo ritorno, e anche se l’illusione è sempre smentita dai fatti e dall’esperienza, ci ricasco continuamente.

Ora, ad esempio, sono di sopra e una parte della mia mente continua a pensare che di sotto tu stai leggendo, dormendo, stirando o fumando. So che non è vero ma non lo so completamente. La mia memoria ti richiama viva e presente. Magari ricordo solo ciò che mi fa comodo e piacere, ma ugualmente non scordo i momenti negativi, le cose fatte o non fatte.

È il motivo che in molti casi ci aveva spinti a non tornare negli stessi luoghi di vacanza dopo troppi anni, per evitare delusioni. È la spiegazione logica che ci fa vedere immutabili le persone viste ogni giorno e invecchiate o cambiate quelle che si incontrano dopo anni.

Una parte di me vuole il futuro, progetta, spera o ha paura. Un’altra parte non lascia andare il passato, non accetta di perdere le persone né di vedersi cambiare. E le due parti convivono facendo a gara per vincere. Ciao Viz. Se hai capito di più spiegamelo.

                                                                          Silvano C.©  

    (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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