sabato 8 aprile 2017

Il calzino bucato




Metafora perfetta. Il calzino bucato.
Ci sta dentro ogni cosa, assolutamente ogni cosa.
Io che odio vedermi scivolare via tempo, luoghi e persone che hanno reso vivi quei luoghi.
Tu che, appena ne vedevi uno, me lo sottraevi e lo nascondevi, dove solo sapevi tu, con l’intenzione, vera, non mentita, di rammendarmelo, appena avresti avuto tempo. Tempo che non hai mai avuto.
Sempre tu che in varie occasioni approfittavi per regalarmeli, i calzini, e spesso con ottime camicie.

Stamattina stavo cercando i calzini da mettere e ne ho trovato un paio che sino a ieri andavano, ma uno dei due è bucato e liso irreparabilmente sul tallone. Ho deciso, per oggi, di metterlo lo stesso. Se poi sverrò per strada e mi scopriranno con i calzini bucati dovrò sperare che quello sia il mio solo errore, la mia unica magagna da nascondere.

Ma, e questo mi ha fatto svegliare, tu prima eri qui accanto a me, col viso snaturato. Eri tu, e mi guardavi, senza dir nulla. Non soffrivi, non sorridevi, sembravi forse stupita, neppure incuriosita, capitata solo per caso, dopo mesi che desideravo rivederti. Sei tornata per brevi secondi. Ti ho riconosciuta, malgrado alcuni cambiamenti. Non portavi segni di malattia, solo mi sembravi più distante, lontana, altrove, anche se per qualche ragione stavi qui.

Quando capirò che ora i calzini e le camicie me li devo comprare io, o che non sarai più tu a controllare come si veste nostro figlio uscendo di casa? Ancora non l’ho capito. Forse capirò. Ciao, Viz.



                                                                             Silvano C.©  
 (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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