domenica 30 novembre 2025

Il suo nome è Matisse

È un cane, quando è nato non sapeva che avrebbe avuto questo nome, che avrebbe cominciato a riconoscerne il suono. È stato adottato a Capitignano e dall’Abruzzo è arrivato sino a Rimini. Poi è tornato varie volte in Abruzzo, e nuovamente a Rimini. Ora non sa ancora che lei non c’è più, lo scoprirà a modo suo tra poco. A dire il vero aveva iniziato a capire che alcune cose non andavano bene come in precedenza, aveva visto che lei aveva bisogno di essere aiutata, ma tutto il resto che posso aggiungere sarebbe solo una mia supposizione, devo tacere. Matisse ora è senza di lei, gli resta la sorella, ma ugualmente la casa sarà più vuota quando ci tornerà. La vita finisce non solo per i cani, arriva alla fine anche per gli umani. Così succede.

                                                                  Silvano C.©

                           (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

sabato 29 novembre 2025

pulizia

Occorre far defluire evitando ogni innaturale ristagno. So che in tal modo a volte si formano grandi laghi, aperti a sembrare il mare; questi tuttavia sono pochi rispetto agli acquitrini che portano decomposizione e ambiente malsano. Anche gli abiti passano di moda e attraggono tarme e altri insetti, negli armadi, e vanno svuotati destinando a un destino migliore maglioni, giacconi e pantaloni. Allo stesso modo le amicizie che portano danno, ché amicizie non sono o sono finite da tempo. Ripulire, scordare, sanificare, ridipingere magari ma con animo leggero. Più di ogni altro peso andrebbero rimossi gli antichi odi, andrebbero sciolti i nodi alle dita, dimenticate le antipatie e le persone ad esse legate, spazzati via gli inutili desideri di vendetta, velenosi peggio di alcuni funghi, in grado di ridurre la vita invece di migliorarla. Questo penso recentemente, incapace di realizzarlo. Dovrei farlo ma non mi viene naturale. So di persone che non conservano tali tare, ma sono rare, molto rare. Ciao, Viz. Una di queste persone l’ho persa da poco, ed è arrivata dove tu non sei. Accoglila, salutala, pensatemi.

                                                                  Silvano C.©

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venerdì 28 novembre 2025

La cena

Tutto potrebbe riassumersi nel brindisi iniziale. Io ho proposto, alzando il calice di Marzemino, di brindare agli assenti. Lei, di fianco a me, ha detto che era meglio brindare a chi era presente. Tutto quello che ne è seguito, una piccola cena tra otto sole persone, è derivato da questa diversa attesa/impostazione iniziale, ed entrambe le dediche hanno avuto soddisfazione. Rivedere qualcuno dopo mesi e anni è stato importante per me, specialmente dopo aver mancato un incontro precedente per mia scelta. E si è parlato di progetti attuali, di figli e di vicende recenti che ci hanno riguardato, ma una parte dei nostri discorsi ha riportato alcuni assenti, persone lontane che non avrebbero potuto arrivare neppure volendolo e, purtroppo, persone che non ci sono più. Ho scoperto così, e non lo sapevo ancora, chi è morto dopo che mi ero congedato dal lavoro, e ho avuto particolari riguardanti le vicende di chi sapevo che era morto. Tutto in modo naturale, come se tutti fossero ancora con noi o magari solo a casa loro, come ogni sera. Mi è rimasta addosso una tristezza di fondo che non so definire meglio, un bisogno di impossibile e la nostalgia. Ho evitato di toccare alcuni nervi scoperti e nessuno mi ha chiesto nulla che potesse ferirmi, ogni cosa in fondo è andata come potevo immaginare. Non eravamo solo in otto, ieri sera alla cena, ma non saprei dire quanti eravamo veramente. A ognuno di loro ho regalato una piccola cosa, rigorosamente scelta in modo casuale, un modo per mantenere vivo un certo mio modo di essere. La vita è strana, ma è così. Ogni scelta ha le sue conseguenze e il caso, di suo, ci aggiunge il jolly. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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mercoledì 26 novembre 2025

Un dono

Alcune cose che regalai mi sono ritornate indietro. In un caso un amico mi restituì una foto che gli avevo donato e, quando avvenne, mi sentii offeso, non so se a torto o a ragione. Personalmente ricevetti regali che all’inizio non apprezzai, e questo per colpa mia anche perché in seguito mi resi conto sia della loro utilità sia del fatto che rappresentavano una cosa sincera, un atto di vera amicizia e anche di amore. Altri regali che feci io mi ritornarono e mi sono rimasti in eredità. Le piccole cornici in argento che regalai ai miei con le foto di nostro figlio piccolo sono tornate a casa mia. E con loro anche altri oggetti, come ad esempio una bella scatola che comprammo a Ferrara in una gioielleria per il loro anniversario. E poi tutte le cose che ti regalai, le piccole e grandi cose di ogni genere, ora sono solo mie. E arriveranno a nostro figlio, prima o poi. Solo i regali da consumare come generi alimentari e simili sono stati alla fine esclusivamente dei destinatari, il resto può aver subito altri destini. La cosa che mi addolora veramente però non è il destino delle cose, quelle sono nulla, ma è quello delle persone. Ho avuto in regalo amore e amicizia, in parte immeritati. Molti di questi mi sono stati tolti, uno dopo l’altro, lasciando solo il vuoto al loro posto. La memoria non può colmare l’assenza di una persona. Voglio solo doni che siano per sempre. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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domenica 23 novembre 2025

Cose essenziali

La colonna sonora è tutta pronta, è nei miei progetti primari, devo soltanto realizzarla e decidere prima il giusto supporto. Non posso affidarmi a scelte valide sino a pochi anni fa, la tecnologia fa invecchiare anzitempo ogni sistema di archiviazione dati e di supporti necessari.

