domenica 18 gennaio 2026

Prima e dopo

Il giorno prima vivevo come sempre, attese, speranze, figuracce e riconoscimenti, segni di amicizia e di disinteresse, sensazione di sopravvivere senza tuttavia realizzare la cosa più importante, bisogno di far finta di star bene anche in situazioni poco piacevoli e, allo stesso tempo, rifiuto e bisogno di solitudine in attesa di qualcosa di diverso. Le vie già tentate sembravano vicoli ciechi, inutile ritornarci, salvo in quelle delle manie e dei vizi da tener nascoste a tutti, quelle delle quali vergognarsi, da non ammettere mai con nessuno di esserci passati e da dimenticare appena usciti, sino alla prossima volta. Il giorno dopo fu diverso, d’un colpo spazzati via decenni di umore nero e di senso di fallimento. E adesso? Adesso il mio compito e ricordare, quello è il mio dovere, e domani si vedrà. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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sabato 17 gennaio 2026

C’è sempre un motivo

Lei mi obbliga a prendermene cura, senza di lei ormai sarei morto, sarei rimasto a sedere sul divano per ore tutto il giorno invece di portarla fuori a fare le sue passeggiate. Poi è socievole, appena se ne parla e le si fanno complimenti lo capisce e si avvicina, si aspetta una carezza. Da quando manca mia moglie so che mi potrebbe capitare ogni momento, ho impiantato un defibrillatore e una volta mi ha salvato. Mi sono ritrovato in piedi, con sangue in testa, senza ricordare nulla della caduta. Ora non so se ho paura di morire, solo vorrei non soffrire, e non attaccarmi stupidamente alla vita.

Più di uno scrittore dice che la vita va descritta, che serve a mantenere chi è mancato e non c’è più. Occorre scrivere libri per questo, è necessario per non chiudere definitivamente tutte le porte.

Datemi un motivo, anche stupido, per restare e resterò. Se poi sentirò il peso dei doveri sarà pure meglio, dovrò continuare a fare la mia parte, fosse anche per stare vicino a una sola persona. Io conto nulla, il mio valore, se esiste, è un riflesso che viene da fuori. Queste cose le avevo intuite già, quando ci parlavamo guardandoci. A volte litigando anche. Ora, senza meriti, ci sono. Domani si vedrà. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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venerdì 16 gennaio 2026

A e B

Comunque vada, qualsiasi cosa succeda, come finirà è già scritto. Potrebbe essere come con Samarcanda, chi può dire e può portare prove? Un’altra via non è concessa, le supposizioni si confondono con la fede cieca, il bene e il male sono valori che forse giocano un ruolo ma non ne sono certo. Se sostengo che si parte da A e si arriva a B e non conta il percorso, non conta che sia topologicamente lineare o che ne incroci altri ugualmente sottoposti alle stesse regole, se insisto che conta solo l’inizio e la fine, che non ho prove se non un ragionamento personale, tu puoi credermi o dirmi che sono scemo. O semplicemente sorridere senza dare troppo peso ai miei vaneggiamenti. La tua ragione, Viz, e il tuo buonsenso mi mancano, è evidente. E attendo il mio B.

                                                                  Silvano C.©

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giovedì 15 gennaio 2026

scelte fondamentali

La scelta definitiva dovrebbe riguardare, al bivio, l’utilità o l’inutilità. Non serve spiegarlo, lo si sa sempre. Sono ammessi i dubbi, certo, e con loro le correzioni, gli aggiustamenti, anche le retromarce. Il bivio può risultare complesso e non tanto evidente e definitivo come invece è, abbine certezza. L’utilità poi, questo è evidente, riguarda il dopo di te. La scelta esclusivamente egoista è perdente, anche se gode di immeritata considerazione. È quella inutile.

Oggi, poche ore fa, mi hanno chiesto quanti anni hai. Avrei avuto la possibilità di uno sconto. Il prezzo intero, che ho pagato, è stato di due Euro. Non so che sconto mi avrebbero fatto se avessi dichiarato che hai più di settant’anni. Ho accennato una spiegazione ma non ho dovuto insistere, la responsabile allo sportello ha capito o ha intuito, e si è dimostrata gentile non solo per questo. L’ho ringraziata più di una volta. So che tu condividi, dove sei, il pagamento di quel bollettino. Forse avresti anche pagato per un importo maggiore. E domani non so cosa avverrà.  È tutto, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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mercoledì 14 gennaio 2026

non basta il pensiero

Piccoli pensieri idioti, lo so, scorretti e un po' cinici. A Natale non si è per natura più buoni, lo si è se si vuole e magari è meglio esserlo tutto l’anno. Personalmente non credo di essere stato più buono. Vorrei essere più amato, più ricordato, più telefonato, più cercato, giudicato migliore da tutti, indispensabile, tuttavia non è così, lo so. E allora mi aspetto qualche parola, da qualcuno, qualche regalo da qualcun altro, mi basta un semplice pensiero che tuttavia non mi faccia pensare a qualcosa di riciclato. In effetti non mi basta il pensiero, sono venale, vorrei che il pensiero diventasse almeno parola, o piccola cosa. Riguardo a te confido, come mi scrivesti in un biglietto di auguri del 2013 che conservo, che un regalo me lo manderai con la trasmissione del pensiero. Ora è il tempo, ora è giusto, ora credo sarebbe possibile. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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martedì 13 gennaio 2026

Dove arrivo se voglio tornare?

Camminavamo in una stretta calle, attorno non troppa gente, il tempo nuvoloso, non estate né inverno, solo noi due in certi tratti e il rumore dei nostri passi. Tornare l’ho pensato, ma non è possibile. Nessun ritorno è mai possibile, occorre saperlo bene prima di partire, occorre scolpirlo sul granito, affidarlo a un’opera immortale. E quando si arriva in un luogo, qualunque esso sia, bisogna restarci per non perderlo. Queste cose le so e le sanno tutti quelli con un po' di cervello, non serve essere particolarmente intelligenti, basta un po' di esperienza. E malgrado questo, come quasi tutti, parto e vorrei tornare. Esattamente dove sei. Ma arrivo solo dove non sei. Ciao, Viz.

                                                                Silvano C.©

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lunedì 12 gennaio 2026

La decisione finale non è mia

La cosa bella del tempo è che tende a proporre cose nuove, situazioni non preventivate, sorprese anche se non sempre piacevoli. Sopravvivendo al tempo che scorre, limitatamente a quanto ci è concesso, ci si rende conto che non torna indietro salvando le persone che vorremmo trattenere, le lascia andare, come lascerà andare pure noi, arrivato il momento. Il tempo è così, non è buono né cattivo, non è umano, credo non abbia volontà e che semplicemente sia una delle caratteristiche dell’insieme che ci contiene. Per nostra abitudine e convenzione pensiamo di misurarlo con orologi e calendari, con clessidre e meridiane, guardando le foglie e i fiori, passeggiando tra le lapidi che ricordano chi abbiamo amato e anche tanti altri. Quindi io progetto per domani, prendo appuntamenti per dopodomani o per marzo, immagino che andrò a cena con qualche amico quando capiterà, ma non sono in realtà sicuro di nulla, sarà il tempo a decidere. Ciao, Viz.

                                                                Silvano C.©

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