lunedì 9 marzo 2026

Amore e sogni

Possiedo un talismano contro ogni dolore, che mi permette di scegliere senza sbagliare, di capire se si tratta di amore o amicizia, che mi restituisce tutto il tempo perduto e colma ogni assenza senza utilizzare sostituti, solo originali. Non entro mai in casa senza un sorriso, non so cosa sia una casa vuota, ogni giorno posso trasformarlo in festa e vedere Ferrara sempre. Ferrara con tutte le persone che contano per me, non con i perditempo e gli abusivi, solo con le amicizie vere, con gli amori che alla fine non sono nati ma che avrebbero potuto, chi lo sa. Quel talismano mi cura dalla tristezza, mi fa tornare il tuo sorriso, so che è un sogno ma non importa. Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

Perdite

Ti sei perduta quella laurea, quell’ultima bottiglia di champagne, quell’appartamento ormai ultimato e arredato. Non hai vissuto nuovi viaggi a Carpi e Ferrara, non hai visto una pandemia e i suoi effetti. Non sei stata toccata dalle ultime guerre che sembrano non voler finire mai. Non andremo più assieme da qualche parte e non hai potuto venire in ospedale durante l’intervento al quale ho dovuto sottopormi. Sei stata esentata dal vedere i miei malumori e le mie paure sempre più frequenti. Ti sei perduta molte cose e, malgrado si dica che tu sei sempre qui, le cose, lo sai bene, sono diverse. Ciao, Viz.

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sabato 7 marzo 2026

Oblio

Ci fu un periodo nel quale lo frequentai, adesso mi chiedo perché, ma allora evidentemente ne avevo bisogno. Mi trascinò in imprese inutili, come ripulire per un capodanno un enorme salone che poi, dopo giornate di fatica, praticamente non usammo neppure. Mi correggo sull’inutilità però, perché io e gli amici di allora gli ripulimmo gratuitamente quello spazio nel quale, non molti anni dopo, aprirono un ristorante. Quando gli presentai un amico più serio di lui e per un po' andammo a casa di quest’ultimo, nel giro di due mesi scarsi, gli svuotò tutte le bottiglie di liquori che conservava da tempo e che io ricordavo sempre al solito posto, sempre lì ferme. Avesse potuto gli avrebbe bevuto anche lo sciroppo per la tosse o il propoli, se alcolici. In quegli anni andavo a teatro e seguivo tutto quello che potevo raggiungere a Ferrara e provincia, Bologna, Rovigo e anche altrove. Mi attaccavo al telefono e prenotavo per le persone che volevano aggregarsi, spesso amici da tempo e altre volte persone che avrei poi conosciuto meglio. Per farla breve, se capitava di andare a concerti, mi portavo il registratore a cassette e registravo tutto, come un vero pirata. Andammo anche al Comunale di Ferrara per il concerto di Amália Rodrigues e lo registrai. Lui, con aria generosa, mi regalò per l’occasione l’audiocassetta di una marca costosa al posto delle mie solite. Non passò una settimana che mi chiese se poteva sentire il concerto, al quale non era venuto, e ovviamente mi sentii in dovere di portargli la cassetta. Da allora sono trascorsi più di cinquant’anni e di quella registrazione non ne ho più saputo nulla. Anni dopo, tramite amici comuni, seppi che era morto anche per suoi eccessi che non volle mai curare. Ora mi torna alla mente con altri ricordi di quel momento che precedette di anni il nostro incontro. Di lui non so che altro aggiungere se non che mi spiace per come è finito. A te vorrei raccontare mille cose di quello che avvenne prima, e non ne avrò sicuramente la possibilità perché l’oblio, alla fine, la vince su ogni cosa. Ciao, Viz.

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venerdì 6 marzo 2026

Ricorrenze, compleanni, anniversari

Contava ieri, non oggi. In molti mi hanno ricordato, oggi, ma io resto dell’opinione che fosse ieri il giorno più importante per me. Il perché dovrebbe esserti noto e non serve entrare nei particolari. Poi ci saranno altre giornate meritevoli di memoria e ricordo, altre consuetudini da rispettare. Il domani è sempre nuovo e ancora da scrivere, si presta a progetti e recupero di abitudini, diventa però occasione di dolore quando, per causa del tempo, non permette il ritorno di chi va ricordato. Con leggerezza mi astengo da altro, marzo è un mese particolare e devo accettarlo così com’è. Ciao, Viz, grazie degli anni.

