sabato 3 settembre 2022

Se…

Se mi chiedessero a bruciapelo dove vorrei andare o dove vorrei essere probabilmente risponderei diversamente ogni volta. Se tu me lo chiedi ora so dove, sulla Fraueninsel nel Chiemsee. Perché proprio su quell’isola in quel lago? Lo so perfettamente perché e lo sai anche tu ma non è necessario dirlo a tutti, ci basta che siamo noi a saperlo. Nulla di segreto tuttavia né di tanto curioso e chi andrà o è andato in quei luoghi la risposta credo che la troverà o la sappia già. Se poi le domande fossero altre, perché so che può capitare, probabilmente sarebbero un’occasione per ricordare, mi porterebbero altri anni ma non è detto che risponderei. In fondo non è necessario avere le risposte ma sempre tante domande, almeno due nuove per ogni risposta ottenuta o solo immaginata in modo da rendere infinita la ricerca e vedere che l’albero continua a crescere ogni anno con nuovi rami. E poi vedere altri alberi che arrivano a sostituire quello ormai vecchio. È così che funziona, sempre così. Ma intanto mi piacerebbe essere sulla Fraueninsel nel Chiemsee. Ci dobbiamo tornare Viz, magari con una gatta, se si fa convincere a viaggiare.

                                                                                                     Silvano C.©  

                   (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Il mestiere del rilegatore

Ho ascoltato chi si lamentava della propria solitudine e chi, per pudore, sorvolava su questa situazione sorridendo e parlando d’altro. Siamo stati invitati a cena io e Viz tanti anni fa da una nuova conoscente che ci sembrava simpatica. Appena entrati in casa sua abbiamo avvertito l’odore di cucina che aleggiava ovunque, sgradevole. Poi abbiamo visto la pila di piatti, padelle, pentole, bicchieri e posate accumulati sul lavello con lo sporco di giorni. Abbiamo assistito alla pulizia sommaria sotto il semplice getto d’acqua fredda di quello che le serviva per cucinare e poi alla preparazione del pasto. Siamo sopravvissuti, altro forse non serve aggiungere. Ho invitato un’amica a teatro quando organizzavo questo tipo di uscite in modo seriale e mi ha detto di no. Quando ha saputo che c’era anche il mio amico più importante del momento ha cambiato decisione ed è venuta pure lei. Quel mio amico qualche anno dopo sposò un’altra, e questo è il solo commento che mi sento di fare. Ho chiuso con rabbia un rapporto gettando tutti i regali avuti dopo che lei mi aveva fatto capire che non andavo bene, che lei non era giusta per me e viceversa. Quasi certamente aveva ragione. È rimasta mia amica ma la sento poco. Ho sentito in questi giorni a decine i politici soffiare sul loro fuoco per creare un nemico da combattere, come se l’importante non fossero le idee ma l’avversario che non deve vincere. Ho seguito gruppi solo per bisogno di compagnia, persone con le quali avevo poco da condividere e dalle quali ero anche deriso, oltre che utilizzato. Ho accettato tutto perché lo ritenevo un necessario pedaggio per la mia maturazione, per superare i miei limiti, una palestra insomma in vista di un futuro che speravo diverso. Per molto tempo ho cercato l’amicizia e non l’amore, che confondevo col sesso. Mi andava bene così, e intanto tessevo rapporti, conoscevo persone e ambienti. Ora sono alla ricerca di un rilegatore che sappia unire i capitoli in disordine e cucirli secondo un filo logico. Non so se esiste la vaga possibilità che avvenga, forse solo io sono in grado di farlo, col tuo aiuto, Viz.

                                                                                                     Silvano C.©  

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venerdì 2 settembre 2022

Una mappa è utile ma non indispensabile

Se esco dai miei soliti percorsi e non so dove dirigermi mi serve una mappa. Niente navigatori satellitari che senza energia non vanno. Niente affidamento alla fortuna, perché scegliere una direzione a caso non è il massimo. Niente richiesta di informazioni a chi passa, potrebbe non passare nessuno o potrei incontrare chi non sa dirmi quello che mi serve. Niente a parte una mappa, con la sola condizione di sapere il punto dove mi trovo. Poi ovviamente la mappa potrebbe essere un po' datata e non più aggiornata con la nuova viabilità e sarei probabilmente obbligato ad allungare il giro. Tuttavia se so dove mi trovo e ho una mappa prima o poi arrivo. A volte ho scoperto per caso luoghi che non sapevo quanto fossero interessanti. In altre occasioni sono arrivato alla meta molto più tardi di quanto avevo programmato. Le variabili sono talmente tante che la mappa offre solo un punto di riferimento, rimane uno strumento umano e fallibile. Quindi alla fine mi andrebbe bene anche senza una mappa. Perché non dovrei arrivare anche ad occhi chiusi dove mi interessa veramente, alla mia età, dopo essermi perduto migliaia di volte e altrettante ritrovato? In fondo non so esattamente dove sono diretto quindi con o senza mappa che differenza fa? Mi ricordo di quella volta che, assieme, sapevamo esattamente dove stavamo andando e non ci eravamo perduti ma una gara ciclistica ci aveva bloccati e ci siamo fermati a pranzo in un locale dove, in seguito, siamo tornati molte volte. Non si sa mai esattamente dove si arriverà, né quando. È una delle cose belle della vita. Ciao, Viz.

                                                                                                     Silvano C.©  

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giovedì 1 settembre 2022

Silenzio e Tempesta

Stamattina ero fuori casa prima del solito e guardavo il cielo sopra di me. Un cielo variabile. Verso nord vedevo ampie zone di sereno, il blu sottolineato da piccole nuvole bianche. Verso sud grigiore, movimenti negli strati alti e instabilità. Silenzio e Tempesta, ho pensato, stanno discutendo. Nessuno dei due si fa convincere. Lui vorrebbe non pensare a nulla, stare in pace e rilassarsi mentre l’estate lentamente finisce. Lei è arrabbiata con lui, vorrebbe che si svegliasse una buona volta e affrontasse la realtà che non è mai quella ideale e bucolica che si sogna. Eppure ognuno dei due sa che l’altro non ha tutti i torti, le prove sono evidenti nel loro giocare in cielo sopra le nostre teste anche se non sempre ci facciamo caso. I due stanno pensando di avere qualche figlio assieme. Condividono l’idea che dovranno essere diversi perché avranno il compito di continuare in futuro il loro lavoro, quindi come minimo saranno due, non conta se maschi o femmine.

E poi, tornando a casa, ho pensato ai miei genitori. Alcuni tasselli di questa microstoria di fantasia sembrano portare a loro. Nulla nasce completamente dal nulla, magari si modifica, si evolve, ma in origine esisteva già qualcosa. Ciao, Viz, allo stesso modo nulla finisce in nulla.

                                                                                                     Silvano C.©  

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