venerdì 9 gennaio 2026

eredità

Mi manca il tuo sorriso Viz, quello vero, non quello sulle foto. Lo ricordo, non abbastanza, a volte penso di sognarlo, ma poco alla volta tutto sfuma. Oso dirlo sottovoce, ma il tempo non passa senza effetti collaterali, anche negativi. È bello andare avanti, certo, crescere come sogna ogni bambino, è che da un certo momento in avanti si vorrebbe fermarlo, il tempo, ripristinare quanto si sta per perdere o mantenere inalterato il presente. Tutti sogni irrealizzabili. Tra le non-illusioni ci sono le cose materiali che un tempo ti regalai, come ad esempio i piccoli oggetti preziosi, o come i libri. I regali che hai ricevuto mi sono rimasti in eredità, e pure io li lascerò in eredità assieme alle cose mie. Si tratta di oggetti, di cose, che hanno un valore limitato, mai come quello delle persone. Ciao, Viz.

                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

giovedì 8 gennaio 2026

Similitudini e diversità

Assomiglio a mio padre. A volte ho lo sguardo di mia madre. I cugini mi ricordano i miei zii. Sembra che alcune coppie, dopo anni assieme, si assomiglino nei movimenti e anche nei tratti somatici; una coppia di vicini che ho osservato da casa camminava esattamente con lo stesso passo, identico. Alcuni uomini hanno il cane che sembra in parte una loro copia. Nulla di vero ed universale forse ma la vicinanza fa questi effetti o li simula. Ci si cerca tra simili o simili si diventa? Forse invece sono le differenze a stimolare la ricerca reciproca e l’interesse.

Quando vedo vecchie coppie che vanno in giro assieme provo una sorta di rabbia. Loro non ne hanno colpa, sono solo i miei pensieri che vanno dove vogliono, che associano cose e mi cambiano l’umore.

Intanto si sono concluse anche le decime festività natalizie senza di te, persone che sentivo al telefono quando c’eri tu o alle quali eri tu a telefonare sono sparite e con altre mantengo aperta una via di comunicazione sempre più stretta. Tutto normale. Le cose cambiano e il tempo passato diventa ricordo o soggetto di fotografie. I cugini sostituiscono a modo loro gli zii, i figli arrivano dopo i genitori. E, se dovessi dire di aver capito, mentirei. Mi manca il tuo sorriso Viz, quello vero, non quello sulle foto.

                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 6 gennaio 2026

Troppo di tutto (Sempre)

Le luci delle feste iniziano a spegnersi, non tutte, certo, ma iniziano. Pochi giorni e saranno un ricordo. Questi giorni sono durati troppo, o troppo poco. Con la notte della Befana appena trascorsa si riprende. Prego, vuol ballare con me? Grazie, preferisco di no. Sono passati troppi anni e siamo stati assieme troppo poco. Inizio a scordarmi di te, a volte non so cosa avresti potuto dirmi in certe situazioni, ma è colpa mia. Non ti ho amata abbastanza, lo so. Adesso che sono finite queste feste mi chiedo cosa avremmo potuto fare che non abbiamo avuto tempo di fare. Chissà domani, chissà dove saremmo andati prendendo in giro tutto e tutti, anche la cattiva sorte. Troppo di tutto, troppo di niente, con le mille parole di tanta gente. Rumore. Ritorno quello che fui, prima di te, e non mi piace. Sei partita da tanto tempo, vengo ogni giorno dove non sei, non manco mai se sono vicino, e da poco è ricomparso un gatto. Sono felice che ti possa fare compagnia, e ogni giorno gli porto qualcosa, non troppo, ma qualcosa sì. Mi manca il tuo sorriso Viz, quello vero, non quello sulle foto.

                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

lunedì 5 gennaio 2026

Ricerca

Se esiste un modo potrei anche trovarlo, probabilmente più per culo che per intelligenza o abilità, e magari potrei trovarlo anche senza cercarlo. Del resto è avvenuto già che cercando quel particolare documento dove lo avevo messo al sicuro al suo posto trovassi altro, magari cercato in altri momenti. Si trova sia ciò che si cerca sia ciò che non si cerca, e allo stesso modo non si trova. Non si tratta solo di caso tuttavia e nella faccenda gioca un ruolo fondamentale la capacità di mantenere ordine e di non buttare tutto alla rinfusa. Ora quello che cerco di capire da molti mesi è lo scopo, il motivo profondo, l’essenza che giustifica il trascorrere delle giornate. Mi sembrava di averlo, ma se l’avevo l’ho perduto. In sintesi non so cosa cerco né come cercarlo. Ciao, Viz. Il tuo consiglio di avere sempre uno scopo non lo dimentico, e penso che su quello potrei ripartire. Aggiungo che mi manchi da troppo tempo.

