sabato 27 maggio 2017

… e se…




È più di un anno che il pensiero mi tormenta, molto più di un anno.
È un pensiero che quando si affaccia demolisce ogni ostacolo, ogni logica, e devo tentare con la razionalità, con la pietà, con l’autodifesa e con ogni mia risorsa di allontanarlo, perché non mi uccida.

E se fosse stato possibile fare in modo diverso? Se cioè fosse stato possibile, iniziando per tempo, non so quanto tempo prima, attaccare il tumore invasivo e crudele che ti ha portata via, mentre tu alla vita c’eri legata?
Questo post mi costa ancor più di tabù, ed ogni tanto il suo tema riaffiora.

Non voglio risposte, sia chiaro. Le temo tutte. E non cerco neppure responsabili, perché in quel caso lo siamo tutti. Tu per prima eri precisa in modo incredibile nel tenere sotto controllo i tuoi parametri, non ti sfuggiva quasi nulla. Il nostro medico ci ha seguito. Gli specialisti ai quali ci siamo affidati hanno fatto il possibile, hanno rispettato i protocolli. Alcuni controlli hanno avuto contrattempi, non per colpa tua, probabilmente semplici coincidenze senza effetto, mi auguro. Forse io ho sottovalutato ed avrei dovuto intervenire, ma mi fidavo dei medici e di te. Ad un certo punto tu però hai perso la testa. Avevi persino pensato al tribunale del malato. Ne abbiamo parlato. Non avevamo alcuna possibilità di ottenere nulla di più. Ti ho convinta anche a rivolgerci però ad uno specialista a pagamento, cosa che ogni tanto abbiamo fatto, non era un’eccezione.

Ora tuttavia non voglio immaginare che qualche cosa sia andata storta per colpa, per disinteresse, per leggerezza. Se lo sospettassi ne resterei distrutto, senza forze, demolito. Voglio pensare che ogni cosa, malgrado qualche ritardo, abbia seguito i suoi binari. Credo che sia destino, in parte, che quello che ti ha uccisa sia normale, sia parte della vita. Sono morte per motivi simili persone più seguite, più giovani di molti anni, persone che si sono rivolte inutilmente a luminari ed anche a santoni. Si muore insomma. E tu poi fumavi, e ti dicevamo di smettere. Ma non hai colpe. Non ne puoi avere. Non te ne voglio attribuire. Forse ti dovevo amare di più e prima. O forse non sarebbe bastato neppure quello.

Basta, Viz, non posso continuare. Tu non ci sei più ma io parlo ancora con te. Fammi capire quando vuoi che smetta o controlli questa mia ansia di capire che ora purtroppo risulta del tutto inutile. Dimmelo per favore, fammi stare in pace, almeno sotto questo aspetto, il resto poi verrà, col tempo.



                                                                        Silvano C.©  
 (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

1 commento:

  1. Nessuna colpa,nessuna negligenza. È andata così. Accade senza che noi possiamo intervenire se non con amore,cura e sostegno. Tutte cose che non sono mancate,ne sono certissima.
    Non angosciarti.
    Un abbraccio Silvano.

    RispondiElimina

Post più popolari da sempre

Post più popolari nell'ultimo anno

Post più popolari nell'ultimo mese

Post più popolari nell'ultima settimana