giovedì 11 giugno 2026

Dove?

Contare nulla e capirlo. O contare per pochissimi. Quindi posso permettermi di dire che non hai mai visto e conosciuto le giornate estive di Ferrara, sotto il Sole e l’afa ferrarese, nel silenzio interrotto solo dal ronzio degli insetti e nella solitudine di interminabili pomeriggi festivi. Camminare alle due per andare in centro e rinchiudermi in una sala cinematografica a vedere qualsiasi cosa con l’intenzione di stare un po' al fresco, al buio, e distrarmi aspettando il giorno dopo. Non mi mancano quei giorni anche se li ho vissuti. Forse mi mancherà Ferrara, un po', non so quanto, ma tu non ci sei più e allora per chi o cosa ci dovrei tornare? Pensavo a cosa alle quali non penso più, e se le ricordo ancora spero di dimenticarle presto. La vita va, dove non lo so.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

mercoledì 10 giugno 2026

Per amore

Amori sacri e amori profani sono sempre amori, non ne conosco la differenza, non ne ho approfondito lo studio, mi sono capitati, li ho vissuti e confusi. Credo di aver dato amore e di averlo ricevuto, non chiedermi di spiegarti oltre, sono cose mie, sono la vita che ho vissuto e che ho voluto o mi è capitata. Non di rado mi succede di associare la mia malattia o la malattia di chi ho avuto vicino come momenti anche positivi e non solo patologici. Essere stato aiutato e curato quando stavo male è stata una delle cose più belle che ho vissuto, e credo di aver aiutato qualche volta qualcuno, anche se non sempre quando e quanto avrei dovuto. L’aiuto e la cura possono essere divisi tra sacro e profano? Non credo, non lo immagino possibile e immagino sia inumano pensarlo. La cura e l’amore sono coinquilini che abitano gli stessi spazi, sono loro che rendono bella la vita e meno faticosa ogni impresa. La mia più grande colpa è non aver ricambiato sempre, per quello sono da condannare, oppure da assolvere, per amore.

                                                                                                 Silvano C.©

                                (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

martedì 9 giugno 2026

Nebbia nella mente

Nebbia a Riva del Garda e limpido a Trento. Non sono osservazioni meteorologiche, sono quello che vedo nelle mie sfere di vetro che ho portato a Rovereto dall’appartamento di Ferrara che lentamente stiamo lasciando. Evidentemente la neve dentro la sfera di Riva del Garda col tempo si è leggermente decomposta in polvere minuta che resta in sospensione e l’improbabile centro storico rivano rimane così avvolto nella nebbia. Non ricordo quando comprai o comprammo queste due sfere, era un modo per stare a Ferrara senza dimenticare il nostro Trentino. 

La situazione da poco meno di due mesi è mutata, adesso dovrei recuperare una sfera di Ferrara per ricordarla qui, a Rovereto. Se le cose vanno secondo i tempi previsti, con la fine di settembre, quell’appartamento dove avremmo potuto andare assieme tante volte avrà nuovi proprietari. Uno dei motivi principali che mi spinsero a coinvolgerti in quell’acquisto era la volontà di mantenere un legame con la mia città natale e l’idea di tornarci assieme quando saremmo stati in pensione è venuta successivamente. Del resto allora l’idea della pensione era lontana e non ci pensavamo. Quando la cosa sarebbe stata poi realizzabile la vita ha deciso diversamente. 

Negli ultimi anni, ogni volta che tornavo nel nostro appartamento, quasi subito mi scattava l’istinto di fuga. Mi trovavo a casa mia ma non mi sentivo più a casa mia, Ferrara mi stava lentamente allontanando, impercettibilmente, ogni volta di più. Oppure sono io che me ne sono poco a poco allontanato, perdendo inconsciamente il desiderio di mantenere contatti con le persone che conoscevamo. Non saprei rispondere, magari col tempo mi farò una narrazione alla quale darò la dignità di verità, e ci crederò, come del resto sto già raccontando e raccontandomi. La certezza è che nulla resta com’era, che i progetti sono per chi ci crede sinché ci crede e che la vita viene dal passato ma ha bisogno di proiettarsi nel futuro, prendendo atto di quello che cambia. In ultima analisi la nebbia resta solo nella mia mente. Ciao, Viz.

