Basta nulla, e tu mi sei di
fianco. Dicono che non si vive dopo la morte, ma è solo un gioco di parole,
solo un gioco, e basta poco per cambiare il senso di ogni cosa quando tutto il
sistema di riferimento muta.
Cosa sarò e cosa sei ora non
so dirlo, nessuno ha prove, nessuno lo racconta permettendo di verificare la
verità delle sue affermazioni.
Posso solo dire che non si
vive dopo la morte, la vita è questa che mi resta e che hai avuto, che altri
continueranno dopo di me e dopo di noi.
Dopo però qualche cosa rimane,
e a volte ho una grande curiosità di scoprirlo, facendo finire finalmente quest’attesa
per certi versi assurda, che tuttavia devo riempire di senso ed azioni non completamente
stupide, non tutte cattive, possibilmente in grado di lasciare, dopo di me, un
giudizio accettabile. Non temo, credo, il castigo, né mi illudo di avere premi.
Non so neppure chi e cosa e se sarò, figurarsi il resto… Temo invece che chi
rimane, dopo di me, veda troppi difetti, troppe mancanze, troppi egoismi, e scopra
troppi scheletri nell’armadio. Vorrei che la mia storia fosse giudicata con una
certa benevolenza e così cavarmela, senza gloria e senza infamia. Uno tra i
tanti, da ricordare, ogni tanto e senza esagerare, per alcuni anni prima di
sparire per sempre qui.
Se dico che mi manchi questo
basta per dire che ci sei, in qualche modo? Quando compro qualche cosa che a te
piace(va) posso pensare che sorridi? E se quando ti vedo sorridere so che
veramente tu non sei mai lontana, posso dirlo?
Ciao, Viz.
Silvano C.©
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