Viaggiare con le mappe di Google a volte mi permette di tornare dove sono stato e dove un po' vorrei ritornare. Posso vedere alcuni luoghi prima di andarci, magari, o dove non andrò mai. È un po' perdere tempo, lo so, meglio fare invece di immaginare, meglio andare invece di fingere di farlo. E poi c’è un risvolto che inizia a toccarmi sul piano personale al quale a lungo non ho dato molta importanza, perché nelle inquadrature con case e vie è possibile scegliere un’altra data. E così mi capita di rivedere la casa dei miei, ormai venduta da tempo, quando ancora ci viveva mio padre e con la nostra auto parcheggiata di lato al passo carrabile. Posso rivedere alcuni negozi quando ancora erano aperti, alcune edicole ormai rimosse e tutti i mutamenti che hanno interessato quel posto a partire da oltre dieci anni fa. Venendo a casa nostra rivedo l’auto che guidavi tu e ti piaceva perché era piccola e adatta al traffico cittadino. Mi sembra quasi di poterti scorgere seduta alla guida pronta per partire. Viaggio virtualmente (e dolorosamente) nello spazio e nel tempo. Queste immagini sono visibili a tutti, ovviamente, ma parlano in modo diverso ad ognuno di noi. Io, Viz, non ho ancora capito però come ritornare realmente dove mi interessa, ma non nello spazio. Ciao Viz. Sorridi perché tento di distrarmi da pensieri molesti e fastidiosi.
Silvano C.©
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