venerdì 19 febbraio 2016

mimetismo



 
Se ti vesti con abiti di colore verde sottobosco e ti siedi sotto un albero, nell’ombra, immobile, hai la quasi certezza di non farti vedere da nessuno che usi la vista come senso principale per muoversi. Se invece hai a che fare con altri sensi, magari non normalmente umani, la tue possibilità di mimetismo diventano molto minori. I pipistrelli ti vedono, e così le volpi, i serpenti, molti insetti e un’infinità di altri esseri viventi.
Prova invece ad andare, tra esseri umani e con gli stessi abiti, su una spiaggia nudista. Avrai la certezza che tutti noteranno te molto più delle altre decine o centinaia di persone nude.

A volte mi piace pensare alle implicazioni del mimetismo su alcuni aspetti del nostro comportamento. In senso stretto, se cioè si tratta solo di abbigliamento o di aspetto esteriore, possiamo mettere in essere due atteggiamenti opposti: nasconderci o farci notare. Chi segue in modo discreto la moda tipica di un certo ambiente ha grosse probabilità di passare per strada e di non lasciare memoria del proprio passaggio dopo pochi minuti. Viceversa chi si fa notare si differenzia, per qualche particolare più o meno importante, e opera un tipo di mimetismo opposto.

La cosa più interessante però è il comportamento in genere, l’atteggiamento, la voglia di apparire o di non apparire, ed in tutto questo l’abito è solo una parte dell’insieme. Il gioco diventa sottile poi quando si arriva alla considerazione, intesa come dato di fatto, che in realtà tutti, assolutamente tutti, desideriamo farci notare. Essere completamente invisibili, cioè il mimetismo perfetto, non interessa a nessuno. In un social sarebbe una contraddizione. In una classe ogni studente spera di essere notato da qualche amico o amica. In qualsiasi ambiente di lavoro è gratificante non essere semplice arredamento. In una squadra sportiva impossibile non volersi far notare. Ed allora la modestia, l’anonimato, il sottotraccia cosa sono se non richiami mirati per qualcuno?

Si deve lasciare un segno, anche se temporaneo, fa parte della vita, e quel segno, anche se apparentemente ci mimetizziamo per non apparire, ci fa soffrire se nessuno lo coglie, se nessuno ci nota, se veramente siamo invisibili. Forse è tutto un gioco.

Io ti vedo.
Tu mi vedi?
Voi chi vedete?
Adesso mi nascondo.
Ora non mi vedi più.


                                                                                                        Silvano C.©   

(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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