martedì 21 aprile 2026

Questione di lato B

Ci siamo regalati anni belli e anni difficili. Ora, dopo tanto tempo, devo ammettere che quando attraversavo momenti nei quali perdevo la testa eri tu che restavi obiettiva e pragmatica. Io mi sfogavo contro incolpevoli porte e tu reagivi andando a far ricerche e colpendo in modo puntuale e legale chi ci aveva ingannati portandoci dentro un duplice fallimento che rischiò di farci andare sotto i ponti. Però sono i momenti belli che rivorrei indietro, tutti, a partire dai giorni nei quali ti scattai quella bellissima foto in bianco e nero nella quale sorridi e sembri una zingara. Eravamo in uno dei lidi di Ferrara, ora noti come lidi di Comacchio. Quando ero in buona ero inarrestabile, una forza della natura, non mi spaventava nulla, ma bastava che arrivasse una nuvola un po' diversa dal solito e cominciavo a prevedere ogni tipo di conseguenze nefaste. Mi servirebbe un setaccio per scartare le cose sbagliate che feci con te e mantenere solo le altre, per fortuna non poche. Ma non si può. Il pacchetto si vende completo. Alla fine sono stato fortunato.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 20 aprile 2026

L’utente da lei chiamato non è raggiungibile

Amo le abitudini che mi legano alle persone. È vero che sono un freno all’ideale e irraggiungibile libertà, ma è altrettanto vero che mi danno uno scopo, un perché. Le domande senza risposta sono infinite, e appena una domanda viene esaudita, ecco che almeno un altro paio si presentano ad occuparne il posto. Per fortuna però la duplice domanda fondamentale che a volte mi si forma in testa, anche inconsapevolmente è a cosa servo? come sono utile al mondo?

Al mondo non lo so, forse non servo a nulla, ma a qualcuno vicino sono utile, mi ci posso dedicare, quindi ho un perché.

Tra le mie abitudini secondarie ci sono quelle che eseguo come un insetto programmato per svolgere alcune funzioni, e se mi scordo perché sono andato in cucina mi basta, come un insetto, ritornare al momento precedente, cioè in bagno, e ricordare così che in cucina tengo quella forbicina che mi serviva in bagno. Le abitudini primarie, secondo la mia scala, sono quelle più importanti e riguardano le persone. Mi piaceva, a una certa ora della sera, telefonare ai miei. E mi piaceva molto, quando io ero lontano da Rovereto oppure eri tu ad essere lontana, telefonare a te.

                                                                                                            Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 19 aprile 2026

Andavo a teatro

Andavo a teatro, per molti anni sono andato a teatro. Ho smesso quando mi sono reso conto che mi addormentavo prima della fine delle recite, appoggiando il viso sulla balaustra ricoperta di velluto rosso del loggione dello Zandonai di Rovereto. Quelle ultime volte siamo andati assieme, e poi ci siamo arresi al fatto che, lavorando come facevamo e alzandoci presto il mattino, non reggevamo. È stato un peccato, lo abbiamo capito, ma non avevamo alternative. Una sola volta però, prima di abbandonare del tutto, siamo andati a Verona con alcuni amici per uno spettacolo pomeridiano, se non ricordo male. Non siamo andati per prosa o balletto, ma per una rivista. Lo spettacolo si chiamava esattamente Bentornata signora Rivista e voleva essere una ripresa nostalgica dello spettacolo di molti anni prima, definito anche avanspettacolo. Quel genere ormai era stato dichiarato morto dopo le sue evoluzioni in forme sempre più erotiche col nudo in scena. Ad uno di queste ultime riviste andai convincendo pure un’amica ad accompagnarmi e lei, alla fine, ne rimase molto imbarazzata. Il teatro era il Verdi, di Ferrara. Ebbene sì, ho fatto pure questo, allora sapevo coinvolgere, nel bene e nel male. Intanto sono finite pure quelle ultime riviste, ombre del passato senza un futuro davanti. Quello che finisce perché cambia il vento non si può far rivivere, lo capisco sempre meglio ogni giorno che passa. E non è solo al teatro che ho rinunciato.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 18 aprile 2026

