Quando l’ho conosciuta, a Riva del Garda, mi ha fatto scoprire molte cose, come Escher e le bolle di sapone, mi ha dato lezioni sull’amicizia e sulla vita, non è mai stata invadente come capitava spesso a me. Accoglieva e sapeva capire. Con gli anni, malgrado la distanza fisica, abbiamo mantenuto un dialogo costante. Io nei primi tempi ho fatto per lei piccole cose da artigiano, tra le altre una piccola libreria bassa in legno di larice e la poltrona d'emergenza di Le Corbusier con multistrato marino, dopo averne scoperto il progetto su un libro che penso di aver smarrito. Sono stati anni creativi e senza rete, non avevo neppure il telefono. Lei, tra le altre cose, mi ha regalato un trittico incompleto. Solo la prima tavola è ultimata, Le origini, le altre due tavole ancora aspettano dopo le prime pennellate e abbozzature. E aspetteranno per sempre. Quando lei aveva iniziato a star male le avevo riportato le tre tavole con la scusa di darle un motivo mentre pensavo egoisticamente alla possibilità che lei me le ultimasse. Al telefono, di tanto in tanto, le ricordavo la sua promessa. Non ha potuto mantenerla. È partita lo scorso novembre, il mese dei morti. Ho riavuto da non molto le tre tavole incomplete, e ho riappeso al suo posto, rimasto vuoto per anni, Le origini.
Silvano C.©
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