mercoledì 4 maggio 2022

Quando arriva…

Rimuovo, rimuovo sempre, evito se posso, poi ci penso e tento di distrarmi, immagino cose e non ne ho conferme, mi viene paura, temo di rivedere quanto ho visto, non vorrei trovarmi in una situazione del genere ma so che non è nella mia libertà di scelta poterlo fare. So cosa si prova a vivere accanto ma non a vivere personalmente la situazione. Quando arriva la sentenza la vita precedente ne è stravolta, si inizia a mettere in fila i giorni, si tentano calcoli, ci si crede e nello stesso tempo non ci si crede. Si spera, immagino, sino alla fine, e poi si arriva ad arrendersi. Davanti alla Signora che cerca te personalmente c’è una sola possibilità, farla entrare. Può servire qualche metodo per addormentare l’io vigile e ingannarlo per aiutare a prendere sonno. Molto può servire, immagino, ma quasi mai si torna indietro e si può solo rimandare. E anche gli altri imparano inconsapevolmente a mentire, magari non capiscono o fingono essi stessi di non capire.

Jannacci cantava dicendo che ci vuole dignità, ma neppure quella viene concessa. Si può essere dignitosi con tanti ma non con tutti. Con qualcuno occorre abbassare le difese, il pudore, e a questo qualcuno immagino che chiediamo il segreto per l’esterno. Ecco, quando sento persone che mi dicono che stanno iniziando un altro ciclo di chemioterapia non so trovare le parole giuste. Neppure con te ho saputo trovarle, ho negato sino alla fine, ho programmato uscite di casa ad esempio per vedere i mercatini di Natale. Arrivederci, Viz. Poi mi spiegherai meglio immagino.

                                                                                                             Silvano C.©  

                   (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 3 maggio 2022

Se son fiori fioriranno

Le banalità costano poco e rendono ancor meno, un po' come alcuni proverbi in offerta speciale senza nulla di originale o gli affari imperdibili di fine stagione tipo comprare una maglietta che ormai fa troppo freddo per usare e che il prossimo anno sarà tragicamente fuori moda, adatta solo a stare in casa in isolamento fiduciario ma senza mettersi in videochiamata.

Eppure i fiori, se tali sono, fioriranno ad ogni nuova stagione favorevole e saranno una sorpresa mai scontata. Non so se il prossimo anno li rivedrò di nuovo, lo spero ma nessuno può dirlo. Quindi ora sono di nuovo sbocciati fiori da piantine messe a dimora mesi e mesi fa e che hanno superato l’inverno all’aperto. Con prove ed errori mantengo il micro-giardino che muta ma è colorato, porta vita dove sembra che la vita non sia più di casa, dove si ricorda quella che è stata. So che ti fa piacere, me lo dico da solo perché il tuo sorriso muto non conferma nulla ma neppure nega. Mi illudo, invento, vivo nel mondo dei sogni? Sinceramente meno me lo chiedo meglio mi sento. E di quanto pensano gli altri della faccenda mi interessa poco. Se qualcuno crede che io sia fuori dal mondo lo reputo uno stronzo, e così si chiude la discussione. Queste le mie parole di oggi, arrivederci, Viz.

                                                                                                             Silvano C.©  

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lunedì 2 maggio 2022

Oggi sono felice


Oggi sono felice.

Veramente?

No, ma sono sicuro che se vivrò qualche altro anno lo penserò di questo giorno.

E questo cosa dovrebbe insegnarti?

Esattamente non saprei, probabilmente che quello che ho non è molto meno di quello che hanno gli altri, e che in ogni caso non ha senso fare confronti tra persone diverse. Un po' come è priva di significato la domanda: “È più alto il pino o più dolce lo zucchero?”. Non esiste risposta sensata, l’unica è che sono più stupido io.

Esattamente. Ma non devi prendertela, è solo un’opinione.

Lo so, come so di rimpiangere non solo le vacanze in Grecia, con te, ma pure il dolore negli ospedali, il dolore tuo che per me era forza. Non so usare altre parole, arrivederci, Viz.

                                                                                                             Silvano C.©  

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domenica 1 maggio 2022

Cosa mi manca?

Da tanti anni non vedo il mare, veramente tanti. L’ultima volta a Rimini quasi non conta, ero andato per vedere una persona, anche se poi siamo finiti a passeggiare sulla spiaggia e sul molo. Mi manca? Penso di sì, ma non so quantificarne la misura, e non è che sia il mare a mancarmi, ma il resto che al mare era legato. Potrei sicuramente ritornarci ma non sono sicuro di volerlo veramente. Temo di ritrovarmi in un luogo e sentire di più la tua assenza. Quindi lo stesso del mare vale per altri mille diversi luoghi, dove mi capita di andare solo perché ho un motivo o per vedere qualcuno, non per il luogo in sé.

Ma se i luoghi non mi mancano, cosa mi manca?

Odio le sostituzioni, le soluzioni tappabuchi, le alternative uniche possibili quindi obbligate. Grazie no. Persone chiamate a svolgere il ruolo di altre e perché? Chi ho perduto mi deve mancare, e non per masochismo ma per correttezza. A me non farebbe piacere essere sostituito con qualcun altro o svolgere la funzione di tappabuchi. E se mi è capitato o non me ne sono reso conto qualcosa non ha funzionato…

Tu mi manchi, mi devi mancare ma non vorrei che mi mancassi, e non per dimenticarti ma solo perché ti vorrei di sotto ancora a chiedermi se sto scrivendo un romanzo. E in effetti me lo chiedi, lo so. Arrivederci, Viz.

                                                                                                             Silvano C.©  

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