I cicli, per loro tipicità, tendono a ripetersi in modo uguale o
simile, ma non sono necessariamente destinati agli stessi individui. In altre
parole quello che vivo ora è possibile sia un ciclo vissuto già da un numero
inimmaginabile di persone, ed è anche ugualmente possibile che le mie esperienze
si susseguano in modo ripetitivo conservando analogie legate alle mie tipicità,
alle abitudini, ai vizi e alle virtù. La vita mi si ripresenta sotto vesti che
coprono la vecchia continuità. Potrei pensare, e lo penso in effetti, che mi mancherà
Ferrara, tuttavia non è la nebbia di Ferrara che mi mancherà, o le sue strade,
i suoi cinema e il suo mare non troppo lontano. Sono piuttosto i miei anni di
allora che mi mancano già, sono le persone, le cose perdute, la vita di un
tempo che ormai non è più. In fondo non vorrei tornare indietro seguendo una
nostalgia insana e irrealizzabile e quegli anni particolari non sono stati solo
rose e spettacolo, anzi, parte di quel periodo non avrei mai voluto viverlo. C’è
stato un lungo momento nel quale ho pensato che con te un giorno sarei tornato
nel nostro appartamento, che avremmo trascorso giornate piacevoli tra le vie
medievali e nelle librerie cittadine, che saremmo andati al cinema o a teatro,
che avremmo trascorso serate piacevoli con gli amici. Tutto è finito, e l’ho
capito in modo chiaro da poco più di un mese. Avrei dovuto rendermene conto
molto prima, i segnali li avevo avuti tutti.
Silvano
C.©
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nessun problema se si cita la fonte, grazie)