                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

domenica 4 gennaio 2026

Bolzano per noi

Ci sono momenti che sembrano destinati a durare per sempre. Mi spiego meglio, perché così non è esattamente quello che voglio dire: ci sono occasioni che, vivendole, sembra si possano ripetere anno dopo anno, che diventino una tradizione che rimarrà. È falso. Quel momento particolare non si ripeterà più o se lo farà sarà per una manciata di occasioni, troppo poche. Il nostro viaggio a Bolzano nel periodo subito dopo Natale cercando di evitare le giornate festive ma prima dell’Epifania, prima di riprendere il lavoro, per un po' mi è sembrato destinato ad essere ripetuto senza fine. Si andava in stazione a Rovereto e si comprava il biglietto di seconda classe alla biglietteria, senza prenotazione e semplicemente dicendo la destinazione e il numero di viaggiatori e poi pagando in contanti passando le banconote sotto il vetro, infilandole nel passacarte rotante e ottenendo in cambio il titolo di viaggio. Rovereto-Bolzano in treno, magari sfogliando il giornale comprato all’edicola della stazione. Poi, arrivati, ci si spostava in piazza Walther e da lì in Via Portici. I negozi che visitavamo o che ci incuriosivano con le loro vetrine erano sempre gli stessi. Quello dei giochi con il grande scivolo, le due grandi librerie con articoli di cancellaria e biglietti con oggettistica tipica altoatesina, il negozio su più piani di sculture in legno, dalle più piccole a quelle di grandi dimensioni e dal prezzo inavvicinabile. E i venditori di wurstel e le birrerie sotto i portici e non lontano da Piazza Erbe. Alcune volte ho comprato scatole in metallo con biscotti della Germania, un paio di volte piccole torte Sacher arrivate direttamente da Vienna. Tornavamo con zelten piccoli ma ipercalorici che in Trentino non si trovavano, penne, cartoline, qualche gioco, e quello che potevamo portare. Una volta ti comprasti un paio di scarponcini che hai usato tutti gli inverni da quel momento, e che a me piaceva lucidare. Ecco, non aggiungo altro perché mi fa male a pensarci. Ora alla stazione la biglietteria non funziona più come allora, l’edicola è chiusa da anni e se anche tornassimo troppe cose sarebbero cambiate. Tu, del resto, sei partita anzitempo. Ciao, Viz.

                                                                Silvano C.©

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sabato 3 gennaio 2026

Lanterne cinesi

Certe sere vorrebbero essere diverse dalle altre solo per motivazioni esterne che non hanno a che fare con esigenze personali ma esclusivamente per mere questioni di calendario, o meglio, di calendari. Si toglie un calendario e se ne mette un altro, più frequentemente di quanto non avvenga con la morte del papa regnante. Fatto è che a certe sere si finisce per attribuire un significato che coinvolge tradizioni e amicizie e speranze. In certi momenti l’ultima sera dell’anno è stata anche per noi l’occasione per ritrovare amici. Non scordo poi quella sera particolare durante la quale ti proposi di realizzare il nostro progetto maggiore, molti anni fa, immersi nella nebbia del bolognese. Molto tempo dopo comprai tre lanterne cinesi con l’intenzione di farle partire assieme verso il cielo, durante una di queste sere particolari o anche in un’altra occasione. Non lo facemmo mai, le tre lanterne sono ancora intatte nel sottotetto e non so se la carta sia ancora in grado di reggere al minimo sforzo che il compito richiede. Credo che a questo punto non le lancerò più, occupano uno spazio minimo e so che ci sono molti divieti relativi al loro utilizzo. Malgrado questo, la notte di capodanno di pochi giorni fa, sotto casa nostra, ne sono state lanciate molte. Queste lentamente si sono alzate e si sono allontanate luminose nel buio circostante. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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venerdì 2 gennaio 2026

Amore a pagamento

Si cucina per amore e con amore. Senza amore si tratta di surgelati, piatti pronti, tranelli pubblicitari e surrogati. Anche da soli si può consumare ciò che si è cucinato per sé stessi ben sapendo che del tutto soli non si è mai. Qualcuno che resta nell’ombra, che si ricorda, che ha ispirato il piatto o che lo avrebbe assaggiato volentieri con noi c’è sicuramente, basta pensarci un po'. Aprire una scatoletta, mettere nel microonde un cibo precotto e comprato pronto non è la stessa cosa, nutre il corpo ma solo quello. Può andar bene ma non bisogna esagerare, e quando si può occorre evitare. Anche chi offre amore a pagamento lo fa solo per quello fisico, che per alcuni non è amore ma semplicemente sesso. Basta capirsi. Il vero amore non si compra, e neppure l’amicizia. Da giovane ci provai ma la donna che incontrai mi spiegò che a me serve altro. Aveva ragione, mi diede una vera lezione e la vita poi me ne diede conferma. La cucina e l’amore, quando hanno un legame forte, riportano anche chi è partito prima di noi, che in alcune situazioni sa capire quanto è stato importante, e che ci manca. Ciao, Viz. Se dico orzetto a cosa pensi?

                                                                Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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