mercoledì 13 maggio 2026

Cerchi

Ascolto versioni diverse della realtà, nessuna con l’iniziale maiuscola. Rimango colpito dalla capacità di narrazione di alcuni che magari mentono, sanno di mentire e malgrado questo trovano chi a loro crede oppure presta attenzione, per interesse personale o sbagliando clamorosamente. E poi ascolto altri, magari in buona fede o quasi, che dicono quanto è più vicino alla realtà, secondo la mia opinabile opinione, e tuttavia non hanno capacità narrative, non hanno seguito alcuna scuola di recitazione e sul piano della comunicazione hanno meno capacità. 

Amicizie ne ho avute che mi hanno affascinato, e che a lungo mi hanno influenzato. Per un amico ho pianto, quando tra noi tutto è cambiato e l’ho capito una sera. Assieme sapevamo narrare, lui più di me. Poi le cose sono cambiate, il tempo ha portato nuovi modelli ai quali uniformarmi, almeno in parte. Adesso mi sembra di essere nudo e senza protezione, riconosco chiaramente o intuisco le falle piccole o grandi nei racconti che mi vengono fatti, cerco nuovi abiti per uscire tra le altre persone ma quelli che sino a ieri mi andavano adesso non sono più di moda. La moda attuale proprio non la capisco. Esco di meno e possiedo un abbigliamento ridotto per le scelte che mi sono possibili quindi ho poca spinta a rinnovare il guardaroba. 

Immagino cerchi concentrici, come quelli prodotti da un sasso che cade nell’acqua stagnante di una superficie tranquilla. Mi sembra di essere al centro e, attorno a me, le narrazioni che si allontanano anche dal senso comune e dalla minima realtà possibile. So che non sono al centro di nulla, ovviamente, è solo una rappresentazione del senso di solitudine che provo, isolato e tuttavia con persone che parlano con me, ognuna con le proprie parole, quelle che a volte uso pure io ma anche altre, e tra queste alcune non le capisco proprio. Quando mi parlavi tu quasi sempre capivo e condividevo. Quel tempo è finito a continua a finire ogni giorno nuovo che arriva.

                                                                                                                     Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 12 maggio 2026

Pirulin

Mi sveglio nella notte, segno dell’età. Poi, prima di riprendere sonno: Pirulin, Pirulin cantava.

Partire implica ritornare? Un tempo, anni fa, ne ero sicuro.

Dove vivo qualcuno ruba e viene preso, altri rubano e non vengono presi. Capita che una donna venga uccisa solo perché passa nel momento sbagliato nel posto dove abita un parente. Un mattino trovo l’auto col finestrino anteriore laterale sinistro spaccato ma è stato solo un gioco, non hanno toccato nulla all’interno. Davanti a una pizzeria a due passi dalla mia porta di casa una sera fanno a botte e arrivano due auto di polizia e carabinieri.

Tutti i luoghi dove sono stato mi hanno lasciato qualcosa, alcuni solo oblio.

Tutti i luoghi dove sono stato con te li rivorrei indietro in quei momenti precisi. Non è escluso in assoluto che possa accadere.

Pirulin, Pirulin cantava.  

                                                                                                          Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 11 maggio 2026

L’amore torna

Ho letto che l’amore torna nei luoghi che abitava, che torna dalle persone che ha conosciuto, che supera le assenze e gli spazi e il tempo. Personalmente non saprei confermarlo né smentirlo, non so definire l’amore e non so se ho veramente amato. Sono certo che, se ho amato, è stato in modo insufficiente e ora è tardi per riparare. Quindi l’amore potrebbe tornare, in un certo senso, per colmare qualcosa, per concludere e contemporaneamente continuare. Dire altro e oltre diventa rischioso. So per esperienza vissuta che a volte arrivi all’improvviso, che ti vedo alla guida di una Seicento, che sento l’odore del fumo della tua sigaretta e che dietro un angolo potrei incontrarti. Dove siamo stati ti ritrovo, impossibile non farlo. 

