sabato 17 giugno 2017

Il viaggio




Partì con sulle spalle uno zaino con poche cose, scarpe pesanti ma comode, pochi ricambi, mentre l’estate stava per iniziare.

Partì con in mente mille mete diverse, tante persone con le quali avrebbe provato a parlare, utilizzando al suo meglio le diverse ma poche lingue che conosceva malissimo, a parte l’italiano: tedesco, spagnolo, inglese e latino.

Partì perché lo sentiva dentro, come segno da dare a sé stesso, come prova di essere vivo e per onorare a suo modo la compagna che lo aveva lasciato.

Partì dopo aver sistemato tutto quello che richiedeva la sua attenzione, e lasciando ad altri l’incarico di continuare al posto suo. Pensava di tornare infatti, ma non sapeva quando.

Partì seguendo un po’ le strade trafficate ed un po’ i sentieri a fianco delle vie più battute.

Partì per cercare un luogo, un amico, un’emozione, e tenendo come suo unico conforto la presenza di lei. Non cercava altro. Gli era sufficiente un sorriso al giorno. E osservava ogni cosa che incontrava sul suo percorso come se fosse magica, mai vista da nessuno prima di lui.

Partì una mattina presto, dopo aver salutato la sola persona che veramente gli stesse a cuore. Tutti gli altri li aveva avvisati nei giorni precedenti. A qualcuno disse di una sua possibile e temporanea visita, ma che non ci contasse troppo.

Partì con poche cose e senza telefono di ultima generazione. Anzi. Alla fine decise di non prendere alcun telefono. Avrebbe lasciato quando poteva sue notizie utilizzando i pochi telefoni pubblici rimasti. E portò un po’ di soldi, ma non troppi.

Nella sua mente immaginò di fare piccoli lavori in cambio di un po’ di cibo o di alloggio. Oppure avrebbe comprato il minimo indispensabile. Ed avrebbe iniziato il viaggio di ritorno quando fosse arrivato esattamente a metà del suo denaro.

Partì dimenticando i suoi acciacchi. Si vide oltre 40 anni prima, pronto ad ogni pazzia. Partì tenendo un dialogo ininterrotto con lei. Chi lo vedeva muovere le labbra da solo pensò facilmente che fosse solo un vecchio pazzo che si era perduto.

Appena ne aveva occasione scambiava poche parole con chi incontrava. Ogni scusa era buona. Quando era stanco si sedeva, in qualche posto non tanto in vista, e a volte sonnecchiava.

Partì e vide un’antica pieve, molti ponti, diversi fiumi e torrenti, un paio di castelli semidiroccati, e tantissima gente che gli passava accanto racchiusa in auto con l’aria condizionata.

Una volta si chiese sul serio perché era partito, cosa lo aveva spinto, e perché mai non tornava indietro. E si rispose: ma perché no? In fondo è un sogno, è veramente solo un sogno.



                                                                        Silvano C.©  
 (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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