Com’è il mondo

Inizia sin da piccoli, non è possibile evitarlo. Magari comincia ancora prima di nascere ma non credo si tratti di cosa ereditaria. Si ascolta, s’impara, poi si continua ad ascoltare e a imparare. Si rimane affascinati da chi sa raccontare paesaggi fantastici, da chi inventa la sua realtà e te la trasmette, da chi narra e sa come farlo. Mio nonno mi raccontava favole, è stato il mio primo affabulatore quando non cercavo realtà ma sogni da vedere e, magari da realizzare. Ho avuto un maestro unico in questo, un maestro delle elementari del quale sono un suo indegno ex-alunno. Lui narrava ma era legato a fatti storici, attuali, scientifici, non intendeva raccontare favole, voleva preparare i suoi alunni alla vita. Entrambi, mio nonno e il mio maestro, sono stati onesti, mi hanno raccontato senza mentire, e anche mio nonno mi ha mostrato la realtà non solo il mio maestro. Mio nonno poi mi ha aperto il mondo del cinema, e dopo di lui quel mondo è sempre stato la mia fabbrica di sogni e di confronto anche col vero. Poi ho avuto altri in grado di catturarmi in alcuni momenti della vita con la loro narrazione, che mi hanno convinto non solo con le parole. Alcuni li ho perduti e dimenticati, anche se immagino abbiano lasciato tracce, altri hanno modificato per sempre la mia percezione del mondo. Il fatto fondamentale è questo, del resto: il mondo non è com’è in realtà, il mondo è come si racconta. Il mio mondo è quello che mi sanno raccontare quelli che sanno raccontare.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 17 aprile 2026

Leggere è un’ipotesi

Quando fuori inizia far troppo caldo sono possibili varie soluzioni, non tutte facili o economiche. Prima di tutto, e questo non costa, è possibile uscire al mattino prima che il sole svolga sino in fondo il suo lavoro oppure verso sera, dopo le ore più calde. In casa è meglio tenere le finestre con gli scuri chiusi o le tapparelle abbassate, in semioscurità. Se si ha un condizionatore si può usare, ma ovviamente questo ha dei costi. Potendo si parte per località di mare, solitamente più ventilate e con la possibilità di fare bagni, oppure verso la montagna, dove la morsa del caldo si allenta. E poi sono possibili altre scelte ovviamente, serve solo fantasia. Quella che mi piace di più, e che qualche effetto lo produce, è immergermi nella lettura di un romanzo ambientato tra i ghiacci in qualche località del nord dell’Europa o dell’America, come in Danimarca, Islanda o Canada. Del resto, se ricordi, andammo realmente in Danimarca, in un nostro viaggio di molti anni fa. In Islanda e in Canada non credo che arriverò mai, troppo lontane come mete per chi non vuole usare l’aereo. E poi viaggiare è faticoso, ora non so se rifarei viaggi che facemmo nel passato assieme. Li rifarei a una sola condizione, se tu venissi con me. Capito mi hai?

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 16 aprile 2026

Parole

Quello che si scrive muore e ciò che è scritto è già morto da tempo, solo la parola pronunciata e ascoltata è viva e mantiene la vita. Nessuna pietà per le favole che mio nonno mi raccontava quand’ero bambino, nessuno me le racconta più con la sua voce e con le sue espressioni del volto che non mi stancavo mai di risentire e rivedere. Nessuna pietà per le telefonate con Roberta, che mi ha salutato un’ultima volta lo scorso novembre e dopo non ho più potuto sentire. E ancora nessuna pietà per quando parlavamo assieme di mille cose diverse, discutendo su ciò che avremmo dovuto scegliere o non scegliere. Dovresti parlarmi ancora di te o di quello che ti passa per la mente, sfruttare ogni occasione reale o immaginaria e usare la tua voce, solo quello mi servirebbe.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 15 aprile 2026

Buchi nelle ciambelle

Quando una cosa non mi riesce spesso me ne rendo conto e l’abbandono prima di insistere troppo. In passato, anche molti anni fa, ho capito perfettamente che come pittore non valgo nulla. Ho consumato inutilmente tubetti di colore, pennelli e tavole, che alla fine ho buttato. Come imbianchino però me la cavo. Non mi sono mai azzardato a comprare tele e conservo i miei pochi dipinti (due) per ricordarmi di non riprovarci. Tuo padre, pur senza essere un vero pittore, ci sapeva fare e conservo diversi dei suoi lavori. Piaceva pure a te vederli appesi alle pareti di casa. Anche Roberta, pure lei non pittrice, sapeva realizzare opere degne di nota, e ne conservo un paio. Altre cose che non mi riescono o non fanno per me? Troppe, ma ne tento un elenco brevissimo. Non sono adatto ad andare in montagna su ferrate, troppo rischio e troppo vuoto sotto. Non so cucinare dolci elaborati, al massimo budini e crostate. Non sono uno scrittore anche se continuo a scrivere. Non so comandare, preferisco eseguire anche se a modo mio. Non so giudicare, e se in passato sono stato costretto a farlo senza poterlo evitare, ho tentato di fare meno danni possibili, tranne in un caso del quale mi vergogno ancora adesso, decenni dopo. Ciao, Viz. Quest’ultima mia debolezza-cattiveria non te l’ho mai confessata, ma è avvenuta anni prima che ci incontrassimo. Fingi che l’abbia dimenticata.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Post più popolari di sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana