martedì 12 gennaio 2016

La chiave

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Che ne sai tu dei miei silenzi, di quello che nascondo e che mi vergognerei come un ladro se si sapesse, di quello che soffro e cerco di mimetizzare, di quanto sono imploso di me e di come, altre volte, sono proiettato verso il fuori, con slanci che neppure io mi aspettavo?
Mi prendo come metro delle cose non perché pensi veramente di esserlo, per la miseria, ma solo perché vi sono costretto dall’essere racchiuso nel mio corpo limitato e carente, cerca di capirlo, una volta per tutte. Non posso entrare nella tua testa, non sono tanto bravo come psicologo, e questo mi fa arrabbiare. Magari potessi. Quante volte ho immaginato di capire veramente cosa pensavano tutti gli altri, esattamente tutti, per un gusto innato da guardone spinto sino alla sublimazione, come lo scienziato che indaga nei fatti dell’universo, nel corpo umano, nel legame tra atomi per formare una molecola, nell’interagire tra specie viventi e, più direttamente, nella chimica dell’attrazione umana.

Semplici sogni, irrealizzabili, o che si possono lambire in modo circoscritto, per breve tempo, solo in certe condizioni, quando si sfiora una sorta di stato di laica grazia. Una leggenda che mi ha colpito quando ho iniziato ad interessarmi all’etologia è quella dell’anello di Re Salomone. Il mitico re, ricordato anche per la sua saggezza, sembra che possedesse un anello col quale, se lo infilava al dito, poteva capire il linguaggio di tutti gli animali. Ce lo racconta Lorenz, uno dei padri dell’etologia e premio Nobel per la medicina, in un suo libro. Ovviamente è invenzione poetica ma indica una meta che l’indagine scientifica si è data, e che poco a poco tenta di raggiungere, con ogni genere di osservazione ed esperimento.

Io però, visto che si tratta di sogni, non mi limito. E perché mai dovrei farlo? Non è tanto il fare alcune cose che mi intriga (certo, anche quello, è chiaro, non sai neppure quante ne vorrei provare e non ne avrò mai occasione) quanto piuttosto il sapere, il provare una certa emozione, il capire il perché quelle persone mi accettano mentre quelle altre mi rifiutano. E poi, per non restare sempre a fissare il mio piccolo spazio, scoprire le emozioni nelle persone che le stanno provando. Cosa prova una donna sentendosi ammirata, camminando per strada? E mentre fa l’amore? E come vive le sue astuzie di seduzione? Ma non solo, ovviamente. La mia curiosità arriva al modo nel quale vive la sua condizione, in tanti paesi del mondo, e poi, per chiudere il cerchio, entrare nelle testa degli uomini, dei tanti che ragionano in modo lontano dal mio. Immagino il potere enorme che potrei avere in tal modo, sapendo leggere nel pensiero, non solo con la capacità di intuire dai gesti o da altri aspetti esteriori.

Tempo perso insomma, avrai ormai capito. La vita è una, ci viviamo quella, le altre le possiamo solo osservare, farcele raccontare, leggerne in parte nei libri, arrivare alla loro luce riflessa usando tutte le antenne delle quali possiamo fare uso, e poi basta. La chiave di lettura degli altri ancora non è stata creata, e le serrature sono tutte diverse.


                                                                                                        Silvano C.©   

(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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