martedì 7 aprile 2026

Si può vivere senza

Molti anni fa, veramente molti, ero convinto di saper correre molto veloce, più veloce di tutti. Non era vero, ovviamente, ero io che arrivando al limite delle mie capacità pensavo che nessun altro avrebbe potuto fare lo stesso. La prima volta che ebbi un certo dolore al ginocchio mi sembrò che fosse quasi insostenibile, che mi togliesse possibilità che giudicavo irrinunciabili. E lo stesso avvenne quando provai un certo fastidio al piede, o all’occhio destro, allo stomaco e via continuando. Adesso potrei elencare molto in fretta le parti del corpo che nel corso della vita non mi hanno mai dato problemi perché non sono molte. Quindi, col tempo, sono arrivato alla convinzione che si può continuare a vivere anche con problemi che prima giudicavo inaccettabili, convivendo con dolori fisici reali e immaginari, con dolori della mente. Si può anche vivere senza molte cose, e in questo caso l’elenco sarebbe lunghissimo. Da molti anni del resto vivo senza di te, fingo di averti qui vicina ma so che è un’illusione. Malgrado tutto vivo. Sino a quando non so, ma ora vivo. Ciao, Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 6 aprile 2026

Invisibilmente

Ora mi permetto di dire cose che tu non avresti approvato. Immagino che tu pensi ciò che non hai mai pensato. Ti attribuisco, a mio piacere, ricordi imprecisi e modificati dal tempo. Nulla è possibile se inventato, anche se in buona fede, per mantenere un sorriso, per far restare viva la memoria quando non si può fare con la persona. Le cose le capisco, le so, me le spiegano e le intuisco a modo mio. Rimpiango le litigate che rimettevano ogni cosa in discussione, che mi rendevano insicuro, che creavano dubbi. Adesso non puoi sfuggire, mi dici ciò che voglio, pensi ciò che voglio, eppure…

Eppure credo che, invisibilmente, tu resti. Ciao, Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 5 aprile 2026

Perfect Day

Just a perfect day

drink sangria in a park

and then later

when it gets dark we go home

Just a perfect day

feed animals in the zoo

and then later a movie, too

and then home

Oh it's such a perfect day

I'm glad I spend it with you

oh such a perfect dayyou just keep me hangin on

you just keep me hangin on

just a perfect day

problems are left to know

Weekenders all night long

it's such fun

just a perfect day

you make me forget myself

I thought I was someone else

someone good

(Lou Reed - Perfect Day)

Avrebbe potuto essere una giornata perfetta. Una breve passeggiata, un locale dove avevo prenotato il pranzo di Pasqua già più di una settimana prima, il menù adatto ai nostri gusti, il sole arrivato finalmente a scaldare l’aria. Avrebbe potuto essere tutto perfetto, però mancavi tu. A te sarebbe piaciuto, e anche a noi. E avrebbe potuto anche essere migliore se non avessimo incontrato lei. Ma non si può avere tutto, neppure perdere chi preferiremmo perdere. Ciao, Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 4 aprile 2026

Sorpresa mancata

Non l’ho mai fatto, che peccato. Entrare in un laboratorio di pasticceria specializzato nella preparazione di uova di cioccolato con la sorpresa portata dal cliente. L’ho pensato molte volte, veramente molte, poi o era ormai tardi oppure non mi ero organizzato col posto giusto. Se adesso potessi avrei più di un posto dove comprare un bel gioiello etnico con pietre magari quasi grezze o una scatoletta in argento lavorato o quello che sul momento mi ispirerebbe e poi, con questo piccolo oggetto già nella sua confezione regalo, andrei nel laboratorio dove il cioccolato lo sanno modellare e sceglierei l’uovo, magari fondente, incartato poi in modo non appariscente in modo da sembrare un uovo come tanti, non scelto appositamente e con una sorpresa personalizzata. Mi sarebbe piaciuto farlo, ma ormai è troppo tardi, la vita è piena anche di cose mai fatte, di vuoti mai riempiti. Ciao, Viz.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 3 aprile 2026

matti

Ci sono matti da legare che nessuno ha il coraggio di bloccare.

C’erano matti che andavano in manicomio perché infastidivano la famiglia. Alcune matte venivano internate perché i mariti volevano divorziare da loro, e farle dichiarare matte per loro era comodo.

Veri matti non ne ho mai conosciuti, sicuramente perone strane sì, a volte strane come me, a volte meno e a volte di più.

Sulla pazzia posso dire poco se non che alcuni matti, per come sono raccontati o rappresentati, li trovo comici, simpatici, vicini.

Poi ci sono matti che bombardano e distruggono, che pensano al mondo come a una cosa loro. Ecco, questi mi spaventano veramente.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 2 aprile 2026

Una meta da sogno

Fuggirei dove non sono mai andato, dove gli amici sono per sempre, dove io non tradisco la fiducia di nessuno, dove chi c’è resta e non invecchia né muore. Quel luogo non esiste, come l’isola che non c’è, ma sento il bisogno almeno di sognarlo, di pensarlo e di pensarmici. Mi sono sognato che in quel luogo non ci sono ospedali perché nessuno si ammala. Non ci sono cimiteri perché nessuno muore. Nessuno è in pensione e c’è lavoro per tutti, ma è quel lavoro che piace e si ha l’impressione di giocare, non di lavorare. Sembra che qualcuno sia retribuito per guardare chi passa. Qualcun altro ama cucinare e lo fa per tutti quelli che amano i suoi piatti, facendosi pagare pure molto perché sono tutti ricchi, anche quelli che non hanno casa e dormono sotto gli alberi, perché così preferiscono fare e stanno bene all'aperto, pure di notte. Il tempo è sempre bello, sia in estate sia in inverno. Poi se piove, non so perché, tutti diventano più allegri. Forse perché hanno l’occasione di ripararsi sotto i portici e fare nuove conoscenze. Non esiste, lo so, un posto così, ma sognarlo a volte mi capita, e neppure mi rendo conto di quante volte mi succede.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 1 aprile 2026

Occorre capire, distinguere e non credere a ogni cosa

Seguimi dove voglio portarti. Seguimi se ti va. Non prometto né tutta la verità né completa onestà. Non fidarti di quello che dirò, non ti conviene. Se mi seguirai dovrai usare la tua intelligenza per separare il credibile dal vero e per diradare le nebbie artificiali fatte calare a piacer mio. Alla fine non so cosa resterà, cosa si potrà salvare, e non sai neppure quante volte sono io per primo a pormi questa domanda. Sicuramente non tutto, questa è una certezza. Mi piacerebbe pensare a un’immagine in bianco e nero, a una fotografia come si usava anni fa e come alcuni amatori tendono a usare anche oggi. Se tutto fosse nero sarebbe sicuramente sovraesposta, non si distinguerebbe nulla di nulla. Se tutto fosse bianco il risultato sarebbe lo stesso, anche se la causa potrebbe essere stata, nella fotocamera analogica, che semplicemente non è scattato l’otturatore. Quindi l’immagine visibile è, per forza di cose, un insieme di bianco, nero e quasi infinite gradazioni di grigio. Rifletti tuttavia che quest’ottica fotografica è una visione limitata della realtà perché, da moltissimi anni ormai, la fotografia è a colori, come lo è il mondo che ci circonda.

                                                                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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