sabato 7 febbraio 2026

Analogie

Nulla di nuovo né di originale, nulla che qualcuno non abbia già descritto, analizzato, proposto in diverse forme, vissuto. Ogni gioco a incastri ha una soluzione che è stata prevista dal costruttore, a volte più di una. Coi puzzle la soluzione è una sola se si vuole arrivare alla figura finale cercata. Col film Sliding Doors viene messa sullo schermo la casualità già esplorata da un altro regista, anche in quel caso quindi nulla di nuovo. La mia vita e la tua non hanno avuto nulla di veramente nuovo e mai vissuto da qualcuno prima anche se a noi, vivendole, sperimentandole, sono sembrate a loro modo uniche. Probabilmente sono state veramente uniche solo nella concatenazione degli eventi, cioè esattamente come noi nessuno mai, ma se scomponessimo la successione di tutto quanto è avvenuto allora i singoli pezzetti potremmo ritrovarli in altre vite. Come con le costruzioni di legno e il Meccano della mia infanzia, esattamente così. Il numero dei pezzi era quello, ma il numero di oggetti che ci potevo costruire era enorme. Una cosa adesso, se associo le cose, mi fa male. È che allora mi capitava di arrivare a qualche oggetto finito senza usare tutti i pezzi. Sai cosa ha significato questo per te, non serve chiarirlo. Ciao Viz, grazie.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 6 febbraio 2026

Ogni vita

Ogni vita è epica se sai raccontarla (citazione, Rosa Teruzzi) 

Vorrei che alcune vite venissero percepite come tali e ricordate così, anche molti anni dopo la loro fine e da molte persone. La realtà però è meno tenera, ne salva solo alcune. Forse perché oggettivamente avevano qualche cosa in più a differenziarle oppure perché hanno trovato chi è stato capace di raccontarle. E qui mi fermo. Se continuo mi faccio male e ne faccio a te. Ciao Viz, grazie

                                                                                                      Silvano C.©

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giovedì 5 febbraio 2026

Una semplice canzone

Mi ritrovo a pensare a una canzone, rivedo quel tempo e chi frequentavo allora. Poi la memoria mi riporta a ciò che si nasconde sotto la scorza, alle amicizie e alle situazioni. Alcune cose che ricordo mi fanno rabbia perché col tempo ho rivisto quei rapporti, me ne sono fatto un giudizio diverso, adesso non mi comporterei più in quel modo, non accetterei certe risposte e certi atteggiamenti che allora sembravano senza alternative e senza possibilità di rifiuto. Solo dopo, molti anni dopo, ho iniziato a chiedere pretendendo, e in caso di rifiuto o mi rivolgevo altrove oppure mi leccavo le ferite, standoci male. Adesso la musica di allora, quella che magari ascoltavo col giradischi oppure col registratore, è diventata un archivio da maneggiare con attenzione, dovrei mettere il segnale di pericolo su certi LP o certe audiocassette, e anche su certi CD. La realtà è che giradischi e registratori musicali li uso ormai molto raramente, anche se dovrei ricominciare, e in fondo preferisco la musica in diretta che mi arriva dalla radio. Se non mi va cambio canale. Ray Charles mi riporta un amico quasi perduto, ma Ray lo abbiamo pure visto dal vivo assieme, a Trento, tanto tempo fa. Adesso vorrei solo la musica che mi riporta te, che ancora non esiste, mentre compositori, cantanti, esecutori e maestri continuano a creare cose nuove per far nascere nuove memorie in chi verrà dopo. Ciao Viz, grazie

                                                                                                      Silvano C.©

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mercoledì 4 febbraio 2026

Siamo sicuri della primavera

Domani non sarà ancora primavera, sono previste giornate di pioggia e forse anche neve, del resto è normale, in febbraio. Sono tante le cose che a rifletterci anche poco non dovrebbero stupire perché, appunto, sono normali. Non serve arrabbiarsi se l’anormale non arriva e neppure arrampicarsi sugli specchi inventando narrazioni senza basi oggettive. I sentimenti sono reali, sono oggettivi, e sono anche soggetti ai mutamenti che impone loro il tempo. Non si può in alcun modo volere che qualcuno ci ami, e se siamo fortunati perché questo avviene allo stesso tempo non avremo certezza che saremo ancora amati domani. Ho letto che la cosa che conta di più è essere stati amati, e aver amato, anche se poi l’amore è finito, anche se poi qualcuno è partito per un viaggio senza ritorno. Una probabile certezza, basata su osservazioni durate millenni, e che prima o poi arriverà la primavera, anche se non domani. Ciao, Viz.

