Se fossi andato a quel pranzo coi miei adesso loro sarebbero qui? Domanda inutile, certo che no, ma avrei dato loro una soddisfazione, e allora pensavo che ci sarebbero state mille altre occasioni. Alla prova dei fatti le occasioni poi non ci furono più con le stesse premesse, avrei dovuto capirlo o immaginarlo. E tutte le volte che uscii a cena con mio padre, dopo che mia madre se ne fu andata, hanno contribuito a trattenerlo un giorno in più? Questa risposta mi viene più difficilmente, perché ad influire sul desiderio di vivere di una persona influiscono tanti fattori apparentemente lontani e il desiderio di vivere, penso, fa vivere di più. Quindi confesso la mia colpa, una delle tante e non la più grave, sono sensibile a modo mio e in maniera soggettiva, non necessariamente corretta e disponibile. Quando sarà il momento di elencare quello che avrei potuto fare con te credo che mi nasconderò. Cose ne ho fatte, e tante, ma credo non sia sufficiente ad assolvermi. Per fortuna non ho mai svolto il ruolo di giudice, quello non lo avrei sopportato. E anche quando per lavoro mi sono avvicinato a questa funzione la cosa migliore che potevo fare era quella di assolvere. Ma assolvere gli altri non è lo stesso che assolvere sé stessi. Ciao, Viz.
Silvano C.©
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