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giovedì 5 marzo 2026

Molti (troppi) anni dopo

A mio padre il nostro pranzo di nozze non piacque, ebbe da ridire sia sui canederli serviti come primo sia sulla crostata servita come torta, eppure in qualche modo gradì il momento. Mancarono i miei nonni, e ancora la cosa mi brucia, e non fu solo perché decidemmo di fare una cerimonia semplice, con pochi invitati. Non vennero tutti i miei amici, in particolare una coppia che aveva scelto di sposarsi avvisando solo a matrimonio avvenuto, quindi non mi sembrò il caso di invitarli. Eppure noi preparammo la cosa secondo quello che ci andava in quel momento, e anche adesso, a tanti anni di distanza, cambierei ben poco di quel giorno, sicuramente non la scelta di fare il pranzo in un agritur. La cosa che non sopporto è che non sia possibile riavere indietro alcuni momenti. E anche altre cose, ma così funziona, non dipende da noi. Ciao, Viz.

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mercoledì 4 marzo 2026

Mi servirebbe…

Porte che si aprono e altre che sono sempre rimaste chiuse. 

Ci fu un periodo nel quale presentai domande di lavoro in due province diverse, e per due soli giorni mi risposero prima dalla provincia di Trento. Se avessero risposto prima da Belluno cosa sarebbe successo? E se invece avessi scelto, come un’amica di allora, di non spostarmi da Ferrara accettando anni di incertezza che ormai mi pesavano sempre di più? Non saprò mai quello che avrebbe potuto succedere alla mia vita, che persone avrei potuto incontrare, migliori o peggiori, come mi sarei trovato. A conti fatti non posso lamentarmi, è andata nel modo che doveva e forse era il modo migliore. Avrei perso te, Roberta, Giorgio, Gianna e Gabriella, Paolo e Laura. Avrei perso Sandro e forse molte altre persone e cose. In quei primi anni Ferrara mi mancava molto, e molto mi mancò anche dopo che ci conoscemmo. Ora, lo ammetto, mi manca ma non come un tempo. Le cose vanno e non tornano. I rimpianti li lascio a chi li vuole, a me servirebbe altro che non posso avere. Ciao, Viz.

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martedì 3 marzo 2026

Perché non torno

Più di uno mi chiede perché non torno, qualcuno che non mi conosce a fondo e si lascia ingannare dalle mie memorie vedendoci soltanto nostalgie e desideri di recuperare le mie origini. Nella realtà questa scelta non era tanto balzana anni fa, l’avevo messa in conto e tu ne eri una motivazione fondamentale. Tutto era predisposto perché tornassimo assieme dove ora, sinceramente, non m’interessa più tornare se non per qualche visita, qualche breve viaggio. Il mio mondo è qui adesso, dove vivo, dove vedo poca gente e, ancor meno, ne vedrei a Ferrara, perché il tempo passa e fa sparire ogni cosa, tra poco anche i ricordi. A Ferrara avremmo dovuto andare spessissimo, trasferirci per settimane o mesi, e da Ferrara poi spaziare altrove, verso il mare e verso gli Appennini, a visitare luoghi solo immaginati ma non lontani. E invece no, tu te ne sei andata e i nostri progetti sono finiti, me ne sono rimasti altri, cerco di mantenere gli impegni che entrambi ci siamo dati, tento di fare la mia parte e, spesso, sbaglio e commetto errori gravi, dei quali mi vergogno. Errori che giustifico con questi impegni, ma so che è una scusa. Il fatto è che non torno perché dovrei andare senza di te e, una volta che ci sono, sento il bisogno di tornare qui, esattamente dove non sei. Qualcuno per questo mi giudica a modo suo, lo so, e non me ne faccio troppi problemi. Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

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lunedì 2 marzo 2026

Senza effetti collaterali

Ridendo e scherzando la vita si affronta in leggerezza. La malinconia si perde di vista, le prese in giro benevoli stimolano i circuiti parasimpatici e fanno rilasciare dopamina, si ottiene l’effetto di un sonno ristoratore, sembra di essere brilli in modo perfetto senza aver bevuto alcol. A volte ad innescare il tutto è una parola, un sorriso. Ma servono le persone, almeno una, da soli si ottiene poco o nulla. La felicità non è mai onanismo, occorre che ci sia almeno una persona o che ci si pensi, a cosa si sta facendo per lei, che sorpresa si vuole prepararle. L’animale sociale ha questo di bello, che è anche un suo limite. Da solo, lentamente, muore. Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

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