sabato 31 maggio 2014

Cacciatori


Vive in un attico, a due passi da piazza Benotti, e quando si affaccia dal terrazzo buona parte della città è sotto ai suoi occhi. Da tempo ha rinunciato alle auto, ed ora il garage è vuoto. Possedeva una Mercedes Pagoda ed una Bentley del ’79, ma gli erano venute a noia, e non sopportava più gli sguardi dei tanti cafoni invidiosi, gente senza un minimo di coraggio ma capacissima di criticare chi era stato più in gamba, nella vita.
Da ragazzo aveva bruciato le tappe. Si era laureato a pieni voti in giurisprudenza ma non era mai entrato in uno studio d'avvocato, avendo scoperto presto che la politica è più adatta se si vuole far carriera in fretta, e quindi soldi. Provenendo da una famiglia di piccoli commercianti (a dire il vero senza molta fortuna) aveva quel giusto spirito pratico, ma nessun tipo di scrupolo o, come diceva suo padre, un minimo di rispetto per gli altri e di onestà.
Si era sposato, ovviamente per interesse, con la figlia di un costruttore molto discusso ma pure molto ricco. Il matrimonio era andato avanti con sempre maggior stanchezza per oltre un decennio e poi si erano separati, stanchi di dover spiegare agli amici, oppure di fingere che non esistessero, i continui e reciproci tradimenti. Ma entrambi ci avevano guadagnato, dal punto di vista economico, perché lui aveva saputo far fruttare il nome del suocero e si era introdotto in ambienti che contavano e lei non gli aveva lasciato più di quello che aveva portato in dote, anzi, ci aveva guadagnato una villa in campagna.

Ora, dopo una carriera come alto Funzionario dello Stato durata per oltre trent’anni, si gode la notevole pensione in perfetta solitudine, senza figli né altri legami stretti, odia in modo profondo la gente che non fa che lamentarsi e chiedere, e si richiude giornate intere a leggere libri d’arte e di storia medievale. Esce raramente di casa, perché non gli interessano più neppure i ristoranti o le passeggiate che un tempo lo distraevano. Aveva sempre attorno qualcuno per la sua sicurezza, e non ne poteva più. In casa viene una donna che lo segue da anni, tiene in ordine e cucina; arriva a metà mattina e nel tardo pomeriggio se ne torna a casa sua.

Da un po’ ha preso a frequentare una biblioteca, ma in modo occasionale, due o tre volte al mese, e se un volume gli interessa lo prende a prestito, anche quando si tratta di volumi che solitamente non dovrebbero uscire da quelle sale. È ancora potente, ma il suo volto è sconosciuto alla maggior parte delle persone, e questo lo aiuta a muoversi con minor attenzione di quella che doveva avere un tempo.

Se vuole una donna non ha problemi a contattare chi gli sa procurare esattamente quella che vuole, e per pagare non ha difficoltà. Il sesso lo attira ancora, eccome, ma ora ha meno appetiti, meno voglie. Spesso gli incontri si risolvono in uno spettacolo che lui si limita a guardare. È diventato impotente, lui che ha fatto della potenza e del denaro il motivo della sua vita. E la cosa gli fa venire un’invidia feroce nei confronti di quei giovani che si dicono disperati ma che non sono consapevoli della fortuna che hanno.

Quella mattina, sul tardi, esce diretto verso la biblioteca, con in mano un volume che deve restituire. L’aria fresca lo mette di buon umore, e decide per una piccola deviazione, passando per la zona dei giardini e della piazza del tribunale. Cammina tranquillo, col passo un po’ incerto a causa dell’età, ma non ha alcuna fretta, e non si accorge della ragazza con una piccola borsa a tracolla che lo segue a breve distanza, la stessa che ogni tanto incrocia in biblioteca ma che si mimetizza tra tutti gli altri frequentatori e che quindi non saprebbe riconoscere se gli si piazzasse davanti.
Poi tutto avviene in pochi secondi. Sente il rumore del tram che si avvicina sferragliando sulle rotaie, ma gli è famigliare, non si gira neppure. La ragazza accelera il passo e con una spinta impercettibile e sicura lo fa cadere esattamente mentre sopraggiunge la vettura. Lui finisce sotto, muore all’istante, mentre la ragazza si dilegua tra la folla di curiosi che intanto si è radunata.

In un bar ad un paio di isolati entra una ragazza nelle toilette, e pochi minuti dopo ne esce un ragazzo, con un piccolo zainetto. Il ragazzo raggiunge un’auto parcheggiata poco lontano, sale, mette in moto e parte. In periferia telefona da una delle rare cabine pubbliche, forse a casa, dice che sta bene e di non preoccuparsi, poi riattacca.
Rimane per tutto il resto del giorno in un parco poco lontano, mangiando ad un piccolo chiosco un panino e bevendo acqua non gasata. Solo in serata riprende l’auto, dopo aver avuto conferma dai notiziari locali che un vecchio funzionario in pensione, che conduceva vita solitaria, era accidentalmente rimasto ucciso inciampando proprio mentre stava sopraggiungendo il tram.
La ragazza - ragazzo ora parte più rilassata, si dirige verso l’autostrada, non incontra alcuna pattuglia nel tragitto e al casello, mentre si ferma per prendere il tagliando manualmente, sorride. Si mette in viaggio, ascoltando un po’ di musica classica, perfettamente sveglia e lucida. Si ferma solo molte ore dopo, in un autogrill, mentre la notte sta per cedere all’alba di un nuovo giorno.
                                                                                           Silvano C.©


( La riproduzione è riservata ma non c'è nessun problema se si cita la fonte, grazie)

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