domenica 23 agosto 2015

Ci pensavo ieri




Pensavo ad una cosa che trovo pericolosa, che provoca morte e lutti, che si spaccia per voglia di vivere e libertà mentre invece, con troppa frequenza, significa l’opposto.
Devo smettere di pensare, dovrei uscire e non vedere, entrare in una stanza e non guardare, entrare in un social e non leggere, accendere la tv ed ignorarla (decisamente idiota quest’ultima cosa, ne convengo).

A volte mi sento profondamente asociale, altre solo leggermente misantropo. Talvolta potrei dire: te l’avevo detto, ma mi trattengo. Volutamente ignoro le innumerevoli cantonate e fregature che ho preso, ne verrebbe meno l’autostima, l’ego si sgonfierebbe come un canotto festoso/tragico (adatta tu l’aggettivo che preferisci).

Quante cose non ho fatto ed ormai non farò più. Ad esempio scalare una bella vetta dolomitica, o immergermi nel mare con muta e bombole, o partecipare ad una bella ammucchiata lussureggiante. Non ho più l’età, il corpo vacilla anche se la mente si crede intatta. Del resto se avessi fatto tutto quello che mi passava per la testa ora sarei certo di essere più soddisfatto? Magari sarei pure morto prima, chi può dirlo.

La strana ebrezza di averla spuntata, almeno momentaneamente, in una particolare questione, lascia presto il posto ai dubbi e anche, in parte, ai sensi di colpa.  Chi mi dice che, anche se sono riuscito ad averla vinta, e non è ancora detto, io avessi ragione? Per fortuna poi le cose vanno per conto loro, quasi indipendentemente dalle volontà dei singoli, ed in parte una sorta di giustizia finale arriva, o almeno di accettazione.

È mancata da poco una persona che dalla vita aveva avuto troppo dolore, ma che, una volta, ha scritto che avrebbe abbandonato volentieri il suo handicap ma non le tante persone che grazie a quello aveva trovato. E quindi lo accettava, e ci scherzava, sino alla fine. Mi sento di ricordarlo, è giusto ricordarlo. Qualcuno gli è stato vicino fisicamente, altri in modo diverso, ne hanno consegnato la figura al futuro, hanno posto le basi perché il suo nome rimanga, a lungo.

Basta, esco, nell’aria l’attesa della pioggia, quella che forse laverà via un po’ di pensieri.


                                                                                                        Silvano C.©   


(La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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