sabato 14 febbraio 2026

Con ottimismo, o anche no

Sono meteoropatico, col nuvoloso, col vento e con la pioggia l’umore si adegua al barometro, e scende. Potrei essere ottimista altrimenti, sorridente, disponibile, ma non se è brutto. Per inciso ho notato che qualche volta, dopo aver trasmesso le previsioni del tempo e aver detto che sarà, appunto, brutto, augurano buona giornata ai telespettatori. A volte mi chiedo se alcuni ci sono o ci fanno, se capiscono il non senso di quello che dicono. Ma per tornare al mio attuale pessimismo osservo che si può morire giovani o giovanissimi, e perdersi molte delle cose che può offrire la vita. Può anche capitare di vivere a lungo, molto a lungo, perdendo una dopo l’altra le persone che abbiamo avuto amiche o che abbiamo amato, e non è bello neppure questo, con l’aggravante che con l’età arrivano gli acciacchi. Alla fine serve che arrivi una giornata di sole e adatta per uscire, in culo il pessimismo (citazione parziale di Danny Boodman T.D. Lemon). Ciao, Viz. Oggi il gatto mi aspettava e ha gradito, ma questo lo hai visto.

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

venerdì 13 febbraio 2026

Poco per volta

Cosa resterà alla fine quando tutto sarà andato via, quando avrò terminato di riguardare le tue cose e molte le avrò date, regalate, vendute? Del resto cosa è rimasto dei miei, di mia madre e di mio padre, dei miei nonni? A cosa servono un abito usato, un paio di scarpe o la biancheria personale quando si è partiti per sempre? Servono a chi può usarli ancora, se adatti, oppure non servono più. Solo i musei conservano alcuni abiti di personaggi storici o qualcuno compra gli abiti usati griffati di divi e cantanti, non di persone come noi. Di mia madre mi restano poche cose, non abiti però. Di mio padre più o meno lo stesso. Dei miei nonni quasi nulla. Solo le foto, che col tempo ingialliscono e si consumano. Pure di noi non serve che restino gli abiti, è duro pensarlo e ancor più duro realizzarlo. Ciao, Viz. Poco per volta, un pezzetto alla volta, un sacchetto oggi un altro domani, o dopodomani. Temo la fine di tutto questo. E dopo?

                                                                                                      Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 12 febbraio 2026

Qualcuno dirà che c’è un modo migliore

Non sono quel chimico cantato da De Andrè, non merito le parole di un poeta come lui del resto, anche se idiota certamente lo sono stato e tale resto, per molti motivi. C’è di meglio da fare che andare per cimiteri, esservi attratti e tra le tombe trovare anche la vita, che continua malgrado tutto e tutti. C’è sicuramente di meglio, me lo dico pure io. Dopo aver condiviso non abbastanza della mia vita con te però adesso sento la necessità di venire a trovarti dove non sei, e dopo troppi anni ancora non mi stanco. So di una donna che va a pulire tombe di persone che non hanno più nessuno che pensa a loro, ne ha fatto un motivo importante di vita. Capisce che quando una tomba è abbandonata anche la memoria si perde, e invece no, si può evitare. Ho letto un libro su chi cambia l’acqua ai fiori e, recentemente, sono anche stato invitato a una visita in un grande cimitero. Cose normali, anche se non per tutti. Ciao, Viz. Tu mi manchi ma non manchi.

