sabato 29 luglio 2017

due al mare (per non parlar del terzo)




Non c’è rischio di confusione, di dispersione di attenzione, di troppe sorprese sgradite, e se poi queste arriveranno, saranno una lezione salutare: certi errori non saranno ripetuti con la stessa persona.
È il rapporto ideale quello a due, e non serve una coppia di fatto (persone sposate, conviventi, amanti e/o compagni di vita), è sufficiente essere con un amico o un’amica, e magari non ancora tale, per approfondire la conoscenza reciproca, ma solo in due.
Niente contro i gruppi ovviamente, le tavolate, i viaggi con tanti amici e tutte le occasioni di vita sociale, ma queste sono situazioni diverse, distraenti. Non per nulla, infatti, ad una festa con molte persone ci scappa sempre il momento nel quale, poco o tanto, ci si isola con qualcuno, anche solo per scambiarsi informazioni o dirsi cose più personali.

Due da soli possono andare al mare, al cinema o a teatro, a cena in casa o fuori, farsi una bella camminata in montagna, ed ovviamente pure sesso, ma questo aspetto non è determinante in quello che intendo.
Il rapporto umano sale di livello e di qualità, e questo non è possibile con tutti, lo sappiamo, è evidente. Occorrono premesse iniziali come la corrispondente disponibilità ed apertura reciproca, l’occasione, qualche interesse in comune, e non funziona di solito col primo venuto, salvo l’essere naufraghi su un’isola deserta con qualcuno mai conosciuto prima.

Due da soli si espongono anche a possibili rischi quando il loro rapporto diventa troppo esclusivo, ed il più grave è l’isolamento dagli altri.
Se tuttavia si sanno bilanciare in modo corretto i contatti col mondo, e se si moderano alcuni atteggiamenti centripeti, l’avere un dialogo con una sola persona per volta diventa una fondamentale regola di vita, una tra le tante. Il telefono del resto funziona su questo principio, come così si conducevano un tempo i rapporti epistolari.
Tutte le persone importanti nella nostra vita sono passate, più o meno lungamente, attraverso questa fase, con poche eccezioni.
 
L’amore, più ancora dell’amicizia, è un rapporto a due, non certo di gruppo. Di gruppo può essere il sesso, mai l’amore. Anche un rapporto d’amore a tre, sono convinto, ma ammetto che potrei sbagliare, prevede tra due soli qualcosa di privilegiato, o non tutti sono legati allo stesso modo agli altri due.
Ma non mi piace dare per scontate alcune certezze, o presunte tali. Noi esseri umani abbiamo una tale varietà di posizioni di fronte alla vita che probabilmente non è il caso di generalizzare ed allargare al mondo intero quello che sentiamo come giusto per noi.
Anzi. Direi che sarebbe decisamente sbagliato.

                                                                        Silvano C.©  
 (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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