Ci sono momenti che sembrano destinati a durare per sempre. Mi spiego meglio, perché così non è esattamente quello che voglio dire: ci sono occasioni che, vivendole, sembra si possano ripetere anno dopo anno, che diventino una tradizione che rimarrà. È falso. Quel momento particolare non si ripeterà più o se lo farà sarà per una manciata di occasioni, troppo poche. Il nostro viaggio a Bolzano nel periodo subito dopo Natale cercando di evitare le giornate festive ma prima dell’Epifania, prima di riprendere il lavoro, per un po' mi è sembrato destinato ad essere ripetuto senza fine. Si andava in stazione a Rovereto e si comprava il biglietto di seconda classe alla biglietteria, senza prenotazione e semplicemente dicendo la destinazione e il numero di viaggiatori e poi pagando in contanti passando le banconote sotto il vetro, infilandole nel passacarte rotante e ottenendo in cambio il titolo di viaggio. Rovereto-Bolzano in treno, magari sfogliando il giornale comprato all’edicola della stazione. Poi, arrivati, ci si spostava in piazza Walther e da lì in Via Portici. I negozi che visitavamo o che ci incuriosivano con le loro vetrine erano sempre gli stessi. Quello dei giochi con il grande scivolo, le due grandi librerie con articoli di cancellaria e biglietti con oggettistica tipica altoatesina, il negozio su più piani di sculture in legno, dalle più piccole a quelle di grandi dimensioni e dal prezzo inavvicinabile. E i venditori di wurstel e le birrerie sotto i portici e non lontano da Piazza Erbe. Alcune volte ho comprato scatole in metallo con biscotti della Germania, un paio di volte piccole torte Sacher arrivate direttamente da Vienna. Tornavamo con zelten piccoli ma ipercalorici che in Trentino non si trovavano, penne, cartoline, qualche gioco, e quello che potevamo portare. Una volta ti comprasti un paio di scarponcini che hai usato tutti gli inverni da quel momento, e che a me piaceva lucidare. Ecco, non aggiungo altro perché mi fa male a pensarci. Ora alla stazione la biglietteria non funziona più come allora, l’edicola è chiusa da anni e se anche tornassimo troppe cose sarebbero cambiate. Tu, del resto, sei partita anzitempo. Ciao, Viz.
Silvano C.©
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