                                                                                                      Silvano C.©

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mercoledì 11 febbraio 2026

Vivere a Carnevale

Conservare le foto non è equivalente al conservare i luoghi, sono cose diverse. Se fossero lo stesso non si morirebbe mai. Mi rendo conto che se guardo foto di posti dove non vado più da anni ormai non sono più una descrizione reale dell’esistente ma una loro memoria. Mi intestardisco a rivedere foto che ho conservato e che in qualche caso ho ordinato con cartelle dedicate a zone, città o momenti particolari e poi mi rendo conto che non sono più veri. Esattamente come se volessi leggere le notizie su un quotidiano di mezzo secolo fa; allora avevano un senso, ora sono forse storia o forse inutilità. Vabbè, sono di umore così. Rivedo cose che usavi, ho ripreso a donarle o a buttarle è in qualche raro caso a rivenderle, ma è come se venissi preso a botte, devo smettere dopo un po', non reggo, devo distrarmi. E i giorni di Carnevale non mi aiutano, non mi hanno mai aiutato, io vivo male il Carnevale, anche tu. Ciao, Viz. Tu mi manchi ma non manchi.

                                                                                                      Silvano C.©

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martedì 10 febbraio 2026

Cose da fare e non

Passeggiare ogni giorno, fare strade a caso, portare sempre una piccola scatoletta con croccantini da usare nel caso s’incontri un gatto.

Scambiare qualcuno per chi si è perduto.

Leggere, leggere e continuare a leggere sino a stordirsi.

Se possibile sorridere sempre, sforzarsi di farlo anche se la voglia non è tanta.

Cercare ogni giorno di buttare qualcosa, anche poco magari, meglio riciclare anche se non sempre è possibile.

Aprire l’armadio dove ci sono le tue borse, aprire le ultime che hai usato, trovare un foglietto per un appuntamento che non hai potuto rispettare.

Pensare di essere perfetti, meglio evitarlo. Qualcuno come te, tuttavia, qualche volta me lo ha fatto pensare.

Andare, tornare dove andammo.

Distinguere le buone dalle cattive abitudini.

Gli scatoloni vuoti non servono e vanno buttati, ma occorre prima l’approvazione della gatta.

Continuare a scattare foto come se il tempo si fermasse.

Ciao, Viz. Tu mi manchi ma non manchi.

                                                                                                      Silvano C.©

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lunedì 9 febbraio 2026

tutto

Ho capito tutto, perfettamente.

Non mi sfugge nulla, so cosa succede attorno, vicino e anche lontano.

Ho rimediato senza danni agli errori fatti, sia in buona fede sia in malafede.

Se ascolto un brano musicale capisco cosa vuole trasmettere il suo autore e poi scelgo la mia via.

Leggo un libro in poco tempo, se voglio, ne leggo contemporaneamente diversi e non li confondo. Mi diverte immedesimarmi nelle figure positive che vi sono descritte, e le altre le capisco, anche se non sempre le giustifico.

Visitando un museo, un qualsiasi museo, non mi servono guide, mi basta osservare per capire, intuire, scoprire storie e vicende, tecniche e virtuosismi.

Sono tutto questo e anche di più, sono morto.

                                                                                                      Silvano C.©

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domenica 8 febbraio 2026

Fatti mai avvenuti

Metto gli occhiali, cosa che recentemente faccio sempre più spesso se devo vedere particolari, leggere certe scritte in piccolo e così via. Metto gli occhiali e, facendolo, mi rendo conto che una stanghetta perde il piccolo anellino rotondo che permette il suo movimento. Vedo che è caduto per terra e chiedo a nostro figlio di raccoglierlo. Lui non lo fa e tu gli dici di chinarsi e farlo per me. Lui guarda e non si muove mentre io gli indico dove è caduto. Alla fine, cedendo al bisogno, sono io che mi chino a terra e raccolgo questo anellino dorato che, nella realtà, nei miei occhiali non c’è mai stato. Nella realtà tu non hai mai chiesto a nostro figlio di raccogliere quel piccolo oggetto inesistente. Ecco, questo nella realtà non è mai avvenuto, esattamente come dicono in certi film polizieschi di episodi destinati a essere mantenuti segreti. Questo è uno dei tanti segreti impossibili che ci riguarda, uno dei tanti fatti mai avvenuti che a volte m’invento. Ciao Viz, grazie.

                                                                                                      Silvano C.©

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