                                                                                                      Silvano C.©

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lunedì 2 febbraio 2026

Una ragazza di settant’anni

Era lo scorso novembre, il mese dei morti. Un’amica aveva organizzato una cena tra ex colleghi, come di tanto in tanto è solita fare. Le ultime volte avevo dato buca, per mie fisime e anche per motivi seri di salute. Alla fine ci siamo ritrovato solo in otto, neppure la mia amica aveva potuto venire perché influenzata. Il ristorante scelto è legato ad una nota cantina locale, quindi sicuramente il vino sarebbe stato ottimo. Mi sarei aspettato più persone, ma forse il mese dei morti voleva far pesare il suo influsso e ci siamo ritrovati a parlare di noi e degli assenti. Tra gli assenti abbiano ricordato pure chi ci ha lasciati per sempre, un numero che aumenta di anno in anno. Tra i presenti un’amica di vecchia data che non ho mai frequentato se non in queste occasioni. Caso vuole che due giorni fa lei mi telefoni, avevo da tempo il suo numero in memoria e colpevolmente non l’avevo mai chiamata. Siamo stati al telefono un pò, mi ha parlato del suo compagno abbastanza anziano (la mia età, sic) e di un amico con problemi sanitari simili ai miei e di molti uomini. Mi ha parlato di come conoscesse Viz prima di sapere che era mia moglie e di essersi stupita della nostra differenza. Mi ha spiegato che idea si era fatta di me, in parte smentita da alcuni fatti e osservazioni. Siamo rimasti col mio impegno di farmi vivo tra un paio di mesi, in una cena a casa sua. Durante il nostro dialogo telefonico mi ha detto di avere settant’anni. Ammetto che la pensavo più giovane, e io mi vedo più giovane. Sic transit…

                                                                                                      Silvano C.©

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domenica 1 febbraio 2026

All you can eat

Te ne sei andato troppo presto, nel 2014, prima di quest’incredibile esplosione ovunque vada o veda di ristoranti nei quali paghi un fisso, bevande escluse, e poi puoi mangiare tutto quello che vuoi, sino a star male se insisti. Di recente anche una pizzeria ha adottato questa formula, una volta a settimana. Malgrado ci vada, di tanto in tanto, lo trovo un modo sbagliato di offrire ristorazione, quindi da frequentare con molta moderazione. Credo che tu ne avresti approfittato, ne sono sicuro. Negli ultimi tempi, quando uscivamo assieme a cena, a Ferrara, ordinavi quello che ti piaceva ma poi guardavi con interesse e desiderio i piatti degli altri, come se a te fossero stati negati. Lo capivo il perché, la tua storia lo spiegava, hai avuto un’infanzia e molti anni dopo di miseria e di poche cose. La guerra non ti ha aiutato a vincere questa fame di ogni cosa, di tutto, dando sempre la precedenza alla quantità rispetto alla qualità. Anche Viz ti ha conosciuto, anche lei ha capito com’eri, anche lei se n’è andata troppo presto, solo due anni dopo di te. Ed ora mi mancate entrambi.                                                                                                                                                                                              Silvano C.©

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sabato 31 gennaio 2026

La Luna piena

 Con la Luna piena sciolgo la catena

Mi oriento facilmente anche se la strada è strana

Vedo una sottana, se ne trovano sempre meno

La moda cambia, io cambio, qualcosa si rinnova e qualcosa invecchia

Ricordo le nebbie di quando andavamo assieme in auto nella campagna bolognese, una vita fa. Molti di allora non ci sono più, anche tu non ci sei più, io non sono più lo stesso.

Eppure, con la Luna piena, non penso alla catena e alle strade perdute. Anche le gonne sono sempre meno perché le donne amano indossare i pantaloni

Spero che ciò che cambia porti serenità a chi resta. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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