domenica 27 settembre 2015

I soldi non danno la felicità


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“I soldi non danno la felicità, Alessio…” -  Ecco le parole esatte che suo nonno pronunciò, una volta che lui si stava lamentando del fatto che era sfortunato e che molti suoi compagni o ex compagni di scuola avevano tutto spianato davanti a loro.
Poi gli anni passarono ed Alessio, mai divenuto ricco, trovò un lavoro accettabile, si sposò, si comprò casa e si avviò verso una maturità tranquilla, scordando le sue paure giovanili. Gli mancava un figlio, è vero, ma pare che non volesse arrivare.

Questo però era avvenuto prima, un’esistenza prima.
Nel giro di soli 27 mesi la ditta per la quale lavorava ridusse il personale, quindi prima gli trasformarono il contratto riducendogli sensibilmente lo stipendio, poi lo licenziarono. La moglie, che evidentemente non era soddisfatta da tempo del loro rapporto, rimase incinta, ma di un altro, e si separarono. Per una serie di motivi che non capì lei si tenne la casa. Gli avvocati ed il giudice, alle sue proteste, non risposero come sperava, e anche se ancora non era stata emessa una sentenza definitiva, tutto era ormai perduto.
Un fastidio sempre più forte allo stomaco, che all’inizio prese per una giustificabilissima ulcera, si rivelò una forma rara di neoplasia difficilmente trattabile, ed uno specialista gli disse, in modo brutale, pur se con apparente umanità e precauzione, che aveva poche speranze di vita.

Anche questo però era avvenuto prima, mesi prima.
Un giorno ricevette la strana lettera di un notaio, con sede a Roma, che lo invitata a recarsi presso un collega, nella sua città, per comunicazioni importanti e riservate. Due giorni dopo era divenuto ricco in modo inimmaginabile, e ancora non ci credeva. Ricevette una serie di consigli su come muoversi, gli fu indicato un esperto finanziario in grado di consigliarlo in modo discreto, gli venne spiegato di non fare nulla di diverso dal solito, almeno per i primi tempi, e di limitarsi a trasferirsi altrove, magari nella capitale. Del resto ormai nella sua città non aveva amici, casa, moglie. E con i pochissimi parenti rimasti non si vedeva più da troppo tempo. Tutti lo avevano scaricato. Se fosse scomparso nessuno lo avrebbe notato.

Oggi Alessio vive a Roma, in un appartamento signorile in centro non di particolare pregio, anzi, leggermente anonimo. Ha trovato uno specialista che gli ha offerto una possibilità remota e rischiosa, oltre che costosissima. Lui ha creduto a questa ultima possibilità di cura, si è recato negli Stati Uniti, si è sottoposto ad un intervento difficile ed a terapie quasi sperimentali. E così è guarito, completamente. Nemmeno i medici credevano possibile un tale successo.
Ora è sano e ricchissimo, e sa che i soldi non danno la felicità (ricorda ancora le parole del nonno), quindi si ritiene il solito Alessio di sempre, al quale è stata offerta una seconda possibilità.
Si è fidato di un esperto finanziario, che lo ha reso ancora più ricco, e lui lo ha ricompensato oltre ogni sua aspettativa. Poi ha trovato altri che potessero aiutarlo, ed ora ha alle sue dipendenza un gruppo discreto di professionisti in grado di fargli spendere come desidera i suoi soldi, mantenendolo sempre nell’ombra. Vive con pochi lussi e molta vita di quartiere, e poi fa viaggi, tanti viaggi, e prende nota di quello che vede.

Si sente povero, ancora, troppo povero, esattamente come da giovane, perché i soldi non gli danno ancora la felicità. Non ne ha mai abbastanza, anche se apparentemente sembrano non finire mai.
Negli ultimi mesi, tornando col taccuino sempre pieno di appunti da ogni viaggio, ha fatto curare molti bambini in centri specializzati, ha riaperto centinaia di negozi che erano stati chiusi per fallimento ed ha assunto un numero imprecisato di badanti per seguire, in casa loro, anziani abbandonati da tutti ed impedendo che finissero dimenticati in qualche ospizio.  
Ha discretamente messo in condizione di non nuocere alcune bande che stavano distruggendo interi quartieri e, cosa della quale si sente particolarmente orgoglioso, ha fatto in modo che la sua ex moglie potesse allevare il figlio (che avrebbe dovuto essere suo) nel modo migliore. Pure lei aveva avuto la sua dose di sfortuna, ed era stata a sua volta piantata da quel poco di buono che gliel'aveva portata via.

Tutto questo senza mai apparire in nessun modo a livello pubblico, vivendo come un benestante senza particolari ambizioni, con troppo tempo libero ed una vita un pò grigia. Una persona quasi noiosa, in fondo, tranne che per Martina, che ha una lavanderia a poca distanza dal suo palazzo. Un giorno lui le ha portato di persona una sua trapunta da lavare a secco, e si sono guardati negli occhi.

Il resto non lo aggiungo, fallo tu per me, ma usa la fantasia, perché la realtà non sempre dà la felicità, la realtà va cambiata.


                                                                                                        Silvano C.©   


(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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