                                                                                                 Silvano C.©

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lunedì 8 giugno 2026

Prima di morire

Potrei vivere spendendo di più, togliendomi voglie e curiosità costose, potrei viaggiare andando in Paesi lontani e vederli almeno una volta prima di morire, potrei chiamare persone per fare al posto mio tutti i lavori domestici senza fingere di non vedere la polvere del tempo che si accumula sulle cose e sugli stessi ricordi. Potrei forse incontrare chissà chi, anche se quello che fui non sono più e nulla potrebbe ridarmi alcune emozioni vissute e conservate sotto vetro. Non vale neppure il vorrei ma non posso, almeno non per molte delle idee che a volte mi frullano in testa. Potrei ma non m’interessa, dovrei dire, o potrei ma non voglio. Intendiamoci. Nella vita ho sprecato molto, anche denaro, e ho rubato giovinezza a chi ne aveva in eccesso senza danneggiare nessuno. E poi la frase prima di morire non mi convince né lo ha fatto mai. Se cedessi alla sua logica dove sarebbe il mio nuovo limite, visto che un limite devo comunque averlo? Se andassi prima in Brasile e dopo in Cina mi basterebbe o poi vorrei le Antille? E se m’immaginassi Don Giovanni (cosa decisamente non alla mia portata) dove sarebbe la pace, che arriverebbe comunque. No, il fatto è che ho alcune priorità, una in particolare. I miei desideri di pancia esistono, è innegabile, tuttavia assieme prendemmo un impegno e di fronte a quello il mio egoismo si arrende. Non sarò perfetto mai, e neppure del tutto sbagliato. Ciao, Viz.

                                                                                                 Silvano C.©

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sabato 6 giugno 2026

Importanza dei tempi

A forza di ripetermelo me ne convinco. Sperando che intanto qualcuno non mi apra diversamente gli occhi e mi faccia venire dubbi. Si tratta di questo: del vivere il presente. È logico vivere il presente, tutti viviamo a modo nostro il presente, è l’unico tempo reale. La memoria però vive nel passato e condiziona il mio presente. Inoltre dal presente non posso evitarmi proiezioni nel futuro. Non riesco a vivere solo nel presente, mi è impossibile. In questi giorni sto pian piano rinunciando a Ferrara, a quanto avevo pensato realizzabile e possibile ma divenuto poi irrealizzabile. 

Vivere solo nel presente, come qualcuno suggerisce, significherebbe amputarmi qualcosa. A questo punto mi sono convinto che, fissato a 100 il tempo totale che m’interessa, dedico al passato almeno 50, al presente 10 e al futuro, che è pur sempre quello che mi aspetta e gli altri si aspettano da me, 40. Per certi versi il passato così ingombrante è dovuto alla mia età. Sicuramente ho superato da molto l’età di mezzo e gli anni che mi restano da vivere non saranno mai tanti come quelli vissuti.

                                                                                                 Silvano C.©

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venerdì 5 giugno 2026

Punti di vista

Postumo è un aggettivo bellissimo, significa continuità anche dopo, interesse che rimane.

Fallimento non sempre viene per far male, talvolta permette una seconda o terza volta. Fa male solo se è definitivo ma se permette crescita sia benvenuto.

Dolore fisico, difficile da accettare e dirne bene, eppure, quando ci lascia, quando ci libera…

Morte che ci separa, che rimane in attesa, che aspetta senza fretta ma inesorabile. Dovrebbe far apprezzare la vita, anche la morte ha un suo perché.

                                                                                                 Silvano C.©

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giovedì 4 giugno 2026

È stato un bel sogno

I cicli, per loro tipicità, tendono a ripetersi in modo uguale o simile, ma non sono necessariamente destinati agli stessi individui. In altre parole quello che vivo ora è possibile sia un ciclo vissuto già da un numero inimmaginabile di persone, ed è anche ugualmente possibile che le mie esperienze si susseguano in modo ripetitivo conservando analogie legate alle mie tipicità, alle abitudini, ai vizi e alle virtù. La vita mi si ripresenta sotto vesti che coprono la vecchia continuità. Potrei pensare, e lo penso in effetti, che mi mancherà Ferrara, tuttavia non è la nebbia di Ferrara che mi mancherà, o le sue strade, i suoi cinema e il suo mare non troppo lontano. Sono piuttosto i miei anni di allora che mi mancano già, sono le persone, le cose perdute, la vita di un tempo che ormai non è più. In fondo non vorrei tornare indietro seguendo una nostalgia insana e irrealizzabile e quegli anni particolari non sono stati solo rose e spettacolo, anzi, parte di quel periodo non avrei mai voluto viverlo. C’è stato un lungo momento nel quale ho pensato che con te un giorno sarei tornato nel nostro appartamento, che avremmo trascorso giornate piacevoli tra le vie medievali e nelle librerie cittadine, che saremmo andati al cinema o a teatro, che avremmo trascorso serate piacevoli con gli amici. Tutto è finito, e l’ho capito in modo chiaro da poco più di un mese. Avrei dovuto rendermene conto molto prima, i segnali li avevo avuti tutti.

                                                                                                 Silvano C.©

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