Mi fa arrabbiare che in quell’appartamento non ci siamo mai ritornati assieme, che non lo hai visto finito e risistemato. E alla fine, visto che con te non posso più tornarci e a nostro figlio non interessa, lo venderò. Cosa c’entra questo con l’amore? C’entra, come quasi ogni mia scelta fatta nel corso degli anni, perché nelle decisioni la spinta cosciente o sottotraccia arrivava sempre alla ricerca dell’amore, da quello meno nobile a quello senza il quale non si è vissuto.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 10 maggio 2026

Paradigma

Come fu all’inizio non so, eppure fu importante, sicuramente. Seguirono anni di lente scoperte con persone, luoghi, modelli e maestri. Poi il tempo iniziò lentamente ad accelerare e non me ne accorsi neppure, mi rapportavo all’eternità senza rendermene conto. Traslochi, mutamenti di orizzonte e interesse. Da vittima a carnefice, quasi. Le ragazze le vedevo ma le ritenevo lontane. Dentro di me la figura femminile immaginata e desiderata non si sovrapponeva a quella reale, e anche le prime amicizie femminili erano solo tali, non altro, non il desiderio che restava nascosto. Ero inadeguato a me stesso, non vivevo, e quando me ne resi conto cominciai a cercare soluzioni che non ho confessato e non confesserò mai a nessuno. Adesso che il tempo scorre veramente veloce, che ha portato via te e molte altre persone, che ha modificato l’insieme e mi fa vedere mancanze e difetti che prima neppure notavo, che mi fa capire come sono diventato vecchio anche solo sentendo la musica trasmessa da radio e televisione cerco ancora, ma non so cosa.

                                                                                                                Silvano C.©

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sabato 9 maggio 2026

Vivo mese per mese

Ci sono scelte, probabilmente tutte le mie, che dipendono dal momento storico e dalla situazione personale, dall’emotività e dall’impressione che sia possibile prevedere quanto avverrà. Eppure bisogna vivere e farle, quelle scelte, puntando su qualcosa da realizzare. E così mi ritrovo, adesso, a rinunciare a quello che non mi appartiene più mentre sino a quindici giorni fa ci restavo appiccicato come una patella allo scoglio. Quando l’ho capito? Forse da molto tempo, ma solo a livello subliminale, senza averne consapevolezza. E adesso? Adesso la decisione è presa e le cose seguiranno il loro corso naturale, senza fretta anche se con un po' di ansia e preoccupazione. E dopo? Quello che proverò e sentirò dopo non so prevederlo, vivo alla settimana, al massimo al mese.

                                                                                                                Silvano C.©

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venerdì 8 maggio 2026

Le cose perdute

La vita è mutamento, inutile opporvi resistenza. Quello che possiedo oggi domani sarà perduto e anch’io mi perderò senza lasciare troppi a rimpiangermi. Sicuramente come persona conto più delle cose, quindi nessuna delle cose che ho perduto o perderò conta più delle persone alla quali ero e sono legato. La perdita di oggetti, auto, case, biciclette, libri o intere città è solo una conseguenza del mutamento necessario alla vita e quindi delle stesse persone, che col tempo invecchiano e muoiono oppure si allontanano, e non c’è nulla da fare. Del resto invecchiare è una ricchezza non concessa a tutti in egual misura, e poter godere di una porzione maggiore di vita comporta anche i suoi aspetti negativi.

                                                                                                                Silvano C.©

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giovedì 7 maggio 2026

Quanto costa un sogno?

I sogni sono progetti che volte si realizzano altre volte no. Può capitare che le premesse ci siano e poi, in corso d’opera, qualcosa vada storto e, col tempo, la situazione muti tanto da far perdere la forza iniziale e che si nasconda alla vista l’obiettivo finale. Ora, per non essere venale, voglio scordare che per un mio sogno il denaro sia stato importante quindi intendo pensare solo all’investimento emotivo, ai legami con le persone e il territorio, alla mia storia che ha accompagnato tutti i progetti. Ecco, parte di quello che ho realizzato anche grazie a te, ora che non ci sei più, per me vale meno, si è svalutato più che con l’inflazione economica. Quel sogno mi costa perché ha coinvolto desideri, speranze, visioni future, illusioni e pure il senso della vita. Tutto il resto non lo so ma intanto le decisioni le prendo, e vedremo cosa avverrà.

                                                                                                                Silvano C.©

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