domenica 19 agosto 2018

preghiera atea

Te lo vado dicendo da giorni, molti giorni, troppi giorni. Un mese e più. Non passa giornata che non tenti di trascinarti al di qua della linea oscura con una scusa o con l’altra. E prego, a modo mio, non riconoscendomi in nulla di ciò che si intende per fede, e, malgrado questo, senza alcun bisogno di negare. Non ho prove di alcun genere, mi creo modelli indimostrabili e a volte, per periodi più o meno lunghi, mi ci appoggio, mi illudo.

A proposito di modelli poi ne avrei da dire, perché ciò che per me è regola di vita, o modo che mi permette di andare avanti nelle giornate senza dover pensare ad ogni mia singola azione, in realtà è, appunto, un modello, una costruzione che funziona sinché funziona, che altri giudicano sicuramente inadeguata; gli altri ne hanno altri, non peggiori né migliori, altri.
Accetto chi prega, in parte invidio chi lo fa, ma oltre non vado.
Accetto la fede, l’ateismo e il distacco laico di chi non vuole imporre nulla.
Odio profondamente l’integralismo acritico e prevaricatore, che non è umano, ma è una prova dell’esistenza del male, o del maligno, se ne servisse una, contraddicendomi.

È da giorni e giorni che vago in questa terra di nessuno. Ti parlo continuamente, certo, non ho mai smesso di farlo, ma con te mi posso permettere di ripetermi quasi all’infinito, di chiederti spiegazioni, di lasciami andare alla nostalgia ed al peggio che mi passa per la mente, oltre che all’orgoglio di alcune riflessioni, che non mi consolano ma almeno un po’ mi aiutano. Continuare a farlo pubblicamente invece annoia, stanca, allontana, è ripetitivo ed inutile.

Poiché non so pregare anche se entro nelle chiese, e visto che non ho fede, io posso concepire solo una preghiera atea, per quello che vale o conta o serve. Tu sorridi, lo so. O forse non lo fai, per rispetto, e non so più nulla.
Certo è che io tento da tempo di buttarmi in ricerche sul passato per allontanare il presente che non mi piace, mi annullo, o vorrei farlo, dandomi uno scopo. Ho già un impegno fondamentale, al quale voglio fare onore e che già da solo è un motivo più che sufficiente. Ma mi manca la tua voce, la tua voce anche solo al telefono. A questo non trovo rimedio, e mi allontano un po’ dai ritrovi in rete. Non hanno colpe le altre persone, in questo, è solo colpa mia e della mia incostanza. Degli altri ho bisogno, malgrado tutto. Ed alcuni mi sopportano, o mi sono più vicini.

Ed altro non mi va di aggiungere, per ora.
Non serve dire ogni cosa, vero Viz?


                                                                                    Silvano C.©   

(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 10 agosto 2018

ho appena distrutto il tuo (il nostro) posto delle fragole

Ho appena distrutto il tuo posto delle fragole, il nostro, perché così l’avevo immaginato e poco a poco fatto crescere.
La stupidità umana, e l’invidia, mi hanno costretto a farlo.
Non ho neppure tentato di discutere.
Non ne valeva la pena, con alcuni esseri umani il dialogo mi riesce sempre più difficile.
Era uno, uno soltanto, dei tanti modi per trattenerti, per mantenere vivo il tuo sorriso.
Altri, tanti, me ne restano, e altri, tanti, ne troverò col tempo, o li inventerò. La fantasia non mi è mai mancata.
Mi dissocio da molti dei miei simili, lo sai, mentre tu in realtà hai sempre sorriso di questo mio modo di pensare, e sorridi ancora, lo so.

Altro non mi va di aggiungere, per ora. Non serve dire ogni cosa, vero Viz?


                                                                                    Silvano C.©   

(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 5 agosto 2018

Ti ho vista, all'incrocio tra via Madruzzo e via Endrici, ti ho immaginata, ci siamo passati tantissime volte, eri tu, e allontanandoti mi hai detto, ho pensato che tu mi abbia detto:
- Lasciami andare, Silvano. Smetti di piangere, e vivi -
E io ti ho risposto:
- No -

giovedì 26 luglio 2018

padrone della mia vita

Padrone della mia vita non lo sono. Non lo sono stato mai, anche se mi sono illuso di esserlo. Non potrà mai succedere, né prima né poi, per fortuna o per caso.

So semplicemente che un tempo facevo, correvo, pensavo, mi illudevo. Dilatavo il tempo e curvavo lo spazio adattandolo a ciò che volevo. 
Ora, a posteriori, penso di averlo fatto. 
Ed ho sbagliato troppe imprese, e così ho ferito molte persone, ferendomi. 
Lo rifarei, quasi certamente.
Mi gettavo in fantasie da realizzare con o senza di te, e potevo permettermi il lusso di ignorarti perché ti sapevo presente

Ora continuo a fare, solo con maggior attenzione. 
E corro ancora, malgrado gli acciacchi.
Penso a quello che mi aspetta o che vorrei cambiare, o completare. Ovviamente illudendomi, perché non cambio nulla, né tantomeno concluderò mai alcunché. 
Però avrò iniziato tanto, certamente, e ormai senza speranza di vederne la fine, il compimento.

Se tutto quello che mi prende e continuo a far agire al posto mio devo valutarlo nelle sue motivazioni profonde la risposta è una sola, e ambigua: voglio fuggire dal tuo dolore, perché il ricordo mi genera dolore, e rimpianto e nostalgia. 
Ma lo faccio solo per te. 
Continuo a cercarti in val di Fiemme, in un archivio fotografico pieno delle tue tracce, nei cibi che amavi, e poi, mentre ti cerco, mi distraggo, e mi ritrovo in un luogo dove era passato tuo padre, in un suo piccolo quadro che ritrae il Trentino dipinto con la sapienza e la calma di un sardo.

Fuggo da te per trovarti. 
E se non ci sono, apparentemente, è perché devo ubriacarmi senza lasciarmi prendere dai pensieri tristi. 
Agire, fare, reagire e rifare, e poi continuare di nuovo, ogni volta adattandomi e senza cercare scorciatoie. 
Chi non mi segue mi perderà. 
Chi non ti segue mi perderà. Ed io seguo te, ovunque tu sia. 
Ogni giorno ti penso anche se qui ti scrivo di meno.

Ho sbagliato? Lo sai. Sbaglio ora? Non mi interessa. Da perdere ho ancora troppo, conosci i miei pensieri, ma ora sono certo di non sbagliare, almeno in questo. Non sarò mai padrone, no, ma un po’ posso ancora decidere.

E intanto resto sempre qui, e non serve dire ogni cosa, vero Viz?


                                                                                    Silvano C.©   

(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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