venerdì 27 settembre 2013

Autocontrollo, eterocontrollo o nessun controllo?

Mi rilasso profondamente, mi immergo in me stesso, nelle profondità del mio pensiero e della mia essenza, scendo gradino dopo gradino i vari livelli che mi portano al controllo delle emozioni e delle funzioni vitali, domino e/o accetto la realtà che mi circonda, ne divento parte cosciente e tranquilla, capisco cosa voglio veramente, so cosa fare per ottenerlo, mi rendo conto di quello che conta.
Ripeto questa pratica a lungo, ed i primi effetti, non solo euforici o placebo, dopo 20-30 giorni iniziano a manifestarsi. In realtà non sono mutato, sono sempre lo stesso, ma con una diversa consapevolezza, la coscienza che devo amare me stesso per poter amare gli altri, controllare me stesso per poter essere veramente utile.

Mi reco allo sportello, chiedo spiegazioni per quella pratica che non mi risulta, perdo ore per risolvere il mio problema, e mastico nervoso, e sento i discorsi di altri che sono incappati in situazioni simili, e tento di uscirne. Tutto inutile, le cose vanno come temevo, cioè male. Non posso fare nulla.
Tento la fortuna, faccio domande per ottenere un lavoro in province diverse, non sono disperato, ma le ho tentate tutte sino a questo momento. Sono chiamato per un periodo di prova nella città A. Parto. Mi adatto ed inizio a lavorare, ed inizia una nuova vita, per me. pochi giorni dopo anche dalla città B mi arriva una chiamata. È bastato qualche giorno di ritardo e la mia strada, arrivata ad un incrocio, ha preso una direzione ben precisa, diversa da quella che avrebbe potuto essere. Ho conosciuto nuove persone, altre non saprò mai che esistono, e non so se avrebbero potuto essermi più vicine o meno disponibili nei miei confronti, né come sarei stato io con loro.

Non credo nel destino, o forse sono solo un po’ superstizioso ma sono disposto a mentire per non ammetterlo. Non sono un credente, nel senso classico del termine, ma ho una mia idea in proposito, pur con molti dubbi, che non mi va di esporre a nessuno, essendo mia personale. Sono abbastanza convinto che non tutto sia assolutamente casuale, che esista un disegno, e credo pure di essere in parte pedina di questo disegno, ma non ho la più pallida idea di dove porta questo disegno, se sia o no intelligente, e se non sia semplicemente un concatenarsi meccanico e fisico di eventi, scatenatisi dopo quel primo istante che a tutto ha dato inizio. Non ne ho la più pallida idea di chi sono veramente, del perché avvengono le cose, se non per un segmento limitato di tempo ricavato da una retta infinita che non mi mostra né inizio né fine.

I dubbi sono salutari, le certezze pericolose.


                                                            Silvano C.©

( La riproduzione è riservata. Ma non c'è nessun problema se si cita la fonte.  Grazie)

1 commento:

  1. Non credo nel destino, ma come me lo spiego l'incontro casuale del mattino, o il fatto stesso che io legga questo piuttosto che altro,che porta ad alcuni pensieri piuttosto che altri.
    Nemmeno io me lo spiego,e non vorrei incontrare chi ha queste risposte.
    Chi ha troppe risposte forse è troppo sapiente e poco saggio.

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