lunedì 3 aprile 2017

Metastasi e portaombrelli




L’attinenza tra i temi è zero, mentre l’associazione non è del tutto campata in aria. Tu di metastasi sei stata costretta a studiare tutto, a fare ricerche, a fidarti, a temere il peggio che poi si è verificato, a sperare che fosse possibile intervenire ora qui ed ora lì, per tamponare, se non proprio curare, e per allungare il più possibile.

A dirlo ora, se mi ascolti, sorridi. Quanta energia sprecata, quante illusioni, quanto dolore per avere un risultato mai arrivato. Io ho sperato fosse solo un incubo dal quale risvegliarsi il mattino e riprendere il cammino interrotto. Mi sono illuso ci fosse una via. Sino all’ultimo una parte di me ha negato. Non ho volutamente capito. Grazie alla mia stupidaggine ho conservato la forza e l’energia per poterti essere d’aiuto, per vedere tanti domani, ancora, per programmare, per comprare, per organizzarmi, per fare progetti. È stato inutile? Non lo so. Ho persino avuto tempo per fare altro. Sino a pochi giorni prima, malgrado tutto ed a fatica, riuscivo a farti sorridere, a sgridarti come se nulla fosse, a comprarti piccoli oggetti.

Poi il grande buco nero, la fine, indescrivibile ma programmata in tutti i suoi passaggi burocratici, legali, economici, organizzativi. Un’enorme falsità creata ad arte per negare la morte, renderla accettabile, una continuità, un inizio di verità finalmente esplicitata da chi, ad esempio presso le cure palliative, aveva il difficile compito di camminare sul filo del rasoio. Dire e non dire. Far capire ma non far capire troppo.

Dire tutto mi è ancora negato. Mi farebbe troppo male. Ed allora ti racconto del mio ultimo acquisto di oggi.

Oggi, dopo tanti anni, ho comprato un portaombrelli. Ricordi le corse che facevamo con gli ombrelli bagnati verso un secchio del bagno quando entravamo dopo la pioggia? Ho finalmente risolto, dopo quasi quarant’anni il problema del portaombrelli in casa nostra. Non ridere, per favore. Non ridere. Potevo pensarci tanti anni prima. Avrei dovuto comprarlo tanti anni prima. Ma come avremmo fatto senza tutta quell’agitazione entrando in casa mentre pioveva? E di cosa avremmo discusso? Avremmo forse litigato meno, o ci saremmo riproposti di comprarlo quel benedetto attrezzo? C’eri tu, è questo il fatto. Del portaombrelli non me ne poteva interessare di meno. Ora tu sei dove non sei, e mi illudo che il portaombrelli risolva qualche cosa.
Ciao, Viz.


                                                                       Silvano C.©  
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