domenica 9 dicembre 2018

una stella

Per mantenerti devo allontanarmi.
Non sono impazzito, applico una legge della fisica, ma emotivamente.
Perderti non posso, prima mi perdo io.
E posso fare altro, distrarmi trovando notizie su luoghi che dovrei conoscere e non conosco ancora, o abbastanza.
E posso anche immaginare un tempo futuro, come la prossima primavera.

Posso certamente continuare a parlare con te, citarti, ricordare i tuoi momenti che altri hanno condiviso con me.
Se mi allontano ti ritrovo, tu sei presente, e non solo come chi si chiama al telefono da un’altra città e che non è accanto a noi ma immediatamente diventa vicino.
No, io pensavo alla nebbia ed al sole visto attraverso la foschia che, in parte offuscato, mostra una luce sostenibile e che non acceca.
E pensavo, ancora di più, alle stelle. Se ora alzo lo sguardo verso il cielo gelido e nero di dicembre vedo luci di stelle ormai morte, ma ancora presenti nel mio universo visibile. 
E tu vuoi essere da meno?

Ciao, Viz.

                                                                                    Silvano C.©   

(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 6 dicembre 2018

disposizioni testamentarie

Non ne abbiamo mai avuto bisogno, non ne abbiamo mai sentita la necessità. 

Ci confidavamo le idee di fondo, e concordavamo. Su certi temi non abbiamo mai avuto il minimo dubbio sul come agire in determinate situazioni. Avevamo pure il conto cointestato, come quasi tutto il possibile. Quindi poi, quando mi chiesero, quando la burocrazia mi distrasse per troppi mesi con pratiche a volte logiche altre snervanti, risposi sempre che non avevi lasciato alcun testamento. Ancora oggi certe scadenze a lungo termine, ma mi piace pensarle come entità dotate di vita inorganica e con la coda lunga, mi inseguono.
Ora la cosa mi pesa, un po’. Mi sento addosso la responsabilità di mantenere le tue volontà che vanno ben oltre un qualsiasi particolareggiato e puntiglioso atto notarile. Si avvicina a grandi passi il Natale, il terzo senza la tua presenza, ed ho deciso, mi hai fatto capire, che è ora di mettere anche le luminarie sul balcone. Un paio di anni fa, il 17 dicembre, non le accesi più. Un anno fa neppure le esposi, rimasero in cantina. Quest’anno, porca miseria, basta. Devi rivederle, devi poterle rivedere, ed un po’ festeggiare. Devo smettere di comportami come se avessi il morto in casa, questo non lo hai mai accettato, quindi, certo di rispettare le tue volontà mai scritte, accenderò le luminarie. 
Per tutto il resto, per quello che tu vorresti realizzare o definire o indirizzare sei pregata di farti capire, ed io, cascasse tutto quello che deve cascare, eseguirò. Se mi avessi detto di dare le tue scarpe nuove a qualcuno ora sarebbero già consumate. Lo stesso per un libro, una giacca, un qualsiasi altro oggetto tuo. 

Ma non hai avuto il tempo (o forse sì ma non lo saprò mai) di immaginare il dopo di te. Mi fa male pensarlo. Se hai avuto questi sogni premonitori hai saputo tenermeli ben nascosti. Non hai ceduto alla debolezza che avrebbe rovinato alcune ore, poche ma importanti.
Quindi, ora, sarà così. Io muterò il minimo indispensabile, non progetterò nulla di innovativo se non sarò obbligato e comprerò ben poco di nuovo, come ad esempio libri di recente pubblicazione, salvo le ovvie eccezioni. Per vestirmi ho troppo nell’armadio, e mi fa piacere, poi, sapere che tu mi hai visto con quella particolare camicia o giacca etc. Mi innervosisce consumare calze che tu mi hai regalato. E non dirmi, per favore, che non ti parlo. Lo faccio ogni giorno, ti vengo a trovare quando esco, con la luce del giorno o col buio della sera che scende. E mi tornano alla mente momenti, tanti momenti, brutti, belli, difficili, ma che rivorrei tutti indietro, perché tu eri qui, e mi dicevi di cosa avevi bisogno o perché stavo sbagliando. Ora tento di ricordare e di mantenere la memoria non solo nostra ma di tutti. Tento di far rivivere la storia comune, mi getto in discussioni a volte senza speranza di spuntarla, ma lo faccio perché devo. 
E sai perché devo, lo sai. Mi devo ubriacare e non pensare.
Ciao, Viz.

                                                                                    Silvano C.©   

(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 28 novembre 2018

strauben


Due anni fa potevo ancora sorridere, ci riuscivo con un forte senso di egoismo, per leggerezza ed incoscienza, rimuovendo troppe verità, ma ci riuscivo. Dopo, poco dopo, ho smesso di farlo. Molte volte, sia chiaro, ho sorriso in questi due anni che sono seguiti, ma ho molto finto. Mica si può sempre avere il viso nero e l’espressione di un condannato a morte.

E così mi viene da pensare alla Signora.  A volte mi chiedo quanto pietosa o quanto stronza possa essere. Me lo chiedo e non so darmi risposta.

Mi dissero in modo esplicito che feci male a comprare quella carrozzina, e pure tu l’accettasti con molte resistenze, ma lo rifarei. L’usammo solo tre volte, ed una di queste fu il 28 novembre 2016, quando, al mercatino di Rovereto facemmo in breve giro (l’ultimo) e assieme ci assaggiammo un piatto di strauben. Da allora li mangiai ancora una sola volta, con te, una settimana dopo, e ricordo luogo e occasione, e poi poche altre volte, dopo, per dovere, pensando a te. Non sai le volte che, facendo spesa, ti vorrei comprare qualche cosa. Non sai le volte che una data del calendario mi apre un abisso sotto i piedi, oppure cosa provo quando rivedo un certo luogo dopo anni.

Io, perdonami, ho donato alcune cose tue, poche, perché mi sono fermato in poco tempo. Ti ho pure rubato un cassetto dell’armadio, ma, a mia giustificazione, ti ricordo che sono 5. Tu ne hai avuti 3 molto a lungo. Ora ne ho 3 io, ed un po’ me ne sento in colpa, ma, se per caso tornassi, se la Signora potesse fare eccezioni, troveresti ancora quasi tutto, e quello che manca lo ricomprerei con molta allegria.
Ma quegli strauben erano buoni, ammettilo Viz.

                                                                                    Silvano C.©   

(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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