Il piano di viaggio è in evoluzione. Ogni giorno che passa aggiungo e tolgo, scelgo itinerari che tutti lodano ma poi, indagando meglio, li elimino e propendo per altre mete.

La biblioteca è il più possibile varia e completa, con guide e romanzi, con saggi e riviste, compatta e con sorprese da inserire in modo autonomo, non immaginabili prima di trovarle.

L’abbigliamento sarà adatto a ogni clima e a ogni condizione atmosferica. Come da nostro manuale condiviso e mai scritto. Ogni particolare curato come non mai.

La documentazione è rigorosamente cartacea, gli eventuali permessi, le assicurazioni, il tutto è  raggiungibile in una busta da conservare in un posto sicuro.

I contatti memorizzati, per chiamare in caso di bisogno o anche solo per un saluto.

I compagni di viaggio non sono necessari, bastiamo noi due. Poi, col tempo, si vedrà se qualcuno verrà inserito.

L’umore sempre positivo, non è concessa la tristezza, quella no.

I cibi da assaggiare: tutti i possibili. La spesa non sarà un fattore limitante. La curiosità avrà carta bianca.

Le scorte indispensabili di primo soccorso e i farmaci al completo, anche quelli che conosciamo bene.

Ciao, Viz. Si tratta di ipotesi, solo di ipotesi, ma mi servono per pensarti ancora qui a preparare la partenza.

                                                                  Silvano C.©

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sabato 22 novembre 2025

Scelte binarie e no

Sembra che alcuni animali scelgano, a seconda della situazione, se mordere o fuggire. Anche noi umani abbiamo la possibilità di tale scelta, anzi, abbiamo molte alternative a questa sola binarietà. Gli animali più complessi hanno pure loro varie scelte in più, meno delle nostre però, perché noi umani siamo creativi, decisamente molto creativi. A questo proposito talvolta mi ritengo limitato e assomiglio alla coda di un maiale (i ferraresi potrebbero dirlo in un modo più diretto è colorito) eppure il mondo è grande, le opportunità sono quasi infinite. Basterebbe buttarsi e ridurre il peso della memoria, lasciare alcune parti del passato nel passato e andare oltre. I miei limiti mi fanno vedere solo le scelte tra un sì e un no, tra il mordere e il fuggire, e recentemente ho la sensazione di fuggire. Magari esagero, non lo so, è che malgrado il rispetto dei miei impegni potrei ben andare altrove, in luoghi ancora per me sconosciuti, senza esagerare ma potrei. Domani vedrò se avrò idee nuove, se la notte me le porterà o se semplicemente rimuoverò questo pensiero. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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venerdì 21 novembre 2025

Ogni errore ha un motivo

A volte un errore, col tempo, si rivela per la sua vera natura e diviene solo un tassello del percorso, necessario e utile.

Personalmente tuttavia di errori ne ho commessi talmente tanti che è impossibile abbiano tutti una valenza positiva, che la loro natura propenda verso il bene, che mi siano stati utili o che lo siano stati per gli altri, ma ne devo prendere atto.

La nuvola di prima si è rivelata passeggera, la resa incondizionata l’ho rimandata, l’attesa continua ma la neve caduta poco più in alto ammanta di bianco parte del mondo vicino, e questo, uscendo, mi ha sollevato il morale.

Le luci iniziano ad accendersi, le feste si avvicinano giorno dopo giorno, devo capire che non saranno per tutti motivo di serenità. Nel 2016 le feste di fine anno furono per me le peggiori di sempre, e tu ne conosci il motivo. Per altri succederà lo stesso.

Con te errori ne facevo tanti, ma quando te ne accorgevi mi davi consigli adatti. Adesso è diverso, negli errori ci resto e rimangono miei. Il vero motivo però mi sfugge, cioè non capisco ancora perché l’età non mi abbia portato saggezza. Ciao, Viz.

                                                                  Silvano C.©

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Mi arrendo

Nessuno mi ha attaccato, almeno di recente, mi arrendo solo per stanchezza. Non so se è onorevole o se dovrei evitarlo, magari è solo la nuvola che passa e che quando se ne andrà mi farà scordare l’intento. Mi stanca discutere anche se un tempo la consideravo una questione irrinunciabile. E tendo a non ascoltare più alcuna discussione altrui, in nessun campo. Brutto segno, non saprei dire. Vorrei evadere e ritrovarmi altrove, su una spiaggia soleggiata e col mare azzurro davanti senza nessuno che parli la mia lingua, e avvertire come suoni le parole attorno, provando solo grande calma e tranquillità. Se penso a litigate memorabili tra me a altri, se ci penso, immagino che alcune avrei potuto risparmiarmele. Altre hanno dato frutti, non lo nego, ma sono state difficili, mi hanno assorbito energie, e adesso non ne ho più. Sono stato aggressivo inutilmente e a sproposito, anche con chi amavo, magari non fosse stato così. E lo sono stato anche con chi mi ha risposto con lo stesso tono, sbagliando entrambi e offrendo un’immagine della quale poco dopo mi sono vergognato. E così la mia resa, forse temporanea, ha lo scopo di fuggire attriti e rimandare impegni. E, cosa della quale sono consapevole, penso di passare da un errore all’altro.

                                                                                                  Silvano C.©

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