martedì 11 aprile 2017

confusione




Avvengono cose senza un perché. Si fanno viaggi che si potrebbero evitare. Si incontrano persone del tutto inutili che si scordano subito dopo aver girato l’angolo. Ci si fa crescere la barba per rendersi immediatamente conto che non è come avrebbe dovuto, e si decide di tagliarla al più presto. Si ricorda un’estate di 20 anni fa, e sembra di sentire ancora le grida, le emozioni, ma i volti sembrano un po’ annebbiati dal tempo. Si vorrebbe tornare a quei venti anni fa. E fanno paura quei venti anni fa. Un figlio non può e non deve sostituire un’altra persona, deve fare la sua vita, e si deve essere felici se decide, per un breve tratto, di farla con noi.

Un ristorante che sino a due mesi fa era pieno e sembrava aver successo, ha chiuso. Una gioielleria etnica viene solo sfiorata durante una breve passeggiata, ora non ha più alcun senso entrare. Il dialetto odiato ed amato ritorna ancora una volta, ed ancora una volta non capisco se è amore o odio il sentimento che prevale. E se è amore, ma amore per chi, per cosa? La vita si dissolve e diventa nulla mentre ci si illude di costruire, di pensare ad un infisso, ad un pavimento, ad una zanzariera, ad una serratura più sicura, sa, visti i tempi.

Ti ho comprato un paio di farfalle, che dovrebbero muoversi col vento, sino a quando il vento non le porterà via. Magari, se voleranno, ti verranno a cercare. Il mio centro di gravità permanente non se ne sta fermo un attimo, mi fa girare la testa. Mi illudo di averlo trovato, ed invece sto solo guardando un muro, o un albero in fiore, o un bambino un po’ maleducato che fa i capricci.

Avevamo un appuntamento, siamo arrivati inutilmente in orario, non ci hanno fatto aspettare, ma non avevamo nulla da dirci. Ci eravamo detto già tutto le volte precedenti. Vorrei diventare come alcuni documenti: immateriale. Esserci per far finta di esserci ma in realtà stare altrove. Vedere chi si abbuffa e pensarne malissimo senza che mi si noti. Se avessi capito come superare la legge dell’impenetrabilità dei corpi potrei venirti a spiare mentre non mi vedi. Vederti in bagno o mentre metti le dita nel naso. Scoprirti mentre rubi con la faccia d’angelo e nasconderti subito dopo quello che hai rubato. Togliermi ogni desiderio ancora possibile, con la forza di un leone e non con quella dei miei anni. Ti ho comprato le farfalle ed ho immaginato orge alle quali non sono stato invitato ma che, se mi presento, nessuno si stupisce. Ho visto solo sogni, ad alcuni io però c’ero, ci sono stato. In altri sogni no. Mi hanno solo fatto vedere vite ipotetiche tuttavia lontane

Ma come è possibile ora una vita senza di te, come se fosse facile, come se fosse logico. E dove sta la logica? Non esiste logica. Tu sei qui perché ti penso, e mi sento osservato. Ma mi guardi sul serio o è solo una mia nuova fantasia? Domani, prometto, quando vengo a trovarti dove non sei, cerco di dar meno i numeri. Per oggi, Viz, credo che basti. Io so scrivere, leggere e far di conto. Conosco pure le tabelline come si dovrebbero sapere, ma tutto questo mi sembra abbastanza superfluo.


                                                                       Silvano C.